L’India si arrende: “Ok all’arbitrato”. Rifondazione invece no: “Quando impiccano i Marò?”

marò-1Gli ultimi sviluppi fatti registrare dalla vicenda dei nostri due fucilieri del San Marco pare che abbiano convinto alcuni, gli indiani, ad arrendersi alla ragione, altri a non arrendersi ed a resistere sino ad abbandonarsi al delirio, come capitato agli “intellettuali” sfascisti del Partito della Rifondazione Comunista, avvoltoi della sezione di Rimini, che infatti nella persona del suo segretario Paolo Pantaleoni si interrogano: “Ma non è era che impicchino i Marò?”

Secondo quanto aveva anticipato due giorni fa Rajesh Ahuja, prestigioso giornalista dell’Hindustan Times, un quotidiano di lingua inglese che esce a New Delhi, in un articolo dal titolo “Italian Marines’ case heading for international arbitration”, il governo indiano si è deciso ad accettare di risolvere “pacificamente” la questione Marò, associandosi alla procedura di arbitrato avviata dall’Italia. Ieri a New Delhi in gran segreto si è svolta una riunione interministeriale convocata d’urgenza, con la partecipazione di ministri e rappresentanti dei Ministeri degli Interni, della Giustizia e degli Interni, del Solecitor General Ranjit Kumar, rappresentante del governo per la questione Marò, nel corso della quale è maturata l’importante decisione di affidarsi ad un tribunale terzo per dirimere la questione della giurisdizione del caso Marò.

Al termine della riunione, il Solecitor General Kumar, per conto della Procura ordinaria indiana, ha subito chiesto di poter informare della nuova situazione la Corte Suprema dell’India presso la quale è pendente il ricorso dei Marò con il quale si chiede di riconoscere all’Italia la giurisdizione del caso, nonchè la revoca dell’ordinanza di detenzione cautelare dei due Marò. Il presidente della sezione della CS giudice Anil R.Dave è stato quindi informato degli ultimi sviluppi dai difensori dei Marò, in particolare dell’avvio dell’arbitrato internazionale e della conseguente sospensione di tutti i procedimenti in atto in India che riguardano i Marò. Ricordiamo che Salvatore Girone è tuttora trattenuto in India, mentre Max Latorre sta da mesi in Italia in convalescenza post-operatoria con permesso in scadenza il 15 luglio pv.

Il giudice di CS ha preso atto del passo ufficiale intrapreso dal governo indiano ed a testimonianza del mutato clima creatosi di recente, ha immediatemente disposto per il prolungamento di altri 6 mesi del permesso concesso a Latorre. Ancora nessuna decisione invece per Girone, ma la piega presa dagli eventi fa ritenere che il fuciliere non sarà tradotto in un carcere indiano, ma rimarrà ai domiciliari presso l’Ambasciata Italiana. Inoltre, si può anche ritenere che, avendo assunto un atteggiamento collaborativo, l’India non si opporrà alla sua liberazione non appena la Corte di Alta Giustizia dell’Aia, diciamo nel giro di 3-4 mesi, si sarà espressa circa la richiesta italiana di rilascio del fuciliere, nelle more della sentenza finale sulla competenza di giurisdizione.

Per completare il quadro, si aggiunge che la Procura indiana ha fissato per il 26 agosto l’udienza per l’incontro con rappresentanti del governo federale di New Delhi al fine di ricevere il rapporto generale ufficiale esaustivo dell’intera questione. Dopo la riunione, il Solecitor General, ha tenuto a precisare che l’accettazione dell’arbitrato non significa che l’India abbia rinunciato a processare i Marò, ma semplicemente che si accetta che nel merito della giurisdizione la decisione sia rimessa ad una parte dirimente terza. Anzi, è proprio perchè l’India ritiene fondate le proprie ragioni che parteciperà attivamente alla fase istruttoria ed a quella dibattimentale per ottenere dagli arbitri il riconoscimento di giurisdizione rivendicato dall’Italia. D’altra parte, precisa ancora Ranjit Kumar, l’arbitrato avviato dall’Italia è quello previsto dalla convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos), art 287 che l’India è costretta ad accettare in quanto firmataria della stessa. Ed alla corte arbitrale l’India parteciperà per dire agli arbitri quelle che sono le proprie fondate ragioni per condurre un procedimento per l’omicidio dei due pescatori per cui sono indagati i Marò.

Mentre si chetano le acque dell’Oceano Indiano, tira aria di burrasca sull’Adriatico per le deliranti, viscide e vigliacche esternazioni del segretario comunista rifondato della sezione di Rimini Paolo Pantaleoni. Chissà, forse perchè deluso dalle notizie che arrivano dall’India sui due Marò, s’è lasciato un tantino andare, commentando lo stato attuale della vicenda dei due fucilieri con quasta domanda retorica postata su fb: “Ma non è ora che li impicchino i Marò?”. Siccome oltre che volgari, truci e malvagi i comunisti rifondati sono anche vigliacchi, poco dopo la sua apparizione il post è stato cancellato. Ma non dimenticato, c’è voglia di fargli notare al Pantaleoni. A questo rifiuto dell’umanità, a questo califfo sanguinario che si imbeve di terrorismo ideologico per scimmiottare gli altrettanto vigliacchi terroristi dell’Isis per “terrorizzare i borghesi” invece che cristiani e sciiti, a questo inutile individuo del quale condividiamo la definizione datane da Maurizio Gasparri, gliene potremmo dire tante.

Noi nel merito ci limitiamo a riferire il commento di Max Latorre, il Marò convalescente in Italia: “Lo dicesse ai nostri figli questo (prende le parti anche di Girone, ndr). Quando si saprà che siamo completamente innocenti avrà ancora il coraggio di fare queste affermazioni? A tutto c’è un limite -completa lo sfogo rispondendo su fb – anche alla capacità di sopportazione”. Immediate le reazioni. Per Gasparri una cura per il soggetto non esiste. Poi Laura Comi di FI, vicepresidente del Partito Popolare Europeo che dichiara :”‎Trovo disgustose le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due Marò: fosse per me a persone come queste non dovrebbe essere più permesso di fare politica. La responsabilità di affermazioni così offensive e macabre – prosegue – non può passare sotto voce e mi auguro pertanto che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato come questo”.

Per Stefania Prestigiacomo, deputata di Fi, “le parole utilizzate da questo irresponsabile si commentano da sole e mi auguro che questo soggetto sia allontanato dalla vita politica del nostro Paese quanto prima”. “Trovo disgustose – le fa eco il senatore forzista Malan – le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò. Affermazioni così offensive e macabre non possono passare sotto silenzio e mi auguro che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato che si aggiunge alla latitanza del governo sui due militari”.

A noi questo rigurgito di viscerale veterocomunismo stalinista non ci sorprende per niente al punto che su questo argomento abbiamo pubblicato su Qelsi vari articoli per segnalare l’atteggiamento pretestuosamente colpevolista di una sinistra barricadera e mentalmente disordinata, articoli alla cui lettura rimandiamo per conoscere un po’ di dettagli : “Per andare contro i Marò l’Espresso aggiunge le sue alle menzogne degli indiani” dell’11 settembre del 2013, “Come la sinistra colpevolista ha montato un caso ideologico sui Marò”, del 28 ottobre del 13, “La sinistra pugliese risolve il caso Marò: sono due assassini”, del 26 marzo 14. A Max Latorre diciamo solo di non prendersela, perchè come al solito gli insulti squalificano quelli che li rivolgono, non chi li riceve. In quanto al fatto che quando la loro innocenza, sua e di Girone, sarà dimostrata, non si faccia illusioni di vedersi porgere le loro scuse. Anzi, si tengano pronti lui e Girone a sentirsi dire di essere stati squallidi protagonisti di un complotto militarista ed imperialista perpertato ai danni di poveri ed indifesi pescatori indiani. Ricordi che per quelli la realtà è quella oggettiva e funzionale alla loro ideologia, non quella vera, obbiettiva ed oggettiva.

Rosengarten

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Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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2 Comments

  • Monica Cappellini Reply

    14 luglio 2015 at 5:44 am

    vergognosa rifondazione

  • attilio raffaghello Reply

    14 luglio 2015 at 7:53 am

    Sicuramente la pena di morte la applicherei a chi dice certe nefandezze.

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