L’India vara sottomarino armato con siluri italiani

100415KalvariSi chiama “Kalvari” ed è il primo sottomarino stealth realizzato dalla Mazagon Dock Limited, a Mumbai. Entro le prossime due settimane il battello inizierà un lungo periodo di test prima di entrare in servizio con la Marina indiana entro il settembre del 2016.
Il programma ‘75’ prevede la realizzazione di sei sommergibili classe Scorpène entro il 2020. La Marina indiana ha siglato un contratto di 4,6 miliardi di dollari con la Francia, nel 2005, per costruire sotto licenza la piattaforma progettata dalle società DCNS. I lavori sul primo battello sono iniziati nel maggio del 2009.
Il “Kalvari” è il primo sottomarino indiano pensato per operare a profondità maggiori, rispetto agli altri delle sue stesse dimensioni, stimata in 300 metri (350 test). Il progetto utilizza un particolare “acciaio specifico ad alto rendimento” che gli consente di operare a tali profondità mentre l’intera classe è stata realizzata con tecniche e protocolli di sicurezza per attenuare ogni tipo di emissione sonora subacquea.

Il profilo stesso della classe Scorpène dovrebbe essere difficilmente rilevabile dai sonar nemici.
La presentazione del “Kalvari” arriva ad una settimana dall’accordo siglato dal Pakistan con la Cina per l’acquisto di otto sottomarini.
Il secondo battello, il “Khanderi”, sarà varato tra un anno ed entrerà in servizio nel 2017.

La classe “Scorpène”
I sottomarini d’attacco diesel-elettrici classe “Scorpène” sono stati progettati dalle società DCN e Navantia, unite nel consorzio DCNS. La piattaforma è dotata anche di propulsione indipendente dall’aria supplementare (il modulo AIP è indiano). I sistemi AIP consentono al sottomarino non nucleare di operare senza l’utilizzo dell’aria esterna. Mentre per il reattore di un sottomarino nucleare si deve pompare continuamente liquido di raffreddamento, generando una certa quantità di rumore rilevabile, i battelli non nucleari alimentati a batteria con sistema AIP, navigherebbero in silenzio. La propulsione AIP gli consente di estendere la sua navigazione ad un massimo di 70 giorni.

Lungo poco meno di 70 metri, con una larghezza di 6,2 metri ed un dislocamento di 1700 tonnellate, prevede un equipaggio di 31 uomini. La sua velocità massima in immersione è stimata in 37 km/h mentre la navigazione in superficie può raggiungere i 22 km/h.
I sei tubi da 533mm sono progettati per lanciare siluri pesanti “Black Shark” progettati dalla Whitehead Alenia Sistemi Subacquei, missili antinave Exocet o trenta mine.

Franco Iacch – Difesaonline

(foto: Indian Navy / DCNS / WASS)

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1 Comment

  • victor carlos Reply

    13 aprile 2015 at 10:09 am

    Semmai ve ne fosse ancora bisogno adesso anche l’ultimo cieco-sordo capirà, si spera, perchè Girone e Latorre sono da tre anni sequestrati in India. Perchè l’indecente Governo Monti li consegnò in ostaggio agli indiani in cambio di commesse e cospicue mazzette collegate. Perchè il successivo pavido Letta non mosse un dito in favore dei due marò e, anzi, ne continuò a pregiudicare la sorte tramite il plenipotenziario alla cipria nominato per portarne a compimento la svendita a un branco di affaristi. E’ chiaro come il sole già da tempo che Latorre e Girone in mano indiana sono la copertura di un ricatto teso a lasciare nell’ombra i responsabili di tangenti pagate e condivise. Un problema troppo indigesto per Monti e Letta – e per il loro pronubo Napolitano – costretti a sacrificare due connazionali in cambio di complici silenzi.
    Ancora oggi, d’altronde, si vede come neppure il rodomonte Renzi ha scelto di non impegnarsi nell’impresa di riportare a casa i due marò dopo tre anni di tortura. Ben coadiuvato, s’intende, dalla mostruosa efficienza dell’ex ministro degli esteri Mogherini e dalla melliflua evanescenza del successore. Purtroppo, con tanta indignazione e solidarietà, Girone e Latorre dovranno rassegnarsi ancora ad essere dimenticati dal Governo del loro paese, servito con onore ma con loro vergognosamente insensibile.e imbelle.

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