L’inglese di Renzi, che pianto greco

FullSizeRenderVolano gli stracci fra il primo ministro greco Alexis Tsipras e Bruxelles e se Atene piange, Sparta non ride. Né ride l’inglese, lingua universalmente usata, molto twittarola, agile, scattante, con cui Matteo Renzi, presidente del Consiglio italiano e segretario del Pd, ogni tanto sbarca su Twitter, offrendo ai suoi seguaci perle linguistiche di prim’ordine.

Renzi, il rottamatore, ha rottamato, non da oggi, anche le lingue straniere, che, dopo averle accoltellate alla schiena, continua a usare, o chi per lui, con una tale sconsiderazione da far venir giù dalle mensole dizionari bilingue, monolingue e di sinonimi e contrari.

Nel giorno in cui la crisi greca ha toccato il fondo, Renzi via Twitter ha voluto sintetizzare così la questione: insomma, questo il cuore del suo tweet del 29 giugno, il referendum greco non sarà un derby fra Commissione Europea e Tsipras, ma fra euro e dracma. In inglese renziano: “The point is: greek referendum won’t be a derby EU Commission vs Tsipras, but euro vs. dracma. This is the choice”. Balza subito agli occhi, nel tweet, l’orribile greek, in minuscolo. Gli aggettivi di nazionalità si scrivono in maiuscolo e non in minuscolo, ricordano anche i più elementari manuali d’inglese. Un errore che qualunque insegnante d’inglese segnerebbe in rosso.

Hai voglia a parlare di Buona Scuola: sii bravo allievo, prima che maestro. This is the choice.

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1 Comment

  • gbravin Reply

    30 giugno 2015 at 9:31 am

    L’inglese e francese di Renzi ci hanno causato pessime figuracce internazionali. L’unico a guadagnarci è stato l’interprete, presente comunque. Renzi continua ad usare Twitter, almeno in questo caso, abbiamo una postività: non piò scrivere oltre 140 caratteri….

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