L’ipocrisia della giornata mondiale della violenza contro le donne

violenza3Oggi, 25 Novembre, giornata mondiale della violenza contro le donne, si commemora l’apoteosi dell’ipocrisia. La giornata venne istituita dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 per rendere omaggio alle tre sorelle morte nel 1960 nella Repubblica Dominicana, ai tempi del dittatore Trujillo. Le donne, considerate rivoluzionarie, furono torturate, massacrate, strangolate. Buttando i loro corpi in un burrone,  venne simulato un incidente.

Molti sostengono che queste giornate commemorative servono per focalizzare l’attenzione su una criticità che altrimenti andrebbe dimenticata. Da donna, si sente una forte indignazione per questo. Parole al vento gettate da pluridecorati personaggi che, oggi, si battono il petto contriti, mentre domani tornano a considerare lo scempio un nulla da dimenticare. Fiumi di miele scorrono in difesa della donna “panda”, merce da tutelare ad usum delphin, dimenticando forse che la violenza fa schifo a prescindere dal sesso a cui è indirizzata.

Non ci si può sentire festeggiati da chi, durante gli altri 364 giorni dell’anno, zittisce le donne perché non approva le loro parole; da chi ci obbliga a faticare il doppio per dimostrare il nostro valore (per alcuni la fine della donna serva ignorante è stata una tragica fatalità). Non ci si può sentire festeggiati da chi giudica il nostro abbigliamento causa di volgarità e commenti maschili non sempre richiesti. Non ci si può sentire festeggiata da chi non combatte culture che accettano la sudditanza (spesso a suon di percosse) dell’uomo sulla donna.

Non ci si può sentire festeggiati neanche da altre donne che, ricoprendo ruoli istituzionali, ci rendono un fenomeno da gabbia dorata a prescindere, solo perché la vocale “a” che chiude il i nostri nomi. Ognuno è libero di vivere questa giornata come vuole. Chi scrive la ignorerà. dedicando solo questo pensiero a chi necessita: ricordatevi che quella dolce pausa tra un pugno e l’altro, non è mai amore. Riprendetevi la stima di voi stesse e dimenticate chi vi bacia oggi e vi offende domani.

@PgGrilli

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1 Comment

  • Paolo Reply

    25 novembre 2015 at 6:39 pm

    Gentile Sig.ra (o Signorina) Grilli, in particolare mi soffermerei su questa sua frase :

    “Non ci si può sentire festeggiate neanche da altre donne che, ricoprendo ruoli istituzionali, ci rendono un fenomeno da gabbia dorata a prescindere, solo per la vocale “a” che chiude i nostri nomi.”

    Direi che mai come in questo periodo, la lotta per la parificazione dei diritti (come delle possibilità) tra la Donna e l’ Uomo risulta cristallizzata e svuotata di significato grazie alla presenza, al parlare ed all’ operato di non poche donne (anzi, purtroppo decisamente troppe) che occupando i ruoli istituzionali a cui lei stessa si riferisce, si attardano spesso in quisquilie marginali, di nessuna importanza, e perdono un passo dopo l’ altro clamorose occasioni in cui la voce di tutte le donne potrebbe invece farsi sentire con serietà ed autorevolezza.

    Impossibile prestare credito a personaggi che un momento prima, blaterano confusamente di diritti delle Donne, per poi sedere tranquillamente a tavola con esponenti di culture tra le più maschiliste ed oppressive del pianeta.

    Avete bisogno di rappresentanti, di portavoce decisamente più serie, più attuali, più credibili.

    Avrà capito a chi in particolare mi riferisco, quindi non penso sia necessario aggiungere altro… 🙁

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