Lo scrittore Riccardo Prisciano sfida Khalid Chaouki : -“Io sono pronto …”

Di Riccardo Ghezzi, il - # - 16 commenti

11850967_407094072818337_1284249685_nRiccardo Prisciano, il tuo prossimo libro in uscita ad ottobre paragona l’Islam al Nazismo. Puoi spiegarci in breve di cosa si tratta?
Quando si parla di terrorismo islamico, non si parla di “antico folklore”; è, piuttosto, qualcosa di concreto e spaventosamente vicino, come hanno dimostrato numerosi fatti di cronaca, anche in Italia.
Non è comprensibile, altresì, come, proprio le frange anticlericali che, da sempre, si sono battute contro la Chiesa Cattolica (incriminando, quasi, le religioni di “incatenare” l’uomo) siano, ora, così rispettose e tolleranti verso comportamenti barbari e sanguinari, predicati in nome dell’Islam.
Incredibilmente, la stessa pubblica opinione, che si discosta dall’osteggiare ideologie violente e razziste, non si rende conto di quanto, l’Islam, in certi suoi aspetti, non si discosti molto da queste dottrine.
Perché allora questa difformità di trattamento ?
Anche lo scrittore tedesco Thomas Mann sosteneva che “la tolleranza diventa un crimine quando si applica al male”,addirittura il giurista statunitense Joseph Halevi Horowitz Weiler sostenne che “il messaggio di tolleranza verso l’altro non deve essere tradotto in un messaggio di intolleranza verso la propria identità”; un tema molto attuale soprattutto nella moderna “società” europea, ed italica in prevalenza, in cui in nome della tolleranza verso la teocrazia islamica si tende ad odiare le proprie origini culturali, storiche e religiose.
Tale totalitarismo, ammantato da pretesti religiosi ed etici e che, dietro una parvenza di spiritualità, trasudano un’alcova ideologica tra le più intolleranti del mondo, è di gran lunga peggiore di qualunque totalitarismo politico.
L’Islam è anche, e forse soprattutto, un’ideologia, come ci tenne a precisare l’Ayatollah Khomeini, uno dei più autorevoli pensatori musulmani: “L’Islam o è politica, o non è nulla!
L’Islam è un’ideologia politica che, ancora oggi, si serve della religione come strumento di potere; o, se volessimo intenderla come religione, non possiamo non rilevare che tale religione, sfruttando la spiritualità umana, si pone il preciso obiettivo d’espandere il proprio potere politico.
Se, giustamente, intendessimo l’Islam come una dottrina politica, e non già come una mera fede religiosa, sarebbe doveroso chiedersi per quanto ancora si potrà permettere che, nella civile e democratica Europa, si predichi l’odio religioso, l’intolleranza e la disuguaglianza tra i sessi o tra gli appartenenti a diverse religioni, senza andare a vietare le organizzazioni islamiche, che si ispirano ad una dottrina di gran lunga più totalitaria e intollerante del Nazismo stesso.
Non a caso Al-Husayni fu l’assoluto protagonista della nascita del moderno fondamentalismo islamico e della lotta armata (’intifadah) contro gli ebrei, condotta oggi da numerose organizzazioni terroristiche islamiche. Egli fu un visionario crudele che in nome del nazionalismo arabo e dell’antisemitismo strinse un’alleanza tattica con il nazismo, in forza della quale 100.000 musulmani combatterono come volontari nelle divisioni tedesche.
Fu tra i più accesi sostenitori della Soluzione Finale, si macchiò direttamente di atti feroci quale il sabotaggio dei negoziati tra i nazisti e gli Alleati, per la liberazione di prigionieri tedeschi in cambio della fuga verso la Palestina di 4000 bambini ebrei, destinati alle camere a gas.
Dopo la guerra, scampato a Norimberga, al-Husayni si divise tra l’Egitto, dove rinsaldò i rapporti con Sayyid Qutb e Hasan al-Bannah, rispettivamente il teorico e il fondatore dei Fratelli musulmani, e Beirut, dove pose sotto la sua ala protettiva un giovane che negli anni successivi diventerà un protagonista della politica mediorientale: Yasir ‘Arafat.

La prefazione sarà curata da Magdi Allam. Come è avvenuto l’incontro con lui?
La Stima che mi avvicina al grande Magdi Cristiano Allam è profonda. Il nostro incontro “fatale” è stato lo scorso 7 giugno 2015, in quel di Milano, durante un incontro-dibattito politico-culturale organizzato dal Fronte Nazionale per l’Italia (il nuovo partito “nato dal basso” che, democraticamente, sta andando a colmare quel vuoto elettorale equiparabile, a detta dei sondaggi, al 60% degli aventi diritto). È stato “amore a prima vista”: l’unità d’intenti e d’ideali è stata tale che, già dopo pochi minuti, Magdi mi aveva già assicurato la prefazione per il mio prossimo saggio.

Nel saggio, definisci l’Islam “Incostituzionale”. È una dichiarazione forte, ma da quali elementi normativi è suffragata questa tua affermazione?
Oggi, assistiamo sovente ad una visione della Costituzione italiana, come nominata a sostegno della laicità dello Stato, incredibilmente, però, questo accade solo in funzione anticristiana.
L’Islam è anticostituzionale perché predica concetti ed ideologie contrari ai principi costituzionali fondamentali, in tema di rispetto per la vita ed uguaglianza tra le persone (anticostituzionalità sostanziale); nonché per la mancanza d’Intesa tra Stato italiano ed Islam (anticostituzionalità normativa).
Ecco alcuni esempi pratici, puramente a titolo esemplificativo, di altri articoli (oltre all’ormai noto art.8) della Costituzione che, più nello specifico, sono in netto contrasto con l’Islam:
– Art. 2 Cost.: “… i diritti inviolabili dell’uomo …”, che sono totalmente diversi nella religione islamica, tanto da aver creato una propria carta, la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, proclamata il sabato 19 settembre 1981 presso l’UNESCO a Parigi.
– Art. 3 Cost.: “pari dignità sociale … senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”; nel Corano, invece, è sancita la superiorità dell’uomo sulla donna e del musulmano sul non-musulmano.
– Art. 13 Cost.: “La libertà personale è inviolabile, può essere limitata solo con atto motivato dell’Autorità Giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge . …” ; nella Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, invece, la libertà individuale viene subordinata alla shari’a.
– Art. 27 Cost.: “Non è ammessa la pena di morte …” ; nell’Islam, invece, è imposta per apostati, adulteri ed omosessuali; tale imposizione, mai messa in discussione da nessun organo dirigente islamico, è confermata da tutte e quattro le scuole coraniche e, pertanto, attendibile;
– Art. 29 co. 2 Cost.: “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”;
– Art. 30 co. 1 Cost.: “il dovere-diritto di entrambi i coniugi di educare i figli..”;
– Art. 30 co. 3 Cost.: “per la tutela dei figli naturali”.
Oltre al contrasto con dette norme fondamentali della Costituzione, vi è un altro duplice problema, certamente, non meno rilevante, riguardante la legittimità e la gerarchia delle fonti, in quanto la Shari’a funge da “legge” per i mussulmani, a prescindere dalla loro nazionalità.

Oriana Fallaci, ex partigiana, ha combattuto l’Islam esattamente come combatteva il nazifascismo. Eppure, dalla sinistra è stata considerata una “traditrice”. Come si può spiegare l’antifascismo abbinato al filoislamismo della sinistra?
La grande Oriana, che nel saggio in questione chiude con le sue citazioni ogni capitolo, è quasi da ringraziare per le grandi verità che tramandò a noi (oggi come ieri) poveri buonisti.
Mi trovo perfettamente d’accordo con la Fallaci (e con i grandi autori citati poco fa): bisogna svegliarsi e rendersi conto che la nostra utopia (o quella di qualcuno …) ci farà ritrovare molto presto in una guerra dove non saremo padroni a casa nostra.
La tolleranza è la base della democrazia; tuttavia, essa non deve mai tradursi nel buonismo relativista radical-chic, tipico della Sinistra Italiana di oggi. Aristotele diceva che “l’apatia e la tolleranza sono le ultime virtù di una società morente”. L’integrazione va bene, purché sia tale, ma ad oggi mi sembra che questa volontà non si sia mai palesata. “Integrazione” vuol dire adattarsi alle regole del Paese ospitante.
Pericle (il “Padre della Democrazia”) se fosse vissuto ai nostri giorni si sarebbe sentito chiamare “razzista”, “xenofobo”, “omofobo” finanche “islamofobo”.
La Sinistra italiana, tanto brava a sventolar bandiere rosse in piazza a difesa della libertà, non è capace di capire che l’Islam ne è oggi la più grande minaccia.
Questo discorso è da farsi nei confronti dei “militanti” della Sinistra italiana; per i vertici, ci sono ben altri interessi dietro … ma questo è un altro discorso.

Esiste un pericolo terrorismo in Italia, oltre che in Europa?
Ovvio!I numerosi arresti, le iscrizioni nel registro degli indagati nelle varie Procure italiane, nonché i bigliettini dell’Isis che girano sornioni e spaventosi su facebook, parlano chiaro.
Smettiamola di dire “io conosco tizio che è mussulmano ed è una bravissima persona”: non si può (e non si deve) ragionare sulle eccezioni, soprattutto dinanzi a simili pericoli.
Se ancora qualcuno si ostina a dire che non tutti i mussulmani sono terroristi, certamente dovranno darmi atto che, quantomeno, tutti i terroristi sono islamici.

Sarebbe pronto e disponibile ad un dibattito con Khalid Chaouki del PD?
Io sì … non so lui, semmai!

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  • Sig. Prisciano, molto probabilmente il deputato onorevole Chaouky non rispondera’, come nessun riscontro ebbero le mie mail inoltrate alla Camera riguardanti il suo affiancarsi a manifestanti al CIE di Ponte Galiera a Roma. Alcuni clandestini marocchini e tunisini si erano cuciti le proprie labbra. Piu’ approfondite indagini PS dimostrarono che costoro erano al loro secondo tentativo d’ingresso. Nel primo, furono presi a spacciare, processati ed espulsi. Stranamente Chaouky dovrebbe colloquiare e difendere i cittadini italiani, che lo pagano, non stranieri clandestini…..

    • giuseppe

      Ben detto, stesso discorso vale per Kyenge, Boldrini, Grasso, e tutti quei parlamentari, politici ed amministratori che parteggiano per i clandestini s islamici, e ci metto dentreo anche preti rossi, dal più piccolo fino a monsignore Galatino e Cardinale Bergoglio, tutti pagati da noi, ma tutti disinteressati ai problemi dei 6 milioni di disoccupati-inoccupati.

      • La Kyenge e Zanonato, visto la loro mal parata in Italia, sono stati parcheggiati alla EU in attesa di tempi migliori. Galantino della CEI ha voluto immischiarsi molto palesemente nella politica italiana, ottenendo solo levate di scudi da dx e manca. Allora, Bertone, ha spostato l’attenzione sull’ONU….

  • giuseppe

    L’Islam é sempre stato una ideologia politica, prima che lo dicesse il criminale assassino ayatollah Khomeini, distruttore dell’Iran e della cultura persiana.
    Non é l’Islam che si ispira al nazionalsocialismo, ma l’esatto contrario, Hitler si ispiro’ alla ideologia islamica.
    L’Islam nella sua forma attuale é da bandire, e da reprimere, non hanno mai voluto una riforma che separasse Stato e religione, ed eliminasse quello che nel Corano, incita alla guerra e all’uccisione dei non musulmani. Per cui lo Stato Islamico e i Fratelli Musulmani interpretano fedelmente il Corano, seguendolo alla lettera.
    D’altronde il fondatore dell’ideologia islamica é stato Maometto, sanguinario condottiero militare, e non certo un filosofo.
    Chi voleva riformare l’Islam, é stato dichiarato apostata e ucciso dai vari governi: un esempio é stato Mahmoud Mohamed Taha, teologo e poitico (oltre ad essere architetto), che tento’ la riforma dell’Islam ma venne impiccato dal governo sudanese come apostata.
    Quando lo capirà l’Occidente, ed in particolare l’Europa? Forse quando sarà troppo tardi.

  • giuseppe

    Anche molti nazionalsocialisti erano brave persone (o comunisti), come lo sono molti musulmani non praticanti, cio’ non toglie che nazionalsocialismo e islamismo sono la medesima faccia, … e feccia dell’umanità.

  • Ben

    direi che l’ islam è fratello del COMUNISMO visto quello che fa nel mondo…l’ islam , come il comunismo è una religione…e chi la segue non ha limiti nella violenza..inoltre il nazismo con tutte le sue porcate ha sempre portato avanti la tecnologia e la scienza…il comunismo e l’ islam non fanno questo…loro ammazzano e basta!!

  • maboba

    “Questo discorso è da farsi nei confronti dei “militanti” della Sinistra italiana; per i vertici, ci sono ben altri interessi dietro … ma questo è un altro discorso.”
    E’ valido anche e soprattutto per molti cosiddetti intellettuali radical chic. “altri interessi dietro…”
    Dietro tutto questa partigianeria pro islam in tutta Europa aleggia un “profumo” …. di petrolio cui moltissimi a quanto pare non riescono proprio a resistere. Se non ci fosse questi politici e intellettuali avrebbero altri “interessi” così come era negli anni cinquanta e sessanta.

  • Federico

    I musulmani che combatterono per Hitler non erano solo volontari. Furono arruolati in diversi Paesi occupati. Però ne avevano molti anche gli inglesi e soprattutto i francesi (come i terribili Goumiers, per esempio).
    Comunque, in Africa settentrionale, esisteva per davvero una politica islamica di Hitler che (tanto per cambiare) fallì a causa dell’alleato italiano che si era fatto odiare in quei paesi. Ora, invece, con l’accoglienza, si sta facendo amare anche troppo.
    Insomma, è difficile stabilire connessioni tra le politiche e i principi dei vari Paesi arabi ed Europei in un lungo spazio temporale, specialmente a fronte di dinamiche multiformi come quelle arabe.

  • Paolo

    L’ argomento perno dell’ intervista e quindi anche dell’ articolo, non è soffermarsi sul rapporto tra le connessioni politiche e di principio tra paesi europei ed arabi nell’ ambito di un determinato arco temporale, ma di porre in evidenza la vicinanza stretta tra l’ ideologia nazista e quella musulmana estremista, sottolineando inoltre come a differenza del nazismo, indicato unanimemente come massimo esempio storico della disumanità, l’ estremismo islamico non manchi affatto di sostenitori e simpatizzanti.

    • Federico

      A mio parere, non c’è vicinanza stretta tra l’ideologia nazista e quella musulmana estremista se non nell’ambito di una percezione approssimativa e puerile della storia. Il punto di partenza è completamente diverso.Il nazismo non si basa su religioni rivelate da imporre agli infedeli ma sulle rivendicazioni di una nazione che, a vario titolo, si è sentita umiliata da eventi precedenti. Il fatto che l’ISIS (a differenza del nazismo), abbia sostenitori e simpatizzanti è dovuto al semplice fatto che il suo sviluppo è tuttora “in fieri” e non è ancora stato consegnato alla storia come è successo per il nazismo e per il fascismo. Quando il nazismo o il fascismo erano in auge di sostenitori ne aveva molti di più dell’ISIS e molti di più di quelli che la gente vuole oggi credere. Hitler e Mussolini non fecero le guerre da soli. Hitler stravinse le elezioni del ’33 e Mussolini fu riconfermato in pieno dalle elezioni del ’24.

      • Paolo

        Guardi che anche a mio parere, una vicinanza così stretta come vuole sostenere l’ articolista, tra il vecchio nazismo e l’ attuale fanatismo estremista islamico, non esiste affatto.
        Concordo pienamente con lei anche nel sostenere che i punti di partenza delle due diverse ideologie, siano completamente differenti.

        Concordo però con lo spirito dell’ articolo, nel momento in cui afferma che mentre ancora oggi il nazismo viene unanimemente indicato e percepito come la “summa” del male, l’ estremismo ed il fanatismo islamici sono al contrario molto sottovalutati.

        • giuseppe

          Concordo, come il nazionalsocialismo anche l’islamismo, é stato od é sottovalutato, fino a che non lo si proverà sulla nostra pelle, ma sarà troppo tardi, Oriana e molti altri prima di lei e dopo di lei ci avevano avvertiti, noi sciocchi falso-buonisti non ci crediamo.
          Basterebbe leggere i libri di Storia, gli assalti dei saraceni, dei Turchi, degli arabi, dei pirati islamici che hanno reso schiavi milioni di europei. Ma i buonisti pensano solo agli schiavi di pelle nera.
          Mamma li turchi……

        • Federico

          Concordo. Anche a me sembra che il pericolo sia sottovalutato. Anche adesso che qualcuno si è mosso, gli interessi prevalenti sono altri. “Sì, ma non vogliamo Assad,… il cattivo è lui,.. guerra all’ISIS sì, ma non in Siria sennò gli facciamo un favore..” e via discorrendo.
          Speriamo di non dovercene pentire e accorgersi che la Jihad era la “summa” del male solo dopo il disastro totale. Del resto anche nazismo e fascismo furono del tutto sottovalutati all’inizio e forse fu proprio per questo che si arrivò al disastro totale.

  • Disistimo l’on. Chaouki, perché penso che una persona adottata da un paese straniero dovrebbe avere l’umiltà di non volerne
    diventare anche legislatore.

    • Soprattutto, quando una persona e’ Parlamentare lavora per TUTTI i contribuenti, non per i CLANDESTINI. Per quelli ci sono PS e CC. Dopo i loro controlli, Chaouky potra’ parlarci come privato cittadino NON certo come Parlamentare! Cosa prometterebbe, permessi di soggiorno?

    • Paolo

      A mio avviso, Sig. Carlo, lei è fin troppo gentile; personalmente, ho un’ opinione molto severa e per nulla lusinghiera dell’ on. chaouki, che considero senza mezzi termini un perfetto incompetente, assolutamente digiuno tanto di politica (non fa altro che tuonare contro la lega ed i suoi sostenitori, allo stesso modo in cui l’ on. bersani a suo tempo altro non faceva che predicare crociate contro la sua “nemesi” berlusconi) quanto di diplomazia, venendosene infatti puntualmente fuori con “sparate” che vorrebbero essere provocatorie, e che invece appaiono per quello che sono : stupidamente infantili ed assolutamente inutili, considerando anche il clima di tensione sempre più allarmante che respiriamo giorno per giorno.
      Tutt’ altro sarebbe se il personaggio in questione, si provasse veramente ad assumere, con buonsenso (e persino con una certa dose di umiltà) un vero e proprio ruolo di mediatore, tra le parti in causa. E dunque mi chiedo possibile che, tra le file del pd, se proprio volevano mandare avanti un deputato scelto tra i “nuovi italiani”, non ci fosse assolutamente qualcuno un po’ più sensato e diplomatico di questo torsolo?




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