Lo spazio della mediazione tra vecchia e nuova politica

Mediazione-obbligatoria-e-mediazione-volontariaEsiste sempre uno spazio di mediazione, almeno teorico, tra due posizioni, anche quelle, in linea di principio, inconciliabili tra di loro.
Il suo carattere almeno teorico è dovuto al fatto che non sempre, lo spazio concreto delle mediazioni e delle negoziazioni, da luogo ad effettivi accordi tra le parti.

Suole dirsi, in questi casi, che non vi sono le condizioni pratiche per soddisfare il negozio tra le posizioni contrapposte.

L’etimologia stessa del termine ‘negoziare’ ci dice che trattasi di una contrattazione che nulla ha a che vedere con i massimi sistemi, la quale, bensì, si riferisce ad un atto concreto di interrelazione tra due piani di realtà spesso divergenti tra loro.

Sul piano dell’otium (che per gli antichi era lo spazio della contemplazione) non può darsi che irriducibilità tra principi contrapposti, questa stessa contrapposizione apre, invece, sul piano del neg-otium ossia di ciò che non si sta li a contemplare, ma ad agire sul piano fenomenico, spazi di mediazione e di contrattazione inimmaginabili sul piano dei puri principi.

La realtà è più complessa dei sistemi che intendono contenerla!

Basti pensare, per esemplificare, agli interessi divergenti di principio tra una banda di delinquenti asserragliati dentro una banca con degli ostaggi e le forze dell’ordine che circondano il perimetro del sequestro: eppure negoziano, per tutto il tempo necessario alla liberazione pacifica degli ostaggi oppure al blitz che li libererà, anche a costo di lasciarne qualcuno sul campo.

Lo stesso tipo di metafora, con i dovuti rapporti, può essere applicato alla situazione politica di questo paese.

C’è la banda di delinquenti che soffoca e tiene prigioniere tutte le sue energie e c’è, intorno a questo fortino di privilegiati asserragliati, un’intera società civile(*) che, seppur senza avere le abilità dei corpi speciali, vorrebbe liberare il paese preso così in ostaggio.

Niente di più irriducibile, ma, come dicevamo, questa irriducibilità è proprio la fonte della possibilità di mediazione e negoziazione pratica.

Per dare luogo ad una negoziazione di successo è necessario calcolare ben bene punti di forza e punti di debolezza, nonché le reali chance delle pretese di ognuna delle parti in causa.

Nel nostro caso, la banda di criminali, vorrebbe del tutto uscire dal fortino come se nulla fosse stato, come se non vi sia stato alcun sequestro del futuro di un intero paese, ma solo un fatto congiunturale, da nessuno espressamente cercato e voluto, che non ha responsabili o che pure di tutti è responsabilità.

Dall’altro lato della barricata, invece, abbiamo degli assedianti vari che non sono così preparati e pronti a fare il blitz che possa portare ad una repentina liberazione del paese in ostaggio.

Mancano di mezzi ed esperienza a fronte di una banda di criminali ben più abituata a questo tipo di contese e ad uscirne fuori senza colpo ferire.

La banda di sequestratori ha mezzi, esperienza ed un ostaggio con evidenti segni della sindrome di Stoccolma, gli assedianti solo una credibilità intonsa ed un minimo di buona volontà, non altro.

Questo lo scenario della negoziazione in corso.

Ognuno di voi può dare il suo contributo nel sostenere questo braccio di ferro che deciderà la sorte di tutto un paese e dei suoi ostaggi nelle mani della peggiore classe politica degli ultimi 150 anni.

Ad ognuno di voi, senza più deleghe in bianco nei confronti di nessuno, occorrerà dire se vi sono i margini e le condizioni per portare a termine la negoziazione oppure no, il resto sono soltanto Manuali per la Sopravvivenza, da ostaggi o da fuggitivi, poco cambia dal punto di vista politico.

(*) Con questo termine, anch’esso ormai logoro ed abusato, fino a che non ne troviamo uno migliore, intendiamo nient’altro che tutta la cittadinanza, non direttamente riconducibile ai partiti istituzionali ed ai loro quadri dirigenti, nonché ai corollari nei corpi intermedi e nei media di tale apparato politico-istituzionale.

Commenta con il tuo account social

2 Comments

  • elio strazabosco Reply

    10 giugno 2015 at 7:09 pm

    (*) a che si riferisce ?

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      11 giugno 2015 at 10:15 am

      Al termine ‘società civile’ che per comodità è stato usato, ma è anche esso ormai, non solo troppo abusato, ma anche poco esplicativo di una situazione che è molto più complessa ed articolata.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it