L’ottimismo di Renzi, ma la ripresa è un bluff

MATTEO-RENZI_12_resizeLa parola d’ordine è una sola: ottimismo. Ad ogni costo, anche contro la logica. Il bugiardissimo premier italiano è in guerra contro gufi e cassandre, dunque il giornalismo di servizio si adegua. La borsa cala? Sciocchezze. La Cina frena? La Cina è lontana. Crolla l’export alimentare italiano diretto in Russia? Minimizzare. Bisogna raccontare solo storie positive. Lo storytelling trasformato in programma di governo.
Così, di fronte alla reale crescita del turismo italiano nel corso di questa estate, non si analizzano le cause ma si punta solo sul trionfalismo. Le strutture ricettive sono rimaste quelle dello scorso anno? Sorvolare. Il turismo in molti Paesi, a partire da quelli dell’altra sponda del Mediterraneo, è diventato impossibile? Ignorarlo. Gli italiani sono fuggiti verso spiagge e montagne perché in città il caldo era eccessivo? Irrilevante. Il turismo è in ripresa perché il premier è bravo. E basta.

La ripresa in Italia si è rivelata un bluff? Far finta di niente e continuare a spiegare alla gente che un progresso del Pil pari allo 0,7% sarebbe un miracolo della divinità di Palazzo Chigi. Poco importa se l’Etiopia cresce a ritmo 10 volte superiore. E se l’Africa intera cresce 6 volte più velocemente. Non raccontiamolo e continuiamo ad arricchire chi fa business con l’invasione.

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Se poi la modestissima crescita del Pil è legata solo al basso costo del petrolio e non alle inesistenti politiche industriali, si fa finta di nulla e si procede. Minimizzando anche ciò che sta succedendo in Cina. Dove il basso costo delle materie prime, non solo del petrolio, non impedisce la frenata dell’economia di Pechino. Perché la Cina puntava troppo sull’export e troppo poco sulla domanda interna. Così i Paesi emergenti, con economie molto dipendenti dall’estrazione di petrolio e gas, si sono ritrovati più poveri a causa del crollo del prezzo del barile. E hanno ridotto l’importazione di prodotti cinesi. Pechino ha svalutato la propria moneta, rendendo più competitive le esportazioni e meno vantaggiose le importazioni. Giocando sui prezzi bassi delle materie prime per attutire gli effetti interni.

Ma senza una forte crescita della domanda interna, il rallentamento cinese rischia di diventare strutturale. Certo, una crescita del Pil intorno al 7% sarebbe un sogno per l’Italia e per l’Europa, ma Pechino si era abituata a incrementi superiori. Ed ora si ritrova con una bolla immobiliare di immense dimensioni, con città costruite per ospitare milioni di contadini in fuga dalle campagne e rimaste desolatamente vuote, con una Borsa che non sa cosa sia la trasparenza.

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Problemi solo loro? Non proprio. Perché la Cina, per l’Italia, era diventata una destinazione sempre più importante per le nostre merci, per il lusso made in Italy. Ed ora si rischia che i cinesi, oltre ai prodotti italiani taroccati, sostituiscano le nostre merci con altre made in China molto più economiche. Perché il mercato interno cinese comincia a valorizzare il proprio stile. Lo si vede nell’auto. Dove lo stile italiano ed europeo viene progressivamente modificato con caratteristiche sempre più cinesi. E saranno le vetture con stile asiatico a conquistare i mercati occidentali. Grazie a prezzi più convenienti per il consumatore europeo. E per quello italiano in particolare, sempre più povero nonostante le dichiarazioni del bugiardissimo premier.

Augusto Grandi

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Giornalista di economia, politica, geopolitica, senior fellow del centro studi “Il Nodo di Gordio”, autore di reportage fotografici sullo sfruttamento del lavoro nel mondo. Ha scritto alcuni libri tra cui “Baci e bastonate”, “Eroi e cialtroni – 150 anni di controstoria”, “Il Grigiocrate”, “Razz politici d’azzardo”, “Lassù i primi – la montagna che vince”.

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1 Comment

  • gbravin Reply

    31 agosto 2015 at 10:23 am

    Al proprio insediamento, Renzi ci promise una legge al mese. Oggi, ad essere benevolo ne conto cinque. Il Jobs Act dimostra già le sue prime crepe, dopo pochi mesi. La legge elettorale, in parte fotocopiata dall’incostituzionale porcellum, è da mettere alla prova….

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