L’ultima trovata di Sel: aumentare i punti sulla patente professionale. E la sicurezza stradale?

polizia-stradale-pattugliaApprendiamo che Arturo Scotti, il capogruppo alla Camera di Sinistra Ecologia e Libertà, ha presentato una proposta di Legge che prevede l’aumento fino ad un massimo di duecento punti cumulabili sulla Carta di Qualificazione del Conducente. Come riportato su Wikipedia, la CQC è un certificato di qualificazione professionale, da accompagnare con la relativa patente di guida, necessaria alla conduzione di veicoli nello svolgimento di attività di carattere professionale legata all’autotrasporto. Esistono tre tipi di CQC: la CQC merci, la CQC persone e la CQC merci/persone. In parole povere è la patente dei professionisti del volante, camionisti compresi.

Attualmente la Carta di Qualificazione del Conducente parte da venti punti, ovvero gli stessi previsti all’inizio per la patente normale ed entrambe possono arrivare fino ad un massimo di 30 se non vengono commesse infrazioni che prevedono la decurtazione di punti. Il capogruppo di Sel ha giustificato tale proposta in quanto “La patente a punti incide profondamente sulla vita professionale e familiare di quei soggetti che possiamo definire i professionisti della strada”. Inoltre, ha aggiunto che per chi lavora come autista “il ritiro della patente non incide solo sulla guida di un automezzo, ma produce effetti anche sul reddito della persona”, impedendogli di lavorare e ledendo così i suoi diritti. Secondo Scotto quindi bisogna partire dal presupposto che più strada si percorre, più c’è rischio di perdere punti. “C’è quindi una discrepanza nell’effetto punitivo della Legge”.

Tale enorme dotazione di punti, seppur crescente, però risulta spropositata rispetto alle potenziali decurtazioni massime previste dalle leggi vigenti. Prendiamo come esempio due situazioni che possono aumentare la stanchezza del conducente professionista e quindi esporre lui e gli altri utenti della strada ad un potenziale rischio di incidente, ovvero superamento dei periodi di guida e di riposo (giornalieri e settimanali). Tali periodi sono normati dal regolamento comunitario 561/2006 e dall’articolo 174 del nostro codice della strada. Nei casi peggiori, oltre alla sanzione economica, si arriva ad una detrazione massima di 10 punti. Una grossa “riserva” di punti (come in questo caso i 200 previsti dal d.d.l. in questione) potrebbe far sì che qualche datore di lavoro possa obbligare i suoi autisti a trasgredire agli obblighi di legge, cosa che d’altronde nel leggere le statistiche annuali della Polizia Stradale a volte avviene già oggi.

Ai corsi di aggiornamento dei corpi di polizia che si occupano dei controlli nel settore autotrasporti, principalmente la sopracitata Polizia Stradale (a volte con l’ausilio della motorizzazione civile) ed alcune Locali, si fa presente che i controlli per il rispetto di regole inerenti i tempi dei trasporti sono funzionali a tenere viva la concorrenza nel settore facendo si che non vi sia nessuno in grado di offrire un servizio migliore infrangendo le regole. Tali regole come abbiamo detto sopra servono a tutelare i diritti dei professionisti del settore e, in ultima analisi, di riflesso pure la sicurezza stradale. Per questi motivi quindi l’aumento spropositato di punti sulla patente tecnica paventato dal capogruppo della camera di Sel non è auspicabile, soprattutto se non viene messo in correlazione ad un aumento del personale preposto a far rispettare le regole.

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