M5s: ecco tutti i sindaci nei guai

GrilloI dipendenti delle aziende pubbliche che protestano nella aule consiliari, i conti che non tornano, le maggioranze che scricchiolano: quando non fa opposizione, anche il Movimento 5 Stelle si ritrova alla prese con gli stessi problemi che hanno tutti gli altri e scopre che per essere forza di governo certo non basta fare appello ai pur sacrosanti principi di onestà e incorruttibilità.

In attesa di scoprire se il prossimo 12 giugno i pentastellati riusciranno davvero a conquistare, come dicono i sondaggi, città importanti, come Roma e Torino, l’esperienza amministrativa maturata fino ad oggi nei molti comuni guidati da primi cittadini a 5 Stelle presenta delle luci (in alcuni casi riduzione dei debiti, dismissione delle partecipate, abbattimento dei costi e delle consulenze, digitalizzazione) ma anche molte ombre. Livorno, Parma, Quarto, Pomezia, Civitavecchia, Augusta e Porto Torres sono alcuni dei casi che abbiamo preso in esame.

Livorno

Nel giugno del 2014 Filippo Nogarin era assurto agli onori della cronaca come il protagonista di un’impresa storica: quella di aver strappato alla sinistra uno dei comuni più rossi d’Italia. 17 mesi dopo lui stesso e la sua amministrazione a 5 Stelle sono accusati di non essere in grado di risolvere l’emergenza rifiuti che attanaglia la città. Messa da parte l’idea di una ricapitalizzazione di Aamps, l’azienda di raccolta e smistamento, al 100% di proprietà pubblica e gravata da 42 milioni di debito, Nogarin ha deciso di portare i libri in tribunale decretandone, di fatto, il fallimento. Un piano che ha scatenato le proteste dei lavoratori a rischio licenziamento e spaccato la sua maggioranza. Due consiglieri pentastellati hanno votato contro e chiesto l’azzeramento della Giunta mentre l’assessore all’Ambiente Giovanni Gordiani si è dimesso. Intanto la mondezza resta per strada.

Parma

Se Filippo Nogarin può contare sull’appoggio incondizionato del capo del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che lo difende anche sul suo Blog, Federico Pizzarotti, sindaco dissidente di Parma, deve vedersela invece con attacchi e delegittimazioni continue (“Capitan Pizza” è l’appellativo che gli è stato ultimamente riservato). Qui il motivo del contendere è rappresentato dal famoso inceneritore che nel 2012, durante la campagna elettorale, il Movimento 5 Stelle aveva promesso di bloccare salvo, da parte di Pizzarotti, ripensarci una volta eletto. Bloccarne la costruzione sarebbe infatti costato troppo alle casse del Comune già gravate da un debito pregresso di 840 milioni. Una situazione di dissesto finanziario che ha costretto il sindaco a tagliare risorse al sociale e alla scuola. Una delle accuse che gli ortodossi del Movimento non hanno mai perso occasione di rovesciargli contro.

Quarto

Nell’unico comune del napoletano a guida 5 Stelle, il sindaco Rosa Capuozzo è finita nell’occhio del ciclone per un presunto abuso edilizio. In un dossier inviato da un privato ai capigruppo dell’opposizione in consiglio comunale, si parla di uno stabile che funge da residenza privata e da tipografia del marito del sindaco. Uno stabile che, secondo l’accusa riportata nel dossier, non sarebbe stato condonato e non lo sarebbe nemmeno in quanto realizzato in data non compatibile con il condono varato dal governo Berlusconi. Da parte sua il primo cittadino parla di macchina del fango ai suoi danni. Ma l’imbarazzo resta.

Pomezia

A guida dell’amministrazione di Pomezia, comune alle porte di Roma, si trova Fabio Fucci. Di lui si parlò molto quando annunciò che le mense scolastiche avrebbero servito il dolce per merenda solo ai bambini che avessero pagato di più. Ma anche quando il ras della “29 Giugno” Salvatore Buzzi lo definì, in un’intercettazione dell’inchiesta “Mafia Capitale”, “incorruttibile”. Il vanto maggiore che Fucci si è sempre fatto è quello di aver portato “competenza e onestà alla guida della città” riuscendo, con questi due strumenti, a risanare il bilancio comunale e addirittura a chiudere i conti, al 31 dicembre del 2014, con un avanzo di oltre 4 milioni di euro. Cifra che, però, il giorno dopo, nella delibera n.103, risultava già dimezzata a 2 milioni 200mila euro per effetto del riaccertamento straordinario dei residui di cassa. Una bugia rimasta in piedi solo per una notte ma osannata da Beppe Grillo e i suoi nonostante l’ombra gettata sull’immagine di correttezza di cui il primo cittadino si ammantava.

Civitavecchia

Far quadrare i conti è l’assillo anche del sindaco di CivitavecchiaAntonio Cozzolino che grazie a 45 voti di differenza è riuscito a strappare al Pd il monopolio della città per tre volte amministrata dal ras locale Pietro Tidei . A oltre due anni anno dal suo insediamento il primo cittadino grillino è però diventato oggetto di infuocate critiche per aver dovuto aumentare le tasse portando le aliquote di Irpef e Imu ai massimi livelli e ritoccando all’insù anche la Tari. Non solo. Il 21 dicembre prossimo scadrà anche la terza proroga del bando per la vendita di una buona parte del patrimonio immobiliare del comune da cui Cozzolino ha calcolato di ottenere quasi 32 milioni di euro per far fronte alle difficoltà di bilancio che finora l’amministrazione pentastellata non sembra essere ancora riuscita a risolvere.

Augusta

Situazione tesa anche al Comune di Augusta, in provincia di Siracusa, dove a pochi mesi dalla sua elezione a presidente del Consiglio comunale, scelto all’unanimità dagli altri consiglieri, nei giorni scorsi si è dimesso dalla carica il pentastellato Marco Patti e, secondo alcuni rumors, un altro componente della giunta guidata dal sindaco grillino Maria Concetta Di Pietro (in carica dal 18 giugno 2015) sarebbe in procinto di fare lo stesso. La minoranza sospetta che all’origine della scelta ci siano “divergenze d’opinione o mancanza di una progettualità comune e di un impegno serio e lungimirante”. Il gruppo del Movimento 5 Stelle locale parla invece di “motivi personali”. Il dubbio rimane.

Porto Torres

Eletto solo nel giugno scorso, le polemiche non risparmiano nemmeno il sindaco di Porto Torres Sean Christian Wheeler, chiamato “l’americano” che, dopo aver promesso in campagna elettorale il risanamento ambientale di una delle aree più inquinate della Sardegna, è finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata da Sel per aver dato il via libera a delle esercitazioni militari nell’area industriale Synfial. L’accusa è che i razzi utilizzati, di tipo Vega, emetterebbero sostanza nocive e rappresenterebbe un pericolo per l’incolumità dei cittadini del vicino centro abitato. Secondo Wheeler le emissioni dei razzi non sarebbero invece “particolarmente nocive”. Alcuni ricercatori che hanno effettuato dei test a Quirra, dove si trovava il poligono militare interforze “Salto di Quirra”, la più importante base europea per la sperimentazione di nuove armi, missili e razzi, considerata una polveriera nel cuore della Sardegna, non sono però affatto d’accordo.

[Fonte: Panorama.it]

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