Massonicamente vostri

Riccardo Nencini
Guardatelo, il socialista Riccardo Nencini, senatore e viceministro renziano alle Infrastrutture e Trasporti con in mano un foglio di carta intestata del Grande Oriente d’Italia. Guardatelo, vi sfogherete dopo aver letto questa storia.

Roma, 19 settembre 2015, Villa Il Vascello, sede del Grande Oriente d’Italia. Nel parco allestito a party – con palco, tendone, gazebi, tavoli per il rinfresco – i massoni, stretti l’uno all’altro, fraternamente festeggiano. È l’Equinozio d’Autunno e il 20 settembre i fratelli andranno a deporre corone a Porta Pia – la Breccia, come dimenticarla? –, dove, attraversata la strada, c’è proprio il ministero di Nencini.

Ed eccolo, il 19 settembre, Nencini sul palco. Il viceministro di Renzi? Proprio lui. Toscano, Nencini, come il primo ministro italiano e il Gran Maestro Stefano Bisi, da Siena. Toscano come Denis Verdini, ex Forza Italia e ora grande alleato del Pd. Toscano come il renziano Eugenio Giani, anche lui sul palco con Nencini. “Il giglio magico si espande”, titolava, il 14 aprile scorso, Il Foglio, ricordando lo sbarco di Giani a Roma come candidato al Credito Sportivo, la banca pubblica per la concessione di contributi a tasso agevolato per l’impiantistica sportiva e il sostegno allo sport: “A Roma è in arrivo, in quota giglio magico, il Mastropasqua fiorentino. Si chiama Eugenio Giani, è un renziano, socialista liberale, ed è candidato alla presidenza del Credito Sportivo, banca pubblica, commissariata dal 2011, che ha finanziato il 75 per cento degli impianti italiani”, così Il Foglio.

Dal 25 giugno 2015 l’empolese Giani, classe 1959 – eletto nel 2014, con il Pd, alla Regione – è presidente del Consiglio Regionale della Toscana. Tanti gli incarichi accumulati negli anni: consigliere comunale a Firenze (1990-1999), presidente della Firenze Parcheggi spa (1996-2000), assessore del Comune di Firenze (1999-2009), dal 2008 presidente Ente Casa Buonarroti, presidente del Museo per i Ragazzi di Palazzo Vecchio (2008-2009), presidente del Museo Stibbert (2008-2009), presidente del Consiglio Comunale di Firenze (2009-2014), presidente del Coni provinciale dal 2009 e consigliere del Coni nazionale dal 2013 – incarico che gli frutta 5.252 euro –, quindi, dal 2012, presidente della Società Dantesca Italiana.

Anche Nencini, che oggi è senatore, ha fatto carriera, fra una cosa e l’altra, alla Regione Toscana. Poi, arrivato a Roma, ecco la poltrona a viceministro in un dicastero di peso. Da Porta Pia alla villa sul Gianicolo il passo è stato breve, anche se non era la prima volta che Nencini partecipava a un convivio massonico. Il 10 aprile scorso, durante una tre giorni massonica, Nencini era, infatti, al Palacongressi di Rimini a parlare di Giovanni Becciolini, massone toscano ucciso dai fascisti il 3 ottobre 1925.

Commosso, il viceministro di Renzi, intervenendo alla cerimonia: “Sono riconoscente di essere qui. È la prima volta che parlo allo stesso microfono di un mio vecchio maestro, il professor Santi Fedele. Ringrazio per il privilegio di questo invito. Lo faccio nella persona dell’amico Stefano Bisi. Un ricordo emozionante e non capita spesso di unire la mia attività politica con la passione. Vi ringrazio e saluto molto volentieri il signor Becciolini”, così, Nencini, in una cronaca massonica dell’epoca, cronaca che ricorderà che “ha tenuto a partecipare a questo importante momento di rievocazone storica anche il viceministro delle Infrastrutture, l’on. (sic) Riccardo Nencini, ospite a Rimini della Gran Loggia”.

C’era il viceministro di Renzi, a Rimini, quando i massoni, consegnando al figlio di Becciolini, Bruno, insegne e grembiule, hanno insignito Giovanni Becciolini dell’onorificenza di Gran Maestro Onorario alla Memoria, con Nencini, poco più in là, a difesa della libertà (di massoneria): “È questo il messaggio che viene impartito alle squadre fasciste prima della notte di San Bartolomeo: la Massoneria deve essere distrutta e a questo fine tutti i mezzi sono buoni, dal manganello al revolver, dai vetri infranti al fuoco purificatore. Penso che è importante aver dedicato questa giornata alla libertà”.

Firenze e i massoni, un legame forte, tanto da spingere il Comune a dedicare una via al massone Becciolini. Parola del Gran Maestro Stefano Bisi: “In questi anni il Comune di Firenze non si è dimenticato del sacrificio per la libertà di Giovanni Becciolini e gli ha dedicato una via. Ogni anno il 3 ottobre il Comune porta al cimitero una corona per ricordare questo martire della Libera Muratoria”. Una corona d’alloro per Becciolini, il cui nipote, Jean-Jacques, figlio di Bruno, ha seguito le orme del nonno, diventando anch’egli massone. Una corona per il massone Becciolini, repubblicano, socialista, “amico intimo dei fratelli Rosselli” e “martire della Massoneria”, così, lo ricordano i massoni. Una corona per Becciolini: paga il Comune di Firenze.

E chi c’era, ad esempio, alla commemorazione di Becciolini del 3 ottobre 2011? C’era Eugenio Giani, allora presidente del Consiglio comunale, quando a Firenze regnava a sindaco Matteo Renzi: “Il presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani ha reso omaggio stamani al cimitero di Trespiano alle tombe di Gaetano Pilati e Giovanni Becciolini”, così, un comunicato stampa del 3 ottobre 2011 di Palazzo Vecchio. Con tanto di parole di Giani: “Il Comune di Firenze ogni anno dedica a loro il 3 di ottobre una solenne commemorazione perché rappresentano il segno di una vita immolata per la libertà e i diritti di cui tutti noi oggi godiamo”.

Il 19 settembre sul palco con Giani e Nencini, oltre al Gran Maestro, c’erano, invece, il senatore Mario Mauro, ex Forza Italia, ex Scelta Civica, ex ministro alla Difesa del governo Letta e oggi fra le nebulose e Luigi Maria Di Corato, direttore della Fondazione Brescia Musei, studi in Lettere a Siena, post laurea alla Bocconi a al Politecnico di Milano, sfilza di incarichi, fra cui docenze alla Cattolica di Milano, nonché Cavaliere, sotto il regno di Giorgio Napolitano, dell’Ordine al Merito della Repubblica. E c’era, foglia di fico, a parlare di rifugiati, Nico Piro, “giornalista inviato esteri del Tg3”, lo ricorda senza indugio una cronaca massonica. Moderatore dell’incontro, il giornalista Claudio Giomini, “celebre per le sue telecronache del Palio di Siena”.

Tutti insieme appassionatamente, con i massoni contenti di aver catturato altri pesci con cui arricchire il brodetto cucinato dagli chef con il grembiulino. Il grembiulino della massoneria.

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