Milano: ecco come i rom vivono gratis alle spalle degli italiani

1450006255-1441645883-romCi troviamo nella zona3 di Milano, in via Caduti di Marcinelle. Qui spiccano palazzi e appartamenti lussuosi, loft prestigiosi, e la sede della nota azienda farmaceutica Bracco con parcheggio annesso e il Parco dell’acqua. Una zona di tutto rispetto attraversata da parcogiochi per bambini, aree verdi e ben collegata con la tangenziale est. Una tangenziale che tutte le sere crea un tetto e un riparo a circa una cinquantina di rom ben organizzati e attrezzati. Gli abitanti denunciano movimenti sospetti, scene indecorose, furti di auto e in appartamento, falò a cielo aperto, materassi che spuntano da folti cespugli puntualmente fotografati.

La guardia giurata che sorveglia il parcheggio dove sostano le auto dei dipendenti della nota azienda ci spiega che, tutte le sere, dalle 20:30 in poi, arriva puntuale un furgoncino bianco targato Romania che fornisce questa gente di ogni necessità. Loro cucinano sotto gli occhi di tutti dopo aver fatto una spesa abbondante al supermercato poco distante, sistemano materassi e coperte per la notte e all’alba spariscono. “Andiamo a fare l’elemosina”, dicono loro. Dopo circa due ore di appostamento dove abbiamo filmato tutti i movimenti, e dopo aver ripetutamente chiesto rinforzi alla polizia locale che non è mai arrivata, muniti di coraggio, ci avviciniamo per capirne di più. Supportati da una residente, dal consigliere comunale Massimiliano Bastoni e dal consigliere di zona Gianluca Boari, apriamo un dialogo con loro.

Seguiamo passo a passo i movimenti della combriccola da vicino, sono donne, uomini, giovani dai 30 ai 50 anni. E’ buio. Nessuno vuole farsi riprendere o rilasciare dichiarazioni, dicono di essere prossimi al ritorno in Romania. Ci mostrano addirittura il biglietto di ritorno in autobus: costo 69,00 euro. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, anche loro si concedono un po’ di vacanza, “ritorniamo poi quando fa più caldo, per Pasqua”. Nessuno lavora, tutti dicono di campare facendo l’elemosina e grazie alla Caritas: “In Italia il cibo è gratis, mangiamo, ci ripuliamo, ci danno pantanoni e scarpe”. Pensate che per salire sull’autobus diretto in Romania devono sistemarsi e pulirsi per bene, qualcuno durante il nostro blitz si fa la barba, altrimenti non vengono fatti salire. Ironia della sorte. “Veniamo in Italia per fare un po’ di soldi, 10 o 20 euro, poi ritorniamo dalle nostre famiglie, qualcuno ha anche la casa. Altri pagano l’affitto!”. La sensazione che si ha è quella di essere presi in giro dall’inizio alla fine, una valanga di sciocchezze una dietro l’altra, qualche sguardo di intesa e poi inizia la recita: “Noi siamo poveri, nessuno ci fa lavorare perchè puzziamo, se vedessi uno come me per strada gli daresti dei soldi?”

Il più anziano è malconcio, si avvicina e ci apre una borsa piena zeppa di medicine, vuole soldi per comprarle. Tranne lui però hanno tutti fisici robusti, donne comprese. Negano di fare i falò tutte le sere per cucinare e ci dicono di comprare il cibo già pronto, direttamente al supermercato. Intanto, in una scuola materna da poco inaugurata che si trova a poche centinaia di metri dal degrado, la dirigente scolastica a fine novembre ha denunciato la presenza di una zingara che si aggirava intorno alla struttura. E intanto loro continuano ad agire indisturbati: “Siamo brava gente, non rubiamo, perchè non vogliamo andare in galera. Facciamo solo qualche soldo per le nostre famiglie in Romania”. E ormai chi ci crede più!

[Fonte: Il Giornale.it]

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