Napolitano fa suk per Renzi, cacciatelo dal Senato

napolitano_3Che Giorgio Napolitano, oggi presidente emerito della Repubblica e senatore a vita, poltrona che profuma di denari come quella che offrì a Mario Monti quando si trattò di deporre il governo Berlusconi, governo legittimo d’Italia, fosse un personaggio privo di senso della misura, lo si sapeva già. Con la tendenza al golpe, lui grande ammiratore dei carri armati sovietici, speravamo che una volta adagiate le terga comuniste sulla poltrona senatoriale, si placasse. Vana speranza, rieccolo, Giorgio.

Arrogante, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al Corriere della Sera – una lettera, per stile e sintassi, in italiano lassativo di scuola Botteghe Oscure – rampognando che sulla riforma del Senato non si può tornare indietro, entrando così a gamba tesa, atteggiamento che gli è proprio, nelle legittime scelte di quei senatori Pd che alla riforma diranno no.

All’orizzonte c’è Renzi, sua terza creatura, che annaspa e che va di pallottoliere perché, al Senato, i numeri per far passare la riforma non ce li ha. E nemmeno la ciambella lanciatagli dal suo nuovo alleato, quel Denis Verdini passato armi e bagagli al côté piddino, sarà sufficiente, questa volta. Una caduta di Renzi, di riflesso, sarebbe una sconfitta per Napolitano. Troppo per il senatore a vita.

Ed ecco la lettera al Corriere della Sera, con Napolitano che condanna la tentazione di “disfare la tela”, perché no, Renzi, non può cadere. “Mi si lasci dunque rivolgere un forte appello” scrive Napolitano, dimenticando che è un presidente emerito della Repubblica “a quanti continuano a esprimere orientamenti così rischiosi per le sorti di una già troppo tardiva riforma costituzionale di cui l’Italia, la democrazia repubblicana, il nostro Parlamento hanno profondo bisogno”. Democrazia repubblicana, parole che nella sua bocca suonano bestemmia.

Senatori piddini indisciplinati, votate la riforma e salvate Renzi, ve lo ordino io, questo il messaggio sibillino della lettera al Corriere della Sera. Mai suk fu più squallido. Cacciassero, pertanto, Napolitano dal Senato, lui, che da presidente emerito e senatore a vita, pensa ancora di essere libero di pisciare sulla democrazia.

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4 Comments

  • gbravin Reply

    11 agosto 2015 at 10:34 am

    Sig.ra Carnemolla, Napolitano era estimatore dei carri armati sovietici, perche’ secondo lui e PCI, l’URSS portava pace a Budapest. Poi passarono gli anni, e mi fermo al 2011, quando dall’estero gli ordinarono di accantonare Berlusconi. Allora nomino’ Monti e il giorno dopo gli chiese di fare un governo. Gia’ nel 2011, Napolitano dimostro’ di fregarsene della Costituzione, altre volte tanto declamata e da lui portata ad esempio ad ogni ricorrenza. Un Presidente della Repubblica non puo’ fare un Governo Tecnico, ma puo’ solo sciogliere un Governo eletto dal Popolo Sovrano. Forse la parola “Sovrano” e’ fraintesa dagli ex comunisti…

  • Ben Reply

    11 agosto 2015 at 5:59 pm

    un gran brutto essere!!

  • attilio raffaghello Reply

    17 agosto 2015 at 9:34 am

    Se uno nasce pera non puo’ diventare mela.E’ nato rosso,e’ cresciuto rosso,morira’ rosso,non c’e’ via di remissione.

  • Adriano Reply

    19 agosto 2015 at 9:29 am

    Questo articolo, a differenza di molti articoli scritti male e superficiali (a dir poco) è scritto veramente bene. Caustico in certi passaggi… ma scritto veramente bene! Complimenti

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