Nel 2015 c’è stato un attentato al mese

Di Redazione, il - # - Replica

parigi-attentato-charlie-hebdo-645 Il 2015 è stato un anno segnato dal terrorismo: in media c’è stato un attentato terroristico quasi ogni mese. Dallo Charlie al Bataclan, da San Bernardino a Tunisi, quest’anno tutto il mondo è stato colpito. Ci ha riportato nel dettaglio ogni evento Michele Di Lollo su Il Tempo.

di Michele Di Lollo

Dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo a quella nel museo Bardo di Tunisi, dall’aereo russo precipitato nel Sinai ai massacri di Parigi: il 2015 si chiude con il triste primato di annus horribilis del terrorismo sotto il segno dell’Isis. Incalzato nelle sue roccaforti in Siria e in Iraq, il Califfato ha allungato la sua ombra all’estero, passando dai video delle decapitazioni all’incubo degli attacchi nel cuore dell’Europa o nei Paesi del turismo occidentale. In alcuni casi gli attentati sono stati accuratamente pianificati e compiuti direttamente da uomini dell’Isis, in altri il Califfato ha semplicemente ispirato uomini o donne entrati comunque in contatto con ambienti dell’Islam radicale.

Mercoledì 7 gennaio 2015 si registra il primo attacco dell’anno con la strage nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo, “colpevole” di aver realizzato una vignetta sul Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. L’attentato dei fratelli Kouachi è in realtà rivendicato da al-Qaeda nello Yemen ma il loro complice Ahmed Coulibaly, autore del successivo eccidio al supermarket kosher, in un video postumo proclama la sua fedeltà allo Stato Islamico. A febbraio un altro killer entra in azione a Copenaghen, anche in questo caso ispirato dall’Isis. Il 18 marzo è la volta del museo Bardo di Tunisi e l’attacco – che provoca 23 vittime – è direttamente rivendicato dai miliziani del Califfato. Ancora nel mirino la Tunisia con la strage sulla spiaggia di Sousse del 26 giugno: 38 morti e il marchio dell’Isis. L’11 luglio un’autobomba esplode fuori dal consolato italiano al Cairo, uccidendo una persona. I soldati dello Stato Islamico rivendicano sui social. Il 10 ottobre due bombe uccidono 97 persone durante una manifestazione pacifista ad Ankara. Gli inquirenti sospettano che dietro l’attentato vi sia la mano dell’Isis. Il 31 ottobre un Airbus russo, partito dalla nota località turistica di Sharm el-Sheikh, precipita nel Sinai. Muoiono le 224 persone a bordo, molti turisti russi, e l’inchiesta conduce alla pista della bomba. Un gruppo affiliato all’Isis rivendica. Il 13 novembre tre commando in azione a Parigi massacrano 130 persone in quello che viene ritenuto il più sofisticato e spettacolare attacco all’Occidente dai tempi dell’11 settembre. La firma, anche in questo caso, è di Abu Bakr al-Baghdadi. La maggior parte dei killer erano immigrati europei di seconda generazione. Il 2 dicembre, infine, una coppia di pakistani radicalizzati, marito e moglie, uccide 14 persone a San Bernardino, in California: la giovane madre, prima di agire, aveva espresso la sua fedeltà all’Isis.

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