Nel biennio 2015-2016 l’accoglienza dei migranti ci costerà quasi 5 miliardi

Immigrazione: Fregata Euro soccorre due barconi con 956 profughi

Nel 2015 l’emergenza migranti potrebbe costare all’Italia 2,1 miliardi di euro. Cifra che dovrebbe salire ad almeno 2,6 miliardi il prossimo anno. La stima è del centro studi ImpresaLavoro che ha cercato di calcolare in modo analitico, voce per voce, ogni singola spesa. Un’analisi non facile: sul fenomeno dell’immigrazione c’è scarsa trasparenza e circolano molti numeri sul costo complessivo a carico dei contribuenti della gestione degli sbarchi di profughi e clandestini in Italia. Per esempio, lo scostamento del rapporto deficit-Pil richiesto dal governo italiano all’Europa (lo 0,2 per cento circa del Pil) ammonterebbe a 3,3 miliardi e servirebbe proprio a coprire queste spese straordinarie.

Poca trasparenza. Nonostante un fenomeno che coinvolge 300 mila persone sbarcate in due anni e quasi 100 mila migranti ospitati nei nostri centri di accoglienza, non è stata ancora istituita una contabilità analitica dei costi sostenuti. In parte tale aspetto si deve alla distribuzione degli oneri tra i più diversi centri di costo, a livello locale oppure nazionale, che coinvolgono anche dipartimenti diversi come quello della sanità o della difesa. Per il resto, la mancanza di dati puntuali può giustificarsi nella condizione di emergenza, anche se tale ormai perdura da almeno due anni: gli arrivi dei migranti sulle coste italiane, secondo i dati del ministero, sono passati dai 13 mila del 2012 ai 43 mila del 2013, per arrivare agli oltre 170 mila del 2014. Al termine del 2015 il numero di sbarchi dovrebbe confermarsi di poco superiore a quello dell’anno scorso, e comunque difficilmente supererà la cifra di 175 mila.

La più importante voce di costo è quella dell’accoglienza in senso stretto, quindi il vitto e alloggio dei soggetti per cui si è provveduto all’identificazione e all’inserimento nelle liste di coloro che hanno richiesto asilo: un importo di circa 643 milioni per l’anno scorso, destinato a diventare di quasi 1,3 miliardi a fine 2015. Questi costi sono in notevole aumento poiché un numero di sbarchi elevato come quello registrato negli ultimi due anni conduce ad un maggiore affollamento delle strutture. Le procedure per l’accoglienza dei migranti non sono così rapide da controbilanciare l’afflusso più corposo di profughi, e le presenze nei centri tendono di conseguenza ad aumentare. L’ondata del 2014 ha quasi quadruplicato, tra gennaio a dicembre, le presenze dei migranti, che sono passate da 17 mila a oltre 65 mila. Considerando anche i dati ministeriali diffusi a più riprese nel 2015, stimiamo in oltre 109 mila presenze il dato tendenziale prevedibile per dicembre e in circa 87 mila quello medio dell’anno. Tali numeri si riferiscono a tutto il sistema delle strutture di accoglienza: sia quelle governative come la rete Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e i Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo), sia quelle in convenzione come i Cas (Cenni di accoglienza stra-ordinaria).

[Fonte: Panorama]

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