Nero, rosso, verde, multicolor. Ma gli italiani che Papa vogliono?

imageSenza scomodare S.Tommaso d’Aquino, la teologia, la metafisica e le teorie di filosofia politica contemporanea. Solo un pensiero ad alta voce, nulla più, che spero non mi valga l’arsione in pubblica piazza virtuale.

Posso scrivere una banalità? Esattamente, che Papa vogliono gli italiani? Troppo vicino a Cristo, poco vicino agli uomini. Troppo vicino agli uomini, troppo dentro al Vangelo. Troppo rivoluzionario, poco rivoluzionario. Troppo umile, poco sacro. Troppo Guerava, quasi Chavez; troppo chiuso, troppo aperto. Poi troppo di destra, a tratti di sinistra. Troppo di sinistra, per nulla di destra. Verde, ambientalista, scontato ma originale, direttore marketing, pontefice ma non troppo.

Telefonava ai fedeli e “chissà la bolletta del Vaticano chi la paga”. Non telefonava ai fedeli “è uguale a tutti gli altri”. Fermiamoci un attimo compaesani e chiediamoci: che caspita di Papa vogliamo? Il Vaticano è piazzato qui, tanto vale domandarselo. Eppure in questa spirale di opinionismo anarchico a targhe alterne, pochi compiono lo sforzo di un’interpretazione profonda e concettuale, che vada alla radice, che ragioni sulla sintesi. Addio esegesi. Sforzo interpretativo sostituito dal belare politico di un’ infinita strumentalizzazione delle dichiarazioni e delle intenzioni.

D’altronde, suvvia, nel 2015 c’è da preoccuparsi seriamente delle azioni laiche di questo Stato, non tanto dei suggerimenti amichevoli – perché ormai, in quest’epoca, a quello sono comparate le dichiarazioni di un Papa – di Francesco.

Francesco non è doubleface come il bomber degli anni ’90, dentro arancione, così eri un ultras, fuori nero, così o eri un fascio o eri un tipo dal tono minaccioso; a rigor di coscienza la sua dottrina andrebbe interpretata da cattolici ancor prima che da fin(t)i onorevoli da bar o economisti da circolo delle bocce, nessuno escluso. Per carità, una costante rilettura sulla base delle proprie opinioni, un parere indipendente sono fondamentali, finanche un posticino su Facebook se necessario. Questo mondo si strozza mentre pranza per garantire qualsiasi costrutto personale in ogni luogo, in ogni modo, in ogni momento senza neanche domandarsi quanto, troppo spesso, sia ridicolo, infondato, scellerato, figuriamoci. D’altronde è grazie a questa fantastica conquista della modernità che anche il sottoscritto può scrivere allegramente le sue amenità.

Allora la disgregazione della morale cattolica, data per superata, defunta, anacronistica – e senza tutti i torti – non ha proprio lasciato nulla. Ha forse azzerato il cattolico che è in noi, cancellando la capacità di giudizio del nostro essere anche spirito, la nostra coscienza individuale e sociale da cattolici, insomma c’ha fatto perdere quel “vizio” di ragionare, guardare il mondo e valutare come tali o ha solo eliminato abitudini e visioni buone per il 1965, quando la moglie era a casa a seguire il brasato che bolliva mentre lo stoico maschio di casa era in ferrovia tutto il dì?

Allora, forse, non serve sempre stare a filosofeggiare.

Papa Ikea, universalmente componibile. Riassumendo. Il Bergoglio politico è un prisma. Colpito dal raggio della quotidianità, della contemporaneità emette raggi multicolor: neri, rossi, bianchi e verdi. È di destra, sinistra, centro e pure, Laudato si’, verde. È per la strenua difesa della famiglia tradizionale, per il rinnovamento di valori ed identità utili a spezzare la sudditanza del materialismo sfrenato e a ridimensionare l’eccesso della globalizzazione. È per l’abbraccio incondizionato al prossimo, per l’accoglienza e l’integrazione, spesso tout court, per l’abbattimento di ogni forma esclusiva, insegnando, al contempo, l’importanza del rispetto per le persone omosessuali. È anticapitalista. È per la salvaguardia del pianeta, contro l’estremismo consumistico, per la differenziazione dei rifiuti, per la riduzione del consumo dell’acqua e, se continua così, pure a favore del veganismo . Il Bergoglio spirituale, seppur con il vizietto di essere fin troppo dubbioso e rivoluzionario a volte, pare non faccia altro che applicare alla lettera, i precetti sacri e pure santi del Vangelo, della Bibbia come di Francesco d’Assisi, primordiale ispiratore. Francesco segue le orme di Nostro Signore nel 2015, pertanto, non chiede né di tirare fuori Fiorini per pagarsi la redenzione né, al contempo, di pregare ventiquattro ore al dì terminato il lavoro nei campi o, magari, di usare il cappuccetto quando ci sollazziamo con la nostra partner.

Il Bergolio capo di stato vaticano? Beh, quanto ci piace intrufolare il naso negli affari Vaticani, eletti a capro espiatorio nelle conversazioni male assortite e a cancro supremo d’Italia; eppure di affari interni, assolutamente laici e politici in cui intrufolare il naso e di cui preoccuparci ne abbiamo. Dato per scontato il fatto che talune volte, da quel mondo, escono veri e propri mostriciattoli, attici, feste e festine, terribili abusi, in ogni senso. Si badi bene che queste considerazioni vaticane non siano assolutamente da ritenersi apologetiche.

Al di là delle dichiarazioni su immigrati, immigrazione e su tutto il resto, rimane l’oggettività: che Papà vogliamo?

Forse non è colpa nostra. Siamo solo la proiezione quotidiana del nostro essere nazione: non sappiamo cosa vogliamo esattamente ma lo vogliamo ora e sempre in nostra garanzia, come di diritto, giustamente.

O forse mettiamo sempre in discussione Francesco perché non c’ha ancora telefonato?

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8 Comments

  • emi Reply

    20 giugno 2015 at 9:32 am

    è per me un grandissimo Papa. umano che ama tutti.

  • Stefano Carboni - Forlì Reply

    20 giugno 2015 at 10:28 am

    …ma perché voler mettere un cappello anche al Papa ?

    Dice forse qualcosa che – anche se uno non crede – può considerarsi sbagliato ?

    Se anche uno non crede in Dio e nella vita eterna il fatto che “sprecare” la terra sia sbagliato chiunque non sia spinto solo da una ottica miope ed egoista lo dovrebbe condividere …. sbaglio ?

    • Carlo Lauletta Reply

      22 giugno 2015 at 10:13 pm

      Lei CARBONI afferma in sostanza, con riferimento all’enciclica “Laudato si'” , che papa Francesco dice cose condivisibili anche dai non credenti.
      Mi permetto di invitarLa a leggere il mio commento del 20 giugno ore 6.27 pm (il Suo o non era apparso o mi era sfuggito). In questo commento, io, che sono ateista ma, se così posso dire, ho la passione dell’obiettività, sostengo che l’enciclica in questione contiene idee che non dovrebbero
      essere condivise neppure dai credenti, o meglio : i non credenti possono concordare o dissentire; i credenti devono dissentire. Vede, io, essendo
      ateo come ho detto, qualunque cosa il papa dica resto intellettualmente indifferente; se invece fossi cristiano, ascoltando il pontefice attuale sarei
      scandalizzato.

  • Monica Cappellini Reply

    20 giugno 2015 at 10:47 am

    “Er Papa ” sia tale a casa sua; ner Vaticano.
    altrove non C interessa

  • Carlo Lauletta Reply

    20 giugno 2015 at 6:27 pm

    “Il Bergoglio spirituale pare non faccia altro che applicare alla lettera i precetti sacri e pure santi del Vangelo, della Bibbia…
    Francesco segue le orme di Nostro Signore nel 2015…”. Chiedo scusa, ma a me non sembra proprio. 1) Ora Bergoglio ha scritto questa enciclica “Laudato si’ ” improntata all’ecologismo. Senonché: in primo luogo, l’ambiente naturale è cosa che, nella visione cristiana del mondo, non possiede né valore né disvalore; in secondo luogo, se allarghiamo l’orizzonte al Vecchio Testamento, ivi leggiamo importanti passi antropocentrici (altro che il “Proteggiamo la terra dall’uomo” dell’attuale papa!) e antiecologisti. 2) Poche settimane fa Bergoglio ha detto che i migranti “cercano la felicità”: lo ha detto, chiaramente, in tono simpatetico, come se la felicità fosse ideale cristiano! L’attuale pontefice parla come se non avesse mai letto il Vangelo (e
    tanto meno le epistole di san Paolo). Questo, in teoria, è possibile; ma non si può pensare che uno sia giunto fino al papato senza mai vedere un crocefisso: non si è chiesto allora Bergoglio se l’uomo appeso abbia vissuto cercando la felicità?
    I credenti si sentono inibiti dal criticare Francesco dal punto di vista morale; possono i non credenti riflessivi condannarlo
    da quello intellettuale.

  • luciano tanto Reply

    20 giugno 2015 at 7:54 pm

    forse, sarebbe meglio che gli italiani non volessero… nessun papa.

  • Sandro Cecconi Reply

    20 giugno 2015 at 9:28 pm

    ?

  • franco Reply

    23 giugno 2015 at 8:51 am

    La prima cosa che si vuole da un Papa è che confermi i fedeli nella fede e papa Bergoglio questo non lo fa. Ha portato solo confusione tra il popolo cattolico, in particolare in quello più edotto nelle verità di fede.
    Ha grande seguito tra i non-credenti perchè di fatto ha eliminato il peccato. Lui dice:”chi sono io per giudicare ?”, volendo significare: “fate quel che vi pare tanto io non vi giudico, non vi condanno, non vi ordino nulla” poi nella realtà tuona ogni giorno da santa Marta contro certi suoi fantasmi di vita cattolica, quella della Tradizione, tanto per intenderci, che sarebbero da rottamare. Sarebbe per lui da rottamare quella spiritualità cattolica alla Padre Pio e padre Kolbe, quella che è valsa per duemila anni fino al Concilio ultimo.
    Non capendo, a detta sua, l’importanza dei beni indisponibili: vita, famiglia, libertà di educazione strenuamente difesi da papa Benedetto, oggi di estrema attualità, ha di fatto rotto quella diga dove il papa, in ultima analisi, era il baluardo (“Katekon”, seconda lettera ai Tessalonicesi”) all’avvento dell’Anticristo. Questo non lo affermo io credente, viene addirittura dichiarato da un non-credente come Cacciari nel suo ultimo libro dove dice, un mese dopo le dimissioni di Benedetto, che il Katekon è caduto. Aggiunge che Benedetto ha dato le dimissioni perchè non poteva più contrastare le opposizioni anticristiche che venivano non solo dall’esterno, ma soprattutto dall’interno della Chiesa.
    In definitiva bisogna che Bergoglio proclami il Vangelo di Gesù Cristo, NON IL SUO.

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