No Expo, controlli per il Primo maggio: giudici convalidano espulsione di tre tedeschi

Milano, 30 aprile 2015 – E’ stato convalidato il provvedimento di espulsione urgente con accompagnamento alla frontiera dei tre tedeschi perquisiti per due volte alla Digos nell’ambito dei controlli in vista della manifestazione No Expo del primo maggio. Nelle prime ordinanze di diniego, martedì sera, il presidente facente funzioni Olindo Canali e il giudice Nicola Fascilla avevano obiettato alla polizia che non era sufficiente contestare ai tre tedeschi e a una francese che erano stati “individuati in un edificio che da informazioni in possesso delle autorità era destinato ad accogliere soggetti appartenenti all’area anarchica” o che erano “in possesso di oggetti atti a offendere”, non meglio precisati. Per i giudici, queste espressioni “non contengono riferimenti individualizzanti sulle condotte” che dovrebbero giustificare una “limitazione gravissima di diritti fondamentali di cittadini comunitari” come l’espulsione, “dovendosi invece pretendere” a questo fine precise condotte “incompatibili con la civile e sicura convivenza”.

Oggi l’ordinanza di convalida è stata emessa invece da altri giudici e ancora non è noto il contenuto. Poi ieri, chiedendo di nuovo l’espulsione dei tre tedeschi indagati a piede libero per detenzione di oggetti atti a offendere e invasione di edifici, la questura aveva segnalato che “da informazioni acquisite dalla polizia tedesca sono tutti conosciuti per tumulti, danneggiamenti e altri reati contro l’ordine pubblico, con divieto di partecipazione a manifestazione pubblica” e aveva affermato che costituisconouna “minaccia attuale e concreta per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica” data la “frequentazione e l’abusiva coabitazione con persone provenienti da diversi Paesi europei evidentemente accomunate da medesime ideologie anarchico-sovversive e di protesta violenta”. Era stata segnalata, infine, “la disponibilità diretta di materiale atto a offendere e al travisamento e, seppur indirettamente, anche di altre armi improprie e materiale esplodente”, che “concretizzano un’evidente grave probabilità” che i tre arrechino “pregiudizio all’incolumità pubblica”.

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