Onorevole Chaouki, la visita ai jihadisti è del tutto insensata

chaouki2_lampedusa1--400x300Onorevole Chaouki, perché? Circa la notizia di lei in visita ai parenti di Fatima, l’italiana convertitasi all’Islam e ora ricercata per terrorismo internazionale, nel carcere di San Vittore, non si riesce proprio a trovare un senso. «Volevo capire, guardare negli occhi questa drammatica e pericolosa realtà» ha dichiarato in merito.

Esattamente cos’è che voleva capire? La cosa sinceramente ancora sfugge. Da quanto letto, lei ha dichiarato di voler guardare in faccia questa realtà per meglio capirli e mettere a punto strategie più efficaci: davvero ne era convinto? Si aspettava forse che le confessassero di essere per davvero terroristi? Che rivelassero i metodi di reclutamento dell’Isis? O che magari le rivelassero dove vorrà colpire la jihad in Italia? No perché se pensava davvero che andando a trovare questa gente a San Vittore potesse carpire qualcosa per combattere il terrorismo islamico, è stato ingenuo, molto ingenuo.

Infatti non è successo nulla di tutto ciò: genitori e sorella di Giulia Maria alias Fatima hanno negato davanti a ogni evidenza di essere aspiranti jihadisti, nonostante sappiano perfettamente che esistono registrazioni delle conversazioni via Skype, che gli inquirenti fossero a conoscenza della loro imminente partenza e che hanno notato che il padre di Fatima ha prelevato tutta la liquidazione (venticinquemila euro circa) da portare con sé. Continuano a ripetere sfacciatamente “credere in Allah non è reato”: verissimo, ma istigare ad uccidere in suo nome lo è. Sarà la magistratura a dover accertare il tutto, lo sappiamo, ma conoscere i contenuti di quelle conversazioni più di qualche dubbio lo lascia.

Insomma onorevole, questa visita alla fine dei conti non è servita ad un bel nulla. Di più: è stata solo controproducente per lei, solo i deputati del Pci sono arrivati a tanto quando si recavano in visita ai brigatisti detenuti. Vuole rendersi utile a combattere il terrorismo? Bene, allora stia zitto, non se ne occupi e faccia fare alle forze dell’ordine e ai servizi segreti, che anche senza spiegazioni antropologiche e il suo intervento il proprio dovere di difenderci riescono a farlo comunque.

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6 Comments

  • gbravin Reply

    15 luglio 2015 at 7:21 am

    Ricordo il deputato Chaouki perché si schierò a fianco dei clandestini di Ponte Galiera (Roma) che si erano cuciti la propria bocca. Successive indagini di PS, appurarono che costoro erano al loro secondo tentativo di ingresso. Al primo, furono processati per spaccio ed espulsi. Malgrado questo incidente, Chaouki continua a parcepire la paghetta come deputato. Ovviamente le parole di Einaudi “Conoscere per deliberare” sono a lui sconosciute, tuttavia lo paghiamo!

  • cristiano Reply

    15 luglio 2015 at 7:59 am

    può un extracomunitario, anche se ora è “cittadino italiano”, essere pagato dagli italiani per difendere sempre e COMUNQUE i clandestini?? davanti all’evidenza, continua a negare….puro pd

  • Paolo Reply

    15 luglio 2015 at 2:52 pm

    Sono propenso a credere che fosse realmente convinto che, essendo lui “duro e puro” gli avrebbero davvero aperto il cuore…

    Questo deputato, questo personaggio, è una emerita ed autentica nullità.

  • Carlo Lauletta Reply

    17 luglio 2015 at 3:54 pm

    A mio parere, una persona, ricevendo ospitalità in uno stato straniero, e acquisendone anche la cittadinanza,
    dovrebbe manifestare gratitudine verso i nativi, mantenere un atteggiamento umile, quantomeno non voler
    diventare addirittura legislatore o governante. Già per questo motivo, prima ancora di valutare la condotta politica di Cécile Kyenge (per giunta, entrata illegalmente, credo) e di Ahmed (spero di non sbagliare il nome)
    Chaouki, io trovo che costoro siano figure scostanti, non stimabili. Caso specialissimo è quello di Toni Ikobo, nigeriano, responsabile della Lega Nord per l’Immigrazione. Invero, anche trascurando la sua biografia ineccepibile e la simpatia personale,
    io credo che l’ingegner Ikobo sia destinato a svolgere in Italia una funzione che nessun italiano, per
    fatto di natura, potrebbe adempiere con pari efficacia. Invero, noi vediamo che nelle discussioni cui partecipano xenofili o
    xenomani questi non adducono argomenti razionali ma si limitano a gridare epiteti a chiunque osi contraddirli,
    epiteti che poi si riducono a uno, quello di “razzista” : ebbene, l’ingegner Iwobo, intervenendo a questi dibattiti,
    direi che già con la sua presenza, non essendo ovviamente vulnerabile all’accusa di razzismo antiafricano,
    priverebbe gli avversarî della loro unica arma al tempo stesso difensiva e offensiva. Sarebbe, sarà uno spettacolo.

  • Romolo Dionisi Reply

    17 luglio 2015 at 5:43 pm

    Voglio fare presente a tutti che questo ex marocchino,abilissimo a sputare nel piatto in cui mangia e ad offendere il paese che lo ha accolto e i suoi abitanti,nonostante i 15.000 e passa euro di stipendio al mese e tutti i privilegi connessi al suo titolo di “Onorevole” ( bell’onore….),appare anche come testimonial nel videoclip di un rapper islamico da strapazzo che nella sua delirante canzone offende gli italiani e incita gli immigrati alla violenza contro di loro e a prendesi con la forza “quello che gli spetta” come se avessero diritti che solo loro conoscono…. Sottolineo la inaudita gravità della cosa,essendo questo signore un deputato della repubblica italiana,ma ancora di più stigmatizzo l’assordante silenzio delle istituzioni e del suo delirante partito, che è,ovviamente….. il PD.

    • gbravin Reply

      22 luglio 2015 at 5:19 pm

      Quanto scrissi nel primo post sul “deputato” Chaouki lo mandai a lui, via email presso La Camera, più volte. Mai ottenuto risposta…..

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