Ora serve la seconda fase del “patto bolognese”

bolognaA Bologna desideravo proprio esserci, al di là della querelle “Berlusconi sì o no”. Avevo acquistato i biglietti da tempo (auto tassandomi, ça va sans dire) perché se un partito a trazione nordista, vuole superare i suoi confini e abbracciare la mia Terra, ho il dovere di conoscerlo nel suo habitat naturale.

La piazza del nord. E di questa voglio parlare, prima che dei suoi leader. Perché il popolo militante detta la linea ai suoi rappresentanti, se questi vogliono conquistare e conservarne il consenso. Quindi, partiamo da loro. Sono stata accolta da tante bandiere, alcune orgogliose rappresentanze regionali (e il campanilismo non è un peccato) e altre ancora legate all’orgoglio padano. Anche questo fa parte della storia leghista di Bossi, potevano essere reminiscenze di storici militanti.

Fino a quando sono partiti, a pochi centimetri da me, cori che intonavano: “Bruciamo il tricolore”.‎ Questo no. Non lo consentiamo a nessuno. Perché è come se ci insultassero la mamma. Anzi, lo hanno fatto. L’Italia è nostra Madre.

L’indole notoriamente accomodante, mi ha portato in pochi secondi al centro del gruppo dove, gentilmente, proponevo di accompagnarli in via Stalingrado (solo, solo a Bologna possono avere ancora una via con questo nome) a manifestare con i kompagni. Perché sicuramente avevano sbagliato strada. La risposta al mio invito è stata‎: “il tricolore non ci rappresenta“. E a parlare non era un gruppo folkloristico con la penna sul capello, ma organico alla Lega e strutturato nel movimento giovanile.‎

Non è vero che gli ideali sono morti, chi lo dice forse non ne ha mai avuti. La piazza era verde, senza dubbio, e poco convinta di questa versione moderna di “Lega italica”. E probabilmente a ragione. La Lega si è confermata negli anni una buona alleata della coalizione di centrodestra, ha governato e governa sapientemente amministrazioni e regioni, del nord.

Nonostante Salvini porti in TV temi che colpiscono anche la pancia dei meridionali, ricordiamo che un messaggio può partire dallo stomaco, ma deve attraversare il cuore e arrivare alla testa. Cuore e testa mi dicono che il Meridione è prioritario nei pensieri e programmi di Forza Italia.

Perché anche ieri, mentre Salvini e Meloni attaccavano il Governo Renzi (sacrosanto!), Berlusconi ha voluto tracciare una linea programmatica. Credo sia questa la forza della coalizione di centrodestra 3.0. L’unione dei tre partiti funzionerà grazie alla ricchezza della loro offerta. Ora, dopo “il patto bolognese“, si deve aprire una seconda fase in cui la base comprenda le ragioni dell’unione come hanno fatto i propri leader, esaltando i punti in comune e non le differenze. Offrendo un’alternativa a  Renzi, certo, ma soprattutto trovandosi in un progetto di Paese comune, in quanto l’obiettivo non è vincere le elezioni, ma il bene dell’Italia tutta.

Ed il problema del Sud non può essere risolto da piccoli partiti meridionalisti, deve essere al centro di un progetto nazionale e nazionalista, affinché venga risolto. Perché la colonna sonora della nostra politica sarà sempre l’Inno Italiano. Il Nabucco lo apprezzeremo a teatro, o sull’ipod.  

@federicadb

*Vice coordinatrice regionale, Forza Italia Puglia

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3 Comments

  • Davide Reply

    11 novembre 2015 at 12:13 am

    “Cuore e testa mi dicono che il Meridione è prioritario nei pensieri e programmi di Forza Italia.”
    Non so fai utilizzo di farmaci psicotropi, droghe, o quant’altro ti disconetta dalla realtà, o forse lo dici perchè in puglia hanno lasciato qualcosa, e vogliono venire a prendersela, ma, credimi, e se vuoi informati ne hanno parlato anche i giornali, in sicilia in dieci anni di governo hanno lasciato solo terra bruciata, non solo hanno mangiato tutto, ma non hanno neanche lasciato modo di ricostruire.
    Terra bruciata.

  • Frank Reply

    11 novembre 2015 at 9:33 am

    Concordo con le osservazioni dell’autrice dell’articolo. Il proposto triumvirato che fa capo (credo) a Salvini, ha molte istanze che condivido in pieno: immigrazione selvaggia, leggi assurde a tutela dei criminali, affrancamento dai dettati europei (soprattutto tedeschi), ordine pubblico, creazione di uno stato federale, maggiore coraggio e dignità in ambito internazionale, ecc. Non mi piace affatto, però, il dispregio dei nostri simboli nazionali: il tricolore, l’inno di Mameli e tutto ciò che si richiama all’unità del paese. Mi auguro che l’amalgama con altre forze politiche con istanze più diversificate, induca la lega, soprattutto certi suoi sostenitori più accesi, a rinunciare a certi sgradevoli atteggiamenti goliardico-tracotanti che offuscano il valente lavoro di molti suoi amministratori locali.

  • Silvia Reply

    13 novembre 2015 at 3:04 pm

    Esistono ancora i Berlusconiani? Pensavo che il buon senso li avesse fatti estinguere, e invece no.
    La gente mediocre è sempre in prima linea purtroppo, mediocre sia nelle idee sia nel modo di scriverle!

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