Parenti, amici e amanti: così la sinistra sarda ha occupato l’agenzia regionale del lavoro

uid_150f6c65da1.640.0Una cosa è certa: se sei vicino a Sel, puoi arrivare a dettare legge all’interno dell’Agenzia del Lavoro, l’ente di via is Mirrionis dove si pensava  a realizzare una palestra per i dipendenti con soldi pubblici, lasciando i disoccupati nelle sale d’attesa di progetti come Flexicurity o Centro Move che nel frattempo colano a picco, mentre Garanzia Giovani non ha certo rispettato le attese. All’Agenzia regionale del Lavoro, alla quale tanti giovani speranzosi senza occupazione si rivolgono ogni giorno, si può essere stabilizzati con contratti a tempo indeterminato senza concorso, e spuntano i parenti stretti di politici influenti. Ad esempio la dottoressa Laura Borioni, molto vicina alla famiglia Barranu, un cognome conosciutissimo nella sinistra sarda. Da qualche tempo è con pieno merito coordinatrice del settore Pianificazione, dove predispone gli strumenti di pianificazione delle attività in funzione del monitoraggio e della valutazione del loro andamento da parte della Direzione.

Un passo indietro per capire. Una decina d’anni fa, il direttore dell’Agenzia da poco costituita era il senatore di Sel Luciano Uras. A lavorare nell’ente entrarono in serie diversi attivisti della sua campagna elettorale, allora sotto il nome di Rifondazione, come riportano le cronache dei giornali dell’epoca. Un decennio dopo, Sel sembrerebbe ancora recitare un ruolo importante dentro la struttura. Dove si assiste a carriere meritate quanto fulminanti. Che dire ad esempio di Marcello Cadeddu, soprannominato Sovjet tra gli amici di Sel, candidato alle ultime elezioni regionali dove non fu eletto rimediando una magra figura? Un tempo si limitava a fare il sindacalista tutto d’un pezzo, diffondendo comunicati folkloristici nei quali accusava i giornalisti di interessarsi un po’ troppo dei legami tra la sinistra e l’Agenzia. Oggi di fatto lavora di supporto alla direzione dell’Agenzia regionale del Lavoro, sotto gli occhi di altri dipendenti sorpresi. Responsabile di studi e ricerche, con la qualifica di funzionario, il “filosofo” di via Puccini non ha certamente un ruolo di secondo piano, d’altronde nel tempo se lo è ampiamente meritato.

Non sfugge poi neanche il particolare che un ruolo di primo piano è stato assegnato a Carla Cherchi, la compagna del brizzolato deputato di Sel Michele Piras, che insieme a Uras è l’uomo più influente del partito in Sardegna. Ex cameriera del circolo tedesco della birra di Karl Heinz, Carla Cherchi entrò nell’Agenzia grazie alla competenza acquisita poi nel settore proprio a ridosso della campagna elettorale di Uras. E sempre grazie ai suoi titoli che nel frattempo le fecero ottenere incarichi anche in Provincia, per una curiosa coincidenza (ma lo ribadiamo, solo grazie alla sua professionalità che è indiscussa) dopo il legame con Michele Piras è diventata coordinatrice del settore “Risorse umane e formazione”. In pratica si occupa della costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno o parziale, di inquadramenti di personale e del conseguente trattamento giuridico, nonché delle variazioni della posizione giuridica e la ricostruzione della carriera lavorativa del dipendente. Cura, per gli atti di competenza, i rapporti con l’Amministrazione regionale e predispone il conto annuale. Quindi, a gestire i rapporti con la Regione è la compagna di un deputato di Sel, partito di governo in viale Trento. Sempre in prima linea nelle vittorie elettorali e nelle riunioni di #Cisiamo. Non è una grossa novità: altri simpatizzanti di Sel ad esempio sono stati assunti nei comitati etici dell’Università, o anche in Comune, con estrema facilità. Ma di questo ci occuperemo nella prossima puntata. Chissà se se ne parlerà anche nei circoli fighi nati alla Marina, dove di solito si siedono per gli eventi sei spettatori.

Statisticamente, un partito che ha ottenuto meno del 10 per cento riesce a sistemare gran parte dei suoi attivisti in Comune e in Regione.  In realtà, i simpatizzanti di Sel all’Agenzia del Lavoro, l’ente che combatte il precariato, sono molti altri e si conoscono nomi e cognomi.

Intanto sempre all’Agenzia a gestire un altro importante settore, quello del Bilancio, è stato chiamato Salvatore Maxia.  Allora, più in generale: il punto non è che i parenti dei politici sardi lavorino all’Agenzia e che magari siano pure entrati senza concorso pubblico. Il punto non è neppure che l’Agenzia volesse realizzare una palestra per loro con i soldi delle famiglie dei disoccupati sardi. Il punto non è neanche che stiano per essere spesi due milioni di euro per l’ampliamento della sede di Is Mirrionis, che si trova davanti alle case parcheggio, in un quartiere che attende da decenni una riqualificazione. E che il direttore Temussi abbia annunciato la variante per non realizzare la palestra solo dopo il coro di proteste seguite agli articoli di Casteddu Online.

Il punto è che, adesso, vogliamo vedere i risultati. Cioè ci piacerebbe sapere dai nostri lettori e dallo stesso direttore Temussi quali siano i risultati conseguiti dall’Agenzia regionale del Lavoro negli ultimi anni. Oggi ad esempio abbiamo pubblicato la notizia del progetto fallito dell’hangar, un progetto già finanziato e mai realizzato. “Tanti incontri e proposte – spiega Roberta Manca, presidente dell’associazione Amici senza confini – Ma poi tutto è caduto nel nulla. Intanto l’hangar continua ad essere chiuso, in un quartiere dove i problemi e i disagi sono tanti e i servizi offerti scarseggiano. Però l’Agenzia decide di ampliare la propria sede, addirittura pensando di realizzare una palestra per i dipendenti”.

Casteddu Online

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