Perché un movimento anti-islamista non è nato anche in Italia?

pegidaPegida, ovvero il Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes, è un movimento politico tedesco anti-islamista, fondato nel 2014 a Dresda, per riuscire a contrastare l’invereconda islamizzazione dell’occidente, fortemente promossa dai governi europei.

Non si comprende però, come mai un movimento simile sia nato spontaneamente in Germania e non in Italia, ad esempio, dove le orde di clandestini si riversano per prime, vista la configurazione geografica della nostra Patria, nonché l’incompetenza che da sempre contraddistingue i nostri politicanti?

Lo chiediamo all’amico giornalista Luca Steinmann (in foto), giornalista ed esperto studioso del fenomeno “Pegida”, scrittore del saggio “Vie Traverse. L’identità contro la società frammentata” edito nel 2004 dal Circolo Proudhon.

Pegida non è semplicemente un fenomeno anti-islamico, ma si pone in continuità con le proteste di popolo del 1989 che hanno fatto crollare il Muro di Berlino. Infatti è un movimenti caratteristico della Germania dell’est. La gente protestava nell’89 perché il governo comunista non permetteva alla gente, al popolo, di poter essere rappresentato: oggi, lo stesso popolo, non si sente rappresentato dall’attuale governo. L’anti-islamismo è solo la prima battaglia: in realtà le proteste ora sono verso la Merkel, verso la libertà di stampa, le difficoltà che i tedeschi hanno, per ovvi motivi storici, nell’esprimere la propria identità: hanno subito una forte reinterpretazione della propria storia e dalla propria identità e le attuali istituzioni sono molto restie a promuovere l’identità tedesca.

 Quindi Pegida si inizierà a proporre come Partito in vista delle prossime elezioni?

È difficile dirlo. Pegida ora vuole dialogare con tutti i partiti patriottici a livello europeo: in Germania anche i Partiti di Destra non volevano collaborale con lei. Ma la situazione sta cambiando a causa dell’emergenza immigrazione, che sta ridando smalto alle proteste identitarie.

 E Pegida in Italia?

Non esiste! Dialoga con una corrente della Lega Nord, ma da qui a dire che la Lega sia la Pegida italiana ce n’è. Perché Pegida non è un partito, ma un sentimento di popolo, non è istituzionale. Possiamo dire che Pegida c’è sempre stato, come sentimento di popolo, non si sapeva quando però sarebbe “scoppiato”.

 E perché in Italia non “scoppia” questo sentimento di popolo?

Pegida nasce nella Germania Orientale ove, seppur con il comunismo, sono rimasti tali. Non subendo l’influenza americana, i tedeschi della Germani dell’Est sono stati quasi “criogenizzati” fino a giorni nostri, conservando le proprie tradizionali e la propria identità.

A differenza della Germania Occidentale e dell’Italia, fortemente soggiogate dall’influenza americana.

Non conoscevano l’immigrazione fino a pochi anni fa. Possiamo dire che la cortina di ferro ha congelato i tedeschi dell’est che, trovandosi improvvisamente, a gestire l’immigrazione ed il meticciaggio culturale (il c.d. “melting pot” americano), hanno fatto sentite le proprie ragioni.

Pegida chiede, infondo, misure analogo a quelle in vigore in Canada ed in Australia, però nessuno etichetta i canadesi e gli australiani come “neo-nazi”. L’amico Steinmann ha ragione: finché in Italia ci sarà l’influenza americana, non si potrà mai assistere alla spontanea nascita di un “movimento di popolo”.

Commenta con il tuo account social

30 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    21 dicembre 2015 at 6:01 pm

    Considerazioni sull’articolo. Anche Angela Merkel è dell’ex Germania dell’Est, e ne ha assorbito tutti i pro e contro di esservi nata e studiato lì.
    La più grande moschea d’Europa sorge a Roma, punto di riferimento della nostra religione e cultura. Non importa CHI ha acquistato il terreno e edificato. Il fatto è che non è stata chiesta, nemmeno in questo caso, la reciprocità!
    Provate a tentare di fare proselitismo in un paese musulmano!
    Sottolineo “TENTARE” perchè verreste subito arrestati, come minimo….

    • giovanni Reply

      21 dicembre 2015 at 9:59 pm

      noi siamo un paese civile dove c’è libertà di religione, e lo siamo con o senza reciprocità. certe cose si fanno perchè sono giuste, non per avere qualcosa in cambio.

      • Giovanni Bravin Reply

        22 dicembre 2015 at 11:05 am

        Quoto: “… certe cose si fanno perchè sono giuste, non per avere qualcosa in cambio.”
        Non per avere qualcosa in cambio…..
        Potrei citare esempi religiosi, industriali, economici e militari.
        Ogni cosa fatta da una nazione su un paese straniero, ha una contropartita!

        • giovanni Reply

          22 dicembre 2015 at 10:45 pm

          noi abbiamo libertà religiosa per il nostro bene, perchè liberi si sta bene, e ci dobbiamo dispiacere per quelli che non sono liberi come noi.

          • Paolo

            23 dicembre 2015 at 3:48 am

            Salvo il fatto non trascurabile che quelli che non sono liberi, come noi, tentano e tenteranno sempre di rendere schiavo chi non è schiavo, come loro.

            La libertà, da sola, non basta. Bisogna all’ occorrenza saperla difendere.

            A meno che lei, non pensi di riuscire ad emulare le gesta di Papa Leone I, contro Attila. Se crede, provi a sua volta ad attenderLI sul Mincio… vedremo come andrà a finire.

          • Giovanni Bravin

            23 dicembre 2015 at 9:36 am

            Vorrei maggiore reciprocità e “coerenza” da alcuni musulmani, ma forse è chiedere troppo buon senso da parte di alcuni. In questi giorni, la nazione Musulmana del Brunei sta vietando le celebrazioni natalizie ai cristiani ivi residenti. Le stesse persone che hanno legiferato in tal senso, usano fare shopping a Londra!

          • giovanni

            24 dicembre 2015 at 1:16 pm

            non c’è nessun attila alle porte. la retorica dell’invasione è puramente strumentale. serve solo a raccattare voti.

          • Giovanni Bravin

            25 dicembre 2015 at 10:38 am

            Attila alle porte, no. Però ha cambiato nome! Tutti i media fanno scientemente confusione tra sunniti, salafiti, sciiti, wahabiti etc. Non sanno nemmeno la differenza tra un cristiano cattolico, protestante, anglicano, ortodosso etc.
            Oppure non lo dicono per continuare la loro opera di confusione…

          • giovanni

            24 dicembre 2015 at 1:19 pm

            perchè ci si concentra solo sul brunei? perchè non si pensa invece a tutti gli stati a maggioranza musulmana dove i cristiani sono libere di festeggiare il natale e di pregare nelle loro chiese? la reciprocità esiste ma evidentemente non fa comodo vederla.

          • Giovanni Bravin

            25 dicembre 2015 at 10:42 am

            Brunei è solo un esempio. La reciprocità esisterà quando una chiesa potrà essere edificata alla Mecca….
            Concordo che molte altre nazioni lasciano una certa libertà di culto, ma non proselitismo.

          • giovanni

            28 dicembre 2015 at 11:58 am

            non si possono paragonare l’arabia saudita con l’italia. una è una teocrazia l’altra è un paese laico. mettere una chiesa alla mecca sarebbe come mettere una moschea in vaticano. ti pare possibile?

          • Giovanni Bravin

            28 dicembre 2015 at 12:15 pm

            Se non alla Mecca, basterebbe una landa desertica….

          • Giovanni Bravin

            28 dicembre 2015 at 5:41 pm

            Passi avanti, senza dubbio. Ma non dimentichiamo che gli ortodossi.copti sono la seconda nazionalità presente in Arabia Saudita, senza di loro, i Sauditi non saprebbero andare molto lontano da soli! Gran parte degli abitanti della penisola araba, si sono trovati ricchi da proventi del petrolio e che finirà presto, solo alcuni lungimiranti hanno diversificato gli utili reinvestendo all’estero.

      • monica capellini Reply

        22 dicembre 2015 at 3:28 pm

        concordo ma il concetto pare di difficilissima comprensione
        Dott mc FIRENZE

  • Paolo Reply

    25 dicembre 2015 at 3:21 am

    Non c’è nessuna retorica dell’ invasione. C’è proprio l’ invasione, punto e basta. Attila non è alle porte. E’ proprio in casa nostra, e già da un bel pezzo. Belle spesse, eh, quelle fette di salame?

    O forse…

    forse, la retorica è proprio di chi questa invasione la nega. Retorica, che serve soltanto a mascherare la propria codardia.
    Si nega il pericolo per non dover ammettere con se stessi la propria incapacità, non dico di affrontarlo, ma anche solo di riconoscerlo, e guardarlo in faccia.

    Comunque, ciascuno faccia come crede. E chi preferisce di cacciare la testa nella sabbia, sia anche pronto ad affrontare le conseguenze delle proprie scelte.

  • Paolo Reply

    25 dicembre 2015 at 3:23 am

    A proposito : dimenticavo di aggiungere che ANCHE la retorica della NON invasione, serve solo a procacciare voti.

    Saluti.

    • giovanni Reply

      28 dicembre 2015 at 11:56 am

      http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/11/26/istat-immigrazione-calo-italia_KxSx2ez00xEe8NcB99Ob7M.html

      eccola la tua invasione. immigrazione in calo del 47% negli ultimi sette anni. non ti basta dare del codardo a chi non la vede come te, i numeri parlano chiaro.

      • Paolo Reply

        28 dicembre 2015 at 4:17 pm

        Ma non farmi ridere, vai.

        • giovanni Reply

          29 dicembre 2015 at 9:22 pm

          ridi pure quanto vuoi, ma se sai rispondere solo così….

      • Giovanni Bravin Reply

        28 dicembre 2015 at 5:51 pm

        Per Giovanni. Non pesiamo mele con le pere. Bulgari e Romeni sono nella EU che garantisce la libera circolazione. Nelle prime ondate si rifugiarono qui i Bulgari e Romeni che avevano problemi con la loro giustizia. Nell’articolo si parla di chi ha fatto regolare domanda di permesso e visto per l’Italia. Quanti clandestini sono sbarcati dal 2007 al 2014, e senza identificarsi in Italia, hanno proseguito per il Nord Europa?

      • Frank Reply

        28 dicembre 2015 at 7:52 pm

        La strada che indica Giovanni porta immancabilmente all’annientamento della nostra civiltà. Discutere con lui è impossibile perché ha sposato un tesi e si è reso volonatariamente cieco ad ogni situazione di fatto che la contesta. Mi terrorizza l’idea che nel nostro paese ci siano troppi Giovanni! Quelli come lui ci porteranno al suicidio.

        • Giovanni Bravin Reply

          29 dicembre 2015 at 10:29 am

          Per Frank. Molti usano il paraocchi e guardano solo dove vengono obbligati. Non ho citato le fette di salame o prosciutto perché provengono dal maiale e non vorrei offendere qualcuno….

          • giovanni

            29 dicembre 2015 at 9:39 pm

            bravin, capisco che voi mi guardiate dall’alto al basso, ma non è che se uno la vede diversamente da voi vuol dire che sia un distruttore di civiltà. anche gli sbarchi son in calo, e le battute sui prosciutti non cambieranno le cose.

          • Giovanni Bravin

            30 dicembre 2015 at 9:52 am

            Per Frank. Io non guardo dall’alto in basso gli altri, anzi, constato l’opposto. Gli sbarchi sono momentaneamente diminuiti perchè la Turchia ha agevolato altre rotte via terra, oppure via mare, ma con sole 12 miglia di mare hanno naufragi e vittime. Il numero di sbarchi sulle coste italiane ha ripreso a crescere e il totale sarà fatto solo dopo il 31 dicembre. Le condizioni meteo marine del 2015 sono nettamente migliori a quelle del dicembre 2014.

        • giovanni Reply

          29 dicembre 2015 at 9:30 pm

          frank, datti una calmata. l’europa e l’occidente in genere ha superato prove ben peggiori. le persone che vengono in europa lo fanno perchè vogliono il nostro stile di vita fatto di libertà e pace. se volessero vivere in teocrazie repressive starebbero a casa loro. è inutile discutere se non hai voglia di discutere o se non hai nulla da dire, e rappresentarmi come il simbolo della rovina della nostra civiltà è un trucchetto vecchio che si usa per sminuire l’interlocutore. come si può discutere con un distruttore di civiltà come me? facile così…

          • Giovanni Bravin

            30 dicembre 2015 at 9:54 am

            Per Giovanni. Infatti! La maggior parte dei clandestini/profughi hanno parenti in Scandinavia, guarda un po’….

          • Frank

            30 dicembre 2015 at 7:40 pm

            Giovanni, i regimi teocratici non si combattono fuggendo dal proprio paese e andando a cercare giustizia, libertà e democrazia in casa d’altri. Si resta nella propria terra e si affrontano i satrapi che che ci stanno opprimendo, come tutti i paesi europei, pur se in tempi diversi, hanno fatto versando fiumi di sangue. Troppo comodo venire a piagnucolare da noi avanzando pretese non di rado arroganti e anche violente.
            Quale sarebbe la la soluzione che tu proponi? Svuotare l’intera Africa e buona parte del Medio Oriente trasferendo i loro abitanti in Europa? Se questa non è folle utopia, trova tu un altro aggettivo che calzi meglio!

          • giovanni

            31 dicembre 2015 at 2:34 pm

            da che mondo è mondo la gente scappa da regimi oppressivi. non tutti scappano, alcuni restano e combattono, ma non tutti hanno il gene dell’eroe.

            dall’alba dell’uomo la gente emigra per trovare condizioni migliori. utopistico, e quasi contro natura, è pretendere che questo cessi.

          • Frank

            1 gennaio 2016 at 7:01 am

            Giovanni, è vero che così è avvenuto in passato ma non si deve certo costruire il futuro replicando gli errori commessi e mettendo mano a palliativi (leggi accoglienza, solidarietà, integrazione e simili baggianate) che non risolvono il problema, anzi: lo aggravano sempre di più, soprattutto a causa di alcuni “geni” nostrani che sono pronti a gettare alle ortiche i nostri costumi e la nostra cultura in favore di un’impossibile integrazione. E’ una palese contraddizione di quei popoli oggi in sofferenza, continuare ad esaltare l’affrancazione dai regimi coloniali se poi, una volta ottenuta l’autodeterminazione si sono schiavizzati al servizio di satrapi autoctoni che li dissanguano. Questo si, non ha senso ed è contro natura. SE l’ONU e il suo tribunale internazionale funzionassero a dovere, queste situazioni sarebbero già risolte da tempo. Ecco la nostra colpa, se vuoi proprio cercarne una: non intervenire con energia sulle cause e pretendere ipocritamente che basti occuparsi degli effetti.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it