Piemonte: quando la giunta Pd firmò derivati senza capire perché in inglese

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«Il Governo anticipi in un decreto le disposizioni, concordate con il presidente Chiamparino, per risolvere le incertezze interpretative del decreto sblocca crediti, in modo da consentire al Piemonte di predisporre un piano di rientro praticabile e così rimediare agli errori della precedente amministrazione Cota». Le parole che leggete, in merito al disavanzo della Regione certificato dalla Corte dei Conti di quasi 6 miliardi di euro, portano in calce la firma di Andrea Giorgis, deputato Pd. La chiave di lettura, che sarà un po’ il tormentone del Pd nelle prossime settimane, quando la situazione potrebbe diventare mediaticamente più difficile e meno gestibile per gli uomini di Renzi, sarà che la colpa è tutta delle precedente amministrazione leghista. Un po’ come è avvenuto per Roma con Marino, che ha addossato il fallimento della propria gestione a Gianni Alemanno (il quale, per carità, non è stato tra i migliori sindaci di Roma, ma non è nemmeno il responsabile unico dello sfracello della città).

E’ qui che si creerà una sorta di bivio dell’informazione. A sinistra andranno tutti quelli che credono ancora nelle favole renziane, nella propaganda di questa specie di regime da pensiero unico, nella solita politica dello scarica barile targata Pd. Mentre a destra proseguiranno coloro che un po’ di memoria storica l’hanno conservata. Perché il deputato Giorgis parla di “errori della precedente amministrazione Cota”, dimenticando i danni irreparabili di Mercedes Bresso. Proviamo a ricordarne uno, senza dubbio il più grave.

La storia è molto semplice (se volete approfondirla, va la pena leggere questo articolo del Corriere della Sera): nel 2006 l’ex giunta della Regione Piemonte, guidata dall’esponente del Pd Mercedes Bresso, decide di finanziarsi emettendo sul mercato 1,8 miliardi di bond, proteggendosi con strumenti “derivati”. Firma alcuni contratti con banche del calibro di Merrill Lynch, Dexia e Intesa Sanpaolo, convinta di poter vincere una “scommessa” che invece perde. Morale: la Regione si trova a pagare interessi molto alti. Poi nel 2012, a Gennaio, la Regione smette di pagare le rate, sostenendo di essere stata truffata.

Così inizia la crociata giudiziaria contro le banche. Prima in sede amministrativa, dove il Tar si dichiara non competente in materia. Quindi il processo viene trasferito a Londra. E qui viene il bello. Secondo quanto riporta Bloomberg nelle carte depositate a Londra i legali della Regione Piemonte scrivono che quel contratto in Italia non è valido, poiché conteneva clausole nascoste che hanno permesso alle banche guadagni irregolari. Non solo, perché secondo gli avvocati dell’ente l’allora assessore al Bilancio «parlava un inglese molto limitato e non ci si poteva aspettare che leggesse e capisse l’accordo che stava mettendo in atto».

La domanda che sorge quasi spontanea è la seguente: se non ha capito, perché ha firmato? Il mistero chiaramente rimane. La cosa peggiore, però, è che il Pd non solo non ricorda questo piccolo particolare da 1,8 miliardi di euro, ma ha premiato Mercedes Bresso, mandandola al Parlamento europeo. Dove si spesa abbia imparato un po’ di inglese.

@eugcipolla

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2 Comments

  • gbravin Reply

    21 ottobre 2015 at 2:00 pm

    Se la fonte d’insegnamento dell’inglese, è la stessa usata da Matteo Renzi, NULLA è cambiato in questi anni….

  • giuseppe Reply

    22 ottobre 2015 at 9:13 pm

    La sinistra fa solo che danni da Bresso a Chiamparino, miliardi di euro di debiti. Ma come si fa a firmare dei documenti senza leggere o capire l’inglese. ARRESTATE la Bresso per aver distrutto il Piemonte, e Chiamparino dimettiti!

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