Pistoia e Bologna, niente benedizione pasquale a scuola per rispettare le altre religioni

11075987_10206299726151293_1145097181_nSembra impossibile che ci siano così tanti casi di multiculturalismo nel nostro Paese, casi in cui si mette da parte la religione cattolica per falso rispetto delle religioni altrui. E’ successo ancora, questa volta Casalguidi, piccola frazione di Serravalle Pistoiese (Pistoia): il parroco, don Renzo Aiardi, da tre anni lamenta che il consiglio scolastico non gli permette di impartire la benedizione pasquale nella scuola del posto, la “Enrico Fermi”. La dirigente scolastica Lucia Maffei ha spiegato che questa decisione fu presa “per far fronte alle richieste di un gruppo di genitori”.

Una decina di giorni fa è avvenuto un caso analogo a Bologna, dove alcuni genitori ed insegnanti hanno fatto ricorso al Tar per chiedere la sospensione della delibera di un consiglio di istituto che consentiva a tre parroci a benedire altrettanti complessi scolastici per la Pasqua: la benedizione pasquale “non è attività didattica o culturale e dunque non è classificabile tra le attività scolastiche e neppure extrascolastiche”, era la motivazione.

Tuttavia le regole sono diverse: una circolare del ministero dell’Istruzione del 1992 prevede che “il consiglio di circolo o di istituto possa deliberare di far rientrare la partecipazione a riti e cerimonie religiose tra le manifestazioni o attività extrascolastiche previste”, compresa quindi una benedizione pasquale. In base al principio dell’autonomia scolastica l’ultima parola spetta agli organi collegiali che autorizzano o vietano “ispirandosi sempre al criterio di opportunità, dando particolare rilievo alla sensibilità e al coinvolgimento delle componenti scolastiche”; inoltre esiste il decreto legislativo 297 del ‘94 che al comma 2 dice: “Si provvede a che l’insegnamento religioso e ogni eventuale pratica religiosa, nelle classi in cui sono presenti alunni che hanno dichiarato di non avvalersene, non abbiano luogo in occasione dell’insegnamento di altre materie, né secondo orari che abbiano per i detti alunni effetti comunque discriminanti”. Non è che per caso il problema sia diverso rispetto al fatto che la benedizione pasquale non sia “attività didattica o culturale e dunque non è classificabile tra le attività scolastiche e neppure extrascolastiche”? E certamente non si tratta di rispetto delle altre religioni, ma semmai di timore.

Alessandra Boga

Alessandra Boga161 Posts

Nata a Magenta (MI) il 26/08/’80, vive a Meda (MB). Liceo classico, Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Milano, tesi dal titolo “Donna e islam: la questione del velo”. Ha scritto due libri “Donne la notte” (2009), “Soltanto una donna” (2011). Collabora con “Il Jester”; “Il Legno Storto”, “L’Occidentale”, “Islamofobia”, “Al-Maghrebiya” e la rivista “Genio Donna”

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15 Comments

  • Sandro Solfanelli Reply

    18 marzo 2015 at 3:50 pm

    Una vergogna assoluta…dobbiamo dare rispetto alle altre religioni, ma alla nostra nessuno lo da……mettiamoci anche che il popolo ateo di sinistra ne sta anche approfittando e con la scusa si accaparra voti da gente che non se ne frega niente dell’Italia, ma che vota solo per le leggi a loro convenienti, come l’immigrazione regolare, i vitalizi,a carico degli Italiani. le case popolari che non gli aspettano, ma con queste leggi le tolgono a chi si è spezzato la schiena lavorando e pagando tasse su tasse e con i propri padri e nonni, morti per l’unità d’Italia che si stanno rivoltando sulla tomba…

    • madory Reply

      20 marzo 2015 at 4:41 pm

      Atei = sinistra….
      Il tuo qualunquismo lascia senza parole…

  • Franco Pettinari Reply

    18 marzo 2015 at 3:54 pm

    Articolo ideologico e fuorviante: le benedizioni a scuola non si possono fare perché le vieta la legge, non per il rispetto delle altre religioni. La nostra giurisprudenza vieta espressamente l’effettuazione di messe, preghiere, visite pastorali e benedizioni in”orario scolastico” (sentenza 250/93 del TAR dell’Emilia Romagna, poi confermata dalla sentenza 489/95 del TAR del Veneto e da altre ancora). Come disse Luigi Einaudi, “Conoscere per deliberare”.

    • Castigamatti Reply

      19 marzo 2015 at 5:39 pm

      Il T.A.R. Umbria con sentenza n. 677/2005, passata in giudicato, ha ritenuto legittime le benedizioni pasquali.
      L’orientamento delle pronunce da Lei menzionate è stato ribaltato da due ordinanze del Consiglio di Stato, la 391 e la 392 del 26 marzo 1993 e dalla sentenza 3635 del 2007 del TAR del Veneto.
      Se ciò non bastasse, il Consiglio di Stato, con parere n. 3783 del 13.8.2010 ha affermato la legittimità della visita pastorale di un Vescovo ad una scuola svoltasi in orario di lezione, che qualche simpaticone voleva impedire.
      Si aggiunga la sentenza n. 1911/2010 del Consiglio di Stato: “È legittima l’autorizzazione concessa dal consiglio d’istituto all’Ordinario diocesano per la visita alle scuole, in quanto alle stesse non può riconoscersi un effetto discriminatorio nei confronti dei non appartenenti alla religione cattolica, dal momento che, indipendentemente dalla qualificazione contenuta nel codex iuris canonici, la visita non può essere definita attività di culto, né diretta alla cura delle anime secondo la definizione contenuta nell’art. 16 l. n. 222 del 1985, ma assume piuttosto il valore di testimonianza culturale, tesa a evidenziare i contenuti della religione cattolica sotto il profilo della opportuna conoscenza, così come sarebbe nel caso di audizione di un esponente di un diverso credo religioso o spirituale”.

  • francesco Reply

    18 marzo 2015 at 4:44 pm

    Sempre piú in basso, queste merde che hanno fatto ricorso perché non li prendete a pedate in quel culo di merda che si rotrovano.

  • gbravin Reply

    18 marzo 2015 at 5:13 pm

    Per lo stesso principio, e coerentemente con queste decisioni scolastiche, dovrebbero rinunciare alla vacanze pasquali e natalizie…

    • Paolo Reply

      20 marzo 2015 at 3:47 pm

      Tranquillo, che tra poco Pasqua e Natale verranno abolite, ed il Ramadan instaurato 🙁

    • Nina Reply

      21 marzo 2015 at 7:29 am

      Esa

  • Pistoia e Bologna, niente benedizione pasquale a scuola per rispettare le altre religioni | aggregator Reply

    18 marzo 2015 at 11:05 pm

    […] Pistoia e Bologna, niente benedizione pasquale a scuola per rispettare le altre religioni […]

  • Angela Reply

    19 marzo 2015 at 2:56 pm

    Chiedo scusa a tutti,
    è giusto rispettare tutti…..
    Ma noi Cristiani veniamo rispettati?
    Rispettiamo tutti e quindi dovrebbero rispettare anche noi e mi pare che la benedizione venga a mancare e questo a me fa molto male…..
    Dove va a finire il mio Credo?

  • Giancarlo Ravani Reply

    19 marzo 2015 at 8:16 pm

    e mai possibile che noi Italiani dobbiamo rispettare sempre chi non ci rispetta mi anno insegnato che saluta chi entra in casa e non viceversa se a qualcuno non va bene se ne stia FUORI e basta con queste cavolate

  • tommaso Reply

    20 marzo 2015 at 5:17 am

    Fuori ? Guardate che c’è tantissima gente “dentro” che vuole la scuola laica
    Una scuola che lasci fuori dalla porta tutto quello che non è scienza e studio

    • Paolo Reply

      20 marzo 2015 at 3:46 pm

      Scuola laica? O non piuttosto scuola solamente anticattolica? Per quale motivo le polemiche riguardano sempre e solo i simboli appartenenti a tale religione? E quando invece si prendono provvedimenti contro il velo alle donne ed altre amenità simili, si prendono subito le parti della pretesa minoranza culturale, inveendo contro la sua pretesa discriminazione?

  • ninny Reply

    20 marzo 2015 at 3:03 pm

    Non Leggo neanche quello che avete detto, dico solo che e uno schifoooooooooooooooo ewwiwa L’italia, invece di non fare la benedizione Pasquale, e perdere le nostre stradizioni Religione compresa, fate uscire fuori dall’Aula chi non gradisce, fuori dai coglioni, vergogna per chi attua tutto questo.

    • Ateo Reply

      22 marzo 2015 at 6:57 pm

      Affermazione degna del miglior fascista.
      P. S. Non sono un comunista.

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