Primarie in Puglia: soluzione o “canto del cigno”? Il dramma del centro destra pugliese

poli_bortone_schittulliDopo il colpo di scena della spaccatura nella coalizione di centro destra e il rilancio della figura di Adriana Poli Bortone a sostegno dello schieramento Forza Italia- Lega, la fazione Schittulli – Fitto – Fratelli d’Italia lancia la proposta delle primarie come ultimo tentativo per accattivarsi le simpatie degli indecisi e degli indignati dallo scandaloso susseguirsi di eventi politici che hanno trasformato la competizione elettorale pugliese in una soap opera dalle tinte drammatiche e sofferte.
Dimenticandosi completamente che si combatte per andare a guida di una regione, la Puglia, entrambi gli schieramenti non riescono a tenere a freno la loro voglia di rivalsa e di sparigliare le carte a ridosso dell’appuntamento elettorale contro la sinistra di Michele Emiliano che sotto l’apparente unità, anch’essa nasconde i suoi guai ma si sa, in questi casi “lavare i panni sporchi in casa” è d’obbligo. Stavolta però non è la lezione che il centro destra vuole applicare e si gioca al “j’accuse” più grande. Un centro destra così forse non si era mai visto: confuso e senza direzione arranca verso la sconfitta e la disfatta.

L’ultima “geniale trovata” è quella delle primarie “last minute” per riunire tutti o per far prevalere il più forte? O cosa? La confusione continua a regnare sovrana in queste ore.
La proposta arriva da Fratelli D’Italia che ormai spaccata, tra la Poli Bortone e Schittulli, propone come soluzione le primarie. Toh, quale novità! Si discute da quasi un anno di primarie nel centro destra e adesso si tenta il tutto per tutto pur di poter “legittimare” chi deve dettare le condizioni e chi soccombere, come è sempre stato nel gioco politico.

Dietro le affermazioni romantiche del “popolo sovrano” che decide chi vuole come candidato alla regione Puglia, oggi sembra più una dimostrazione di forza tra le varie fazioni e che creano così tanto scompiglio da lasciare l’elettore sconcertato di fronte a questa situazione ormai a limite del grottesco. Ovviamente Fitto, facendosi forza del suo consolidato bacino elettorale pugliese, accetta in maniera entusiasta la proposta di Giorgia Meloni ma dallo schieramento Vitaliano ricollegabile sempre a Forza Italia, vi sono non poche perplessità: il regolamento della competizione elettorale ad oggi non regolamentata per legge, artefatta a “espressione più alta di democrazia” a cosa porterà per davvero? Tutti gli alleati o entrambi gli schieramenti sono d’accordo ad andare fino in fondo a questa corsa contro il tempo per ridisegnare un’immagine unitaria di una coalizione allo sbando grazie ai capricci di Fitto che ancora oggi non sa dove e come collocarsi nel panorama della destra pugliese, visto che i tempi della democrazia cristiana ballerina, a lui tanto cari, sono finiti da un pezzo.
Considerando che le primarie non sono degli appuntamenti elettorali da organizzare in tutta fretta come una gita fuori porta domenicale, l’ipotesi sembra essere remota e la Poli Bortone dubbiosa come il commissario di Forza Italia Luigi Vitali, si schierano contro i propositori di questo avventato tentativo di pseudo riunione fittizia.

In mattinata il commissario cassa definitivamente la proposta, dichiarando “ L’idea delle primarie last minute è solo una farsa strumentale alla quale non credono loro per primi e alla quale non intendo prestarmi. Le primarie sono una cosa seria, vanno fatte con criterio, con regole discusse e condivise, con tempi che permettano ai candidati di incontrare gli elettori ai quali illustrare perché votare per uno o per l’altro.” Si pone poi l’interrogativo fondamentale, il vero protagonista della campagna elettorale: in caso di vittoria di Schittulli, quasi certa, Fitto poi cosa farà? Rincarerà la dose pretendendo di gestire le liste ancora una volta? Il tempo delle contrattazioni sta finendo e Fitto continua a giocare subdolamente stando in Forza Italia ma continuando a fare il “bastian contrario” minacciando di andare via sbattendo la porta e intanto è sempre sull’uscio di questa a tentare un accordo che sembra sempre di più allontanarsi.

Tutte queste figure ad oggi sembrano aver dimenticato il vero avversario di questa competizione elettorale e con questa battaglia fratricida hanno già consegnato la regione Puglia ancora una volta, alla sinistra, senza battere ciglio.
I veri momenti di confronto politico sono stati accantonati per anni anche a destra per poi esplodere nel momento più sbagliato, cioè ora.
Si acclamavano con voce le primarie dal lontano 2012 nel Pdl e tanti di quelli che all’epoca non erano d’accordo a questo momento di confronto oggi si stracciano le vesti indignandosi senza voltarsi indietro a rivedere i propri errori politici. Questi signori ora facciano un mea culpa e accettino di costruire qualcosa di serio che vada al di là delle lotte interne e spettacoli indecorosi agli occhi degli elettori e si mettano in testa che la politica è ben oltre che un “occupare delle posizioni di potere” e dimostrare di essere leader di qualcosa. La politica si rimetta a servizio dei cittadini e degli elettori, l’unico principio da applicare in tutto questo caos.

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1 Comment

  • metello Reply

    22 aprile 2015 at 5:21 pm

    Ma fanno prima a ritirarsi entrambi perché ormai è chiaro che vince il centrosinistra tranquillamente

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