Quando Berlusconi rifiutò i prestiti del FMI salvando l’Italia

BerlusconiLa storia, si sa, la scrivono i vincitori e mai i vinti. Il perché è presto detto. E’ più facile raccontare una verità fiabesca e fasulla, piuttosto che una verità scomoda e vera. Le cronache del 2011 ci hanno consegnato l’immagine di un Berlusconi in negativo, un vero e proprio peso per il nostro paese, che, secondo alcuni, stava rischiando addirittura il default. Cosa chiaramente non vera. Il punto, però, è un altro: davvero Berlusconi fu un personaggio così negativo in quei mesi cruciali che cambiarono il destino dell’Italia. Analizzando meglio la situazione, pare proprio di no.

Nel suo libro “Berlusconi si racconta a Friedman – My way”, il giornalista americano ripercorre alcune tappe fondamentali del novembre 2011, in particolar modo alcuni episodi avvenuti al G20 di Cannes In quei giorni Sarkozy aveva deciso di affondare il nostro paese. I troppi interessi italiani in Libia, lo smacco di Bini Smaghi che non voleva dimettersi dal board della Bce per fare spazio a un membro francese e la rivalità con l’allora premier italiano, avevano
spinto l’ex presidente francese ad affondare il colpo sull’Italia.

«La mattina del 3 novembre – scrive Friedman – Sarkozy diede inizio alla speciale riunione pre-vertice con Francia, Germania, Italia, Spagna, Fmi e autorità europee. Seduto in un’anomia sala del Palais de Festivals, Berlusconi si trovò a fissare di fronte a sé “Merkozy”, il
dinamico duo che poche ore prima aveva consegnato George Papandreou alla sua tomba politica». Sarkozy partì subito all’attacco. «Ci fu un enorme pressione da parte di Sarkozy con l’attivo sostegno di Schauble», ricorda l’ex presidente della Commissione Barroso. «A Berlusconi disse:”L’Italia deve chiedere una linea di credito precauzionale al Fondo Monetario. Altrimenti succederà una tragedia, perché i mercati saranno furiosi. E’ necessario che l’Italia agisca subito”».

La risposta di Berlusconi fu un perentorio “No!”. «La situazione economica dell’Italia è buona», disse l’ex premier italiano. «Schauble – ricorda ancora Barroso – continuava a insistere. Disse che per evitare la catastrofe era necessario prendere subito quelle misure.
Col suo modo insistente e aggressivo – aggiunge – Sarkozy  quasi si mise a urlare:”Silvio! Il G20 comincia tra due ore. Vuoi chiedere questo prestito all’FMI? Se no sarà un disastro».

Berlusconi, scrive Friedman, «ebbe un sussulto di dignità. Ripeté che l’Italia aveva già concordato con la Commissione europea un dettagliato elenco di riforme e che il Cdm le aveva già approvate […] e che non avrebbe mai accettato di chiedere un prestito da 80 miliardi di euro, che sarebbe sembrato un piano di salvataggio. Quel prestito avrebbe terrorizzato i mercati, e avrebbe significato che l’Italia rinunciava alla propria sovranità».

«La ragione per cui rifiutati – dice oggi Berlusconi – fu che avrebbe portato alla colonizzazione dell’Italia e all’imposizione della Troika dei creditori – Fmi, Bce e Commissione Europea – su uno Stato sovrano, come in Grecia». Sia Barroso sia Zapatero, entrambi testimoni dell’episodio, riferiscono l’insistenza di Sarkozy sull’argomento, affermando che la Merkel e la Lagarde, anche essere presenti, annuivano convintamente. «Era un’offensiva navale, aerea e terrestre», dice Zapatero. «Dicevano che l’Italia non aveva nessuna credibilità. Lo ripetevano all’infinito a Berlusconi». Il quale teneva la sua posizione, senza nessun sostegno da parte dei presenti tranne Baroroso. «Dissi a Silvio:”Non cedere, tieni la posizione”», è il ricordo di Barroso. Alla fine, dopo un braccio di ferro durato ore, anche Obama, aggiuntosi alla riunione, dichiarò di essere d’accordo con Berlusconi. Il prestito dell’FMI era una cattiva idea. «Penso che abbia ragione Silvio», affermò. Fischio finale e capitolo chiuso.

Nessuno oggi racconta cosa successe quel giorno. Tutti, però, ricordano i titoli allarmanti dei grandi giornaloni italiani e gli editoriali quasi terroristici delle “grandi firme” del giornalismo del nostro paese. Eppure, se Berlusconi avesse ceduto, sarebbe stato un’altra storia. Senza dubbio peggiore. L’Italia non si sarebbe salvato, il nostro destino sarebbe stato segnato per sempre.

@eugcipolla

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17 Comments

  • gbravin Reply

    18 novembre 2015 at 11:29 am

    Il destino dell’Italia era gia’ stato segnato e continuera’ anche per il futuro. Il Fondo salvastati chiese all’Italia la partecipazione finanziaria per salvare la Spagna. La Spagna dovra’ restituire il prestito con interessi al 4%. L’Italia, per reperire i fondi si rivolse a finanziatori internazionali ai quali dovra’ restituire la somma gravata del 7% di interessi. L’unico che ne parlo’ fu Nigel Farage dell’UKIP all’Europarlamento. Un Britannico, invece gli europarlamentari italiani ZITTI. Quando si trattava di discutere con Tsipras solo lui, Germania e Francia al tavolo. Mai l’Italia. Eppure siamo il terzo Paese creditore della Grecia, ma tant’e’!
    Ora assistiamo a patetiche affermazioni di Renzi circa la parola “guerra” contro l-ISIS. La EU, la Mogherini, Francia, Russia e USA la pensano e agiscono diversamente a Renzi….

  • luciano tanto Reply

    18 novembre 2015 at 7:23 pm

    tutto bene, salvo il “per sempre”. direi che siete più berlusconiani che giornalisti.

    • gbravin Reply

      19 novembre 2015 at 10:29 am

      Qui non si tratta di essere schierati da una parte o dall’altra, ma ragionare su FATTI.
      Il Ministro Poletti e Boeri (INPS) dichiarano che c’è la possibilità di anticipare la pensione purché ci siano i requisiti anagrafici.
      Tali dichiarazioni furono smentite da Renzi, perché non previste dal DEF.
      Poletti e Boeri lavorano in Italia o dove? Se non possiamo fidarci di un Ministro, dobbiamo fidarci di un Renzi che dichiara che l’Italia non è in guerra, ma smentito dalla Mogherini, da Bruxelles, e dello stesso partito?

  • giuseppe Reply

    19 novembre 2015 at 1:42 am

    GOLPE BIANCO DEL 2011, tanto per rinfrescare la memoria agli italiani, ai cattocomunisti, agli esterofili, ai cretini insomma!!!!
    Poi Berlusconi sbaglio’ ad appoggiare Monti, o almeno a non dissociarsi a Febbraio 2012, ma questa é un’altra Storia.

  • valerio Reply

    19 novembre 2015 at 12:47 pm

    Poverino. Ha rifiutato i soldi. Ha più processi aperti e cose in sospeso lui che orgasmi in un mese Cicciolina. Ma ancora fiata sto nano malefico?

    • Alberto Reply

      22 novembre 2015 at 5:09 pm

      Commento di grande finezza il suo oltre che frutto di profondo pensiero e assolutamente privo di luoghi comuni e frasi fatte. Saluti da un non-berlusconiano che giudica le persone da ciò che fanno e non dalle etichette appioppate loro da avversari politici privi di argomenti oltre che da poveri di spirito.

  • Alberto Reply

    20 novembre 2015 at 7:24 am

    Parto dal commento di Luciano Tanto per dire, da non Berlusconiano, che il riconoscere meriti all’uno e all’altro non dipende dal colore politico ma dai fatti.
    In questo caso mi si dica come si può dare torto a Berlusconi che sul prestito che, chiaramente, ci si voleva imporre difese l’Italia dall’asservimento che invece era voluto dalla sinistra un po’ per odio verso il personaggio e un po’ -non credo si possa escludere- per fare gli interessi dei “nuovi idoli” che hanno preso il posto di Stalin nei loro cuori. Dal “sol” al “soldo” dell’avvenir? Mah, lo dirà la Storia ma, nel frattempo, le scelte imposte dalla sinistra stanno palesemente distruggendo il Paese. Caro Luciano Tanto, vada a leggersi i dati macroeconomici dell’Italia (quelli veri, non il blablabla di chi ben sappiamo) e vedrà come ci ha ridotto questa sinistra!

    • Frank Reply

      20 novembre 2015 at 10:33 am

      Concordo al 100%
      Non occorre essere Berlusconiani per riconoscere una scelta giusta che lui ha effettuato e non era certamente la sola. Questo non comporta osannare il personaggio avvallando in toto tutti gli altri certamente discutibili svarioni in cui si è esibito. Ma gente come Luciano Tanto pare non riuscire ad affrancasi dalla becera e ottusa tifoseria partitica, per cui, una volta schierati da una parte, si assolve tutto e tutto si condanna nella parte opposta, pronti sempre a tacere sulle schifezze di chi si sostiene. Questo è un deprimente esercizio a cui si sottopone l’umana intelligenza.

      • giuseppe Reply

        20 novembre 2015 at 11:45 am

        Concordo, e se rifletto sui 3 personaggi criminali che hanno preso il posto di Berlusconi, non si può che rimpiangerlo. A Berlusconi un rimprovero: prima di lasciare doveva fare un messaggio agli italiani, sui veri motivi del Golpe finanziario.tecnocratico, e non doveva appoggiare Monti per tutto quel tempo.

        • Frank Reply

          20 novembre 2015 at 3:01 pm

          Si, Giuseppe e non solo purtroppo. Appoggiò anche Letta e poi espresse simpatia (peraltro rientrata a poca distanza di tempo) perfino per il reuccio Renzi, ma checché ne possano dire i sui irriducibili detrattori, quelle furono scelte che fece (come il rifiuto di sottoscrivere il prestito di cui tratta l’articolo) per quello che ritenne allora essere l’interesse dell’Italia. Sappiamo ora che fu un drammatico errore.

          • giuseppe

            21 novembre 2015 at 3:12 am

            si Frank, la scelta di appoggiare Letta fu dettata da una mancata vittoria della sinistra, un quasi pareggio, e dal mancato accordo PD-grillini, la soluzione era quel governo o nuovamente elezioni . Ottenni la cancellazione IMU, ma poi si accorse dell’abbraccio mortale con la sinistra e a Ottobre comincio’ a smarcarsi. Le Riforme Costituzionali dovrebebro essere fatte da quasi tutte le forze poliiche, anche FdI e Lega, e fu uno sbaglio…anche perché andrebbero fatte in proporzione ai voti.
            Ma questa é un’altra Storia.

        • Alberto Reply

          22 novembre 2015 at 5:44 pm

          Pienamente d’accordo, ma come avrebbe potuto fare a lanciare un messaggio? Quali sono i media che si sarebbero prestati? E se qualcuno ci fosse stato, siamo certi che il giorno dopo l’editore e tutti i giornalisti non si sarebbero trovati indagati per tutto il male che c’è stato dal Peccato Originale in poi?
          E poi dicono che l’Italia è un paese democratico… :-((

          • giuseppe

            23 novembre 2015 at 2:10 am

            Io, al contrario suo, Forza Italia l’ho sempre votata (vedremo in futuro…), e rimprovero questo a Berlusconi, un messaggio alla Nazione. Poteva farlo a Mediaset, o alla Rai, e sbugiardare i Sarkozy e Merkel che stavano per piangere e dire che la UE stava crollando (ed era vero)…lo so l’ordine da parte della Deutsche Bank era di non comprare piu’ BTP e quindi lo spread era andato talmente in alto che sembrava che tutto crollasse, ma io avrei detto alla Nazione: “vogliono farmi approvare il Fiscal Compact e il MES, e adesione al programma di un falso salvataggio FMI, piuttosto mi dimetto”
            .io avrei lasciato andare piu’ deputati possibile e avrei fatto opposizione, o almeno da febbraio 2012.
            Comunque la lezione dello spread non é stata imparata: chi ha un debito estero, é sempre a rischio, che sia poco o tanto, sempre a rischio, basta vedere Spagna e Portogallo, avevano un deficit del 40% e 50%, ora dopo i “salvataggi” sono piu’ del 100% !!!!!

      • Alberto Reply

        22 novembre 2015 at 5:41 pm

        Grazie Frank. Giovannino Guareschi aveva capito molto bene com’era la gente che votata PCI; oggi anche se si danno delle arie da grandi intellettuali, politologi ed economisti sono sempre gli stessi cui se il partito (quello unico che a loro piace tanto) dice che uno più uno fa tre, loro si adeguano subito.

    • Paolo Reply

      20 novembre 2015 at 2:36 pm

      Il sig. Tanto lo sa benissimo. Ma non rinuncia a provocare, come del resto fa la maggioranza dei suoi.

      • Alberto Reply

        22 novembre 2015 at 5:38 pm

        Diciamo che lo invidio perché essere cittadino di un Paese come l’Italia e non capire ancora come siamo stati ridotti lo aiuta a vivere meglio, magari rallegrandosi per essere scampato alla “dittatura berlusconiana”. Che dire? Beato il sig. Tanto e poveri noi che soffriamo di allucinazioni.

        • Frank Reply

          25 dicembre 2015 at 6:52 pm

          Ho atteso a lungo per vedere se i sigg. Tanto e Valerio replicavano al contraddittorio, proponendoci tesi un po’ più elucubrate di quelle con cui sono intervenuti. Ma in perfetta sintonia con l’elevato senso etico sinistrorso, colpiscono e scompaiano, timorosi di avventurarsi in un civile confronto di idee circostanziate.
          Non sarà molto, ma è già una grande soddisfazione potersi distinguere da gente come loro.

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