Quando Ignazio Marino andava ospite dai massoni

Marino senatore immagine copertina

“Qui, a Pisa” mi raccontavano ai tempi “i massoni comandano, in particolare, a Medicina e Giurisprudenza, con i comunisti che si sono presi tutto il resto. Massoni e comunisti sono amici e si spartiscono l’ateneo e la città”.

È il 30 gennaio 2010, un sabato, e a dare il benvenuto ai massoni del Grande Oriente d’Italia al Palazzo della Sapienza, simbolo dell’ateneo pisano, c’è, infatti, Marco Filippeschi, sindaco di sinistra di Pisa. L’Aula Magna, quella con gli stucchi dorati che s’affaccia su Via Curtatone e Montanara, è tirata a lucido in onore dei massoni. Aria di festa, con il rettore, Marco Pasquali, felice di dare ancora una volta il benvenuto ai fratelli.

Il Tirreno 30 gennaio

Nel 2010 Ignazio Marino è senatore del Pd, nonché membro della commissione Sanità di Palazzo Madama. I massoni chiamano e lui corre. “Scienza ed etica, dibattito con la massoneria. Il Gran Maestro Raffi in Sapienza. Invitati Baldassarre, Mancuso, Israel, Barni e Marino” annuncerà, infatti, Il Tirreno il 30 gennaio. “Il dialogo necessario tra scienza ed etica. A Pisa l’incontro con Ignazio Marino e Vito Mancuso”, recita un altro articolo di Gianni Parrini su Il Tirreno del 31 gennaio, ricordato peraltro su Erasmo, organo ufficiale del Grande Oriente d’Italia.

Il Tirreno 31 gennaio

Marino a proprio agio fra i massoni, con i lavori del convegno moderati da Stefano Bisi, allora presidente circoscrizionale della Toscana e oggi Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e che l’11 settembre di quell’anno, in un convegno sulla massoneria, nella Sala Consiliare di Follonica, ricorderà Ignazio Marino ospite dei massoni: “Quando si parla della massoneria toscana mi vengono in mente le iniziative che si sono fatte negli ultimi anni […] Mi vengono in mente il senatore Gaetano Quagliariello e il premio nobel (sic) per la pace Rigoberta Menchù, il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Gabriello Mancini e il parlamentare Ignazio Marino, i sindaci e i rettori di molte città dove siamo stati, da quelli di Pisa a quelli di Siena, Lucca, Grosseto e Prato, e poi il presidente della Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e lo scrittore Vito Mancuso, e ancora lo storico dei diritti umani Marcello Flores d’Arcais e il matematico Giorgio Israel, i professori Cosimo Ceccuti, Mauro Barni e Fulvio Conti. Con loro abbiamo parlato di scienza ed etica, di etica ed economia, abbiamo parlato della storia di questo nostro paese. Ma sarebbe riduttivo pensare che la massoneria toscana del Grande Oriente d’Italia è solo questa. Anzi, l’attività dove il massone cresce, si forma, è la loggia, e in Toscana ce ne sono 110, dove lavora per il bene dell’Ordine e dell’umanità e alla gloria del Grande architetto dell’universo. Sono formate da persone normali, che fanno una vita normale, che mangiano, che bevono, che sorridono, che partecipano alla vita sociale”.

erasmo_03-04-2010

Mangiano, bevono, sorridono come quel 30 gennaio del 2010, finito il convegno, durante la cena offerta dai massoni al Grand Hotel Duomo di Pisa, con il senatore Marino fra gli ospiti. Un occhio a compassi e grembiulini, un altro alla forchetta.

@SECarnemolla

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