Quegli sfigati camerieri mediatici al guinzaglio della propaganda sinistra

11868887_1018049971573123_1867456596_nPotremmo definirli “debunker”, ma si tratterebbe d’un neologismo un po’ troppo colto per quattro sfigati che per un tozzo di pane lanciatogli dai loro padroni ideologici corrono come camerieri sudaticci a tentare di ripulire le tavole mediatiche dal trasudo di drammatica attualità che, ormai a macchia d’olio, pervade la rete.
Sbagliare è umano, certo; ma continuare a intingolare quel pane nel torto marcio, pur di evitare un sano atto di vitale consapevolezza, è criminale.
Innanzi a notizie di violenze, stupri e omicidi, soprattutto se commessi da immigrati, questi fedeli parrocchiani del politicamente corretto si aggirano, chi più chi meno maldestramente, ad occultare, edulcorare, sbiadire notizie che puntano il dito contro le loro categorie di protetti, infangando così, col solito peloso argomento del razzismo, l’entità delle notizie medesime.
Morale della favola, oggi, un ragazzo sgozzato è un fatterello da trafiletto web, mentre solo poco tempo fa’ avrebbe campeggiato sulle aperture dei Tg per mesi; non a caso, nelle trasmissioni d’intrattenimento si continua a ciaciare di assurdi “gialli irrisolti” del passato, mentre su casi gravi e attuali come questo nemmeno un cenno.

Ebbene, ciò che differenzia un reato da un’azione umana non penalmente rilevante, è la sua extra-ordinarietà negativa e come tale percepita da una sensibilità collettiva evoluta. Se tale sensibilità collettiva viene però piegata da una proliferazione endemica e culturale di soggetti che attuano condotte consone alla loro cultura di provenienza, ma non consone alle nostre leggi, non sarà più possibile distinguere il bene dal male, e l’indignazione mediatica diventerà l’eccezione, magari sanzionata dal dilagante conformismo multiculturalista che, in questo modo, rischierà di diventare legge.

Ed ecco che, non bastando politici cinici e irresponsabili e amministratori pubblici venduti, compaiono ad oliare questo malcostume mediatico degli sfaccendati “giustizieri mediatici” sguinzagliati dal regime a fiaccare la resistenza della gente lucida e perbene, la quale, verificando sulla propria pelle quanto l’habitat si stia facendo ogni giorno più invivibile, sta cominciando a spazientirsi.
Tre sono le principali tecniche mediatiche usate da questi domestici del Sistema per fiaccare l’effervescenza critica delle persone libere:
1: “normalizzazione dell’accaduto”: convincerci del fatto che siano normali le aggressioni coi macheti, l’esponenziale incremento di violenza contro le donne, le depredazioni e le aggressioni gratuite soprattutto agli anziani, rendendoci compartecipi di una irreversibile endemicità sociale del fenomeno che essi ben sanno essere a getto continuo esattamente come continuo è l’incremento demografico di quanti lo creano.
Naturalmente per indurci ad una tale “normalizzazione” della situazione, anziché invocare controlli e legalità, essi auspicano diritti di cittadinanza per tutti, affinché divenga sempre più difficile poter fare analisi sociologiche sull’eziologia dei reati commessi, e al contempo per consentire ai loro padroni di fare incetta di voti di “nuovi cittadini”.

2: “discredito della cronaca scomoda”: censurano la notizia come totalmente falsa inquanto divulgata da un giornale di destra (in genere Libero o Il Giornale), naturalmente senza portare uno straccio di prova di tale falsità. In questo modo prendono due piccioni con una fava: diffamano il giornale in questione e usano un argomento incrostato di ideologia per demolire una verità criminale che con l’ideologia non c’entra proprio nulla.
Il controllore del treno viene pestato da vagabondi senza biglietto? Chissà con quale arroganza glielo aveva chiesto!

A Roma autobus e metro attuano da mesi uno sciopero bianco per chiedere maggiori controlli e sicurezza contro le aggressioni quotidiane al personale; ma ovviamente la vulgata è che non vogliono lavorare, tanto autisti e macchinisti sono tutti italiani, poco male se li si maltratta un po’ sul luogo di lavoro. Evviva il ’68, evviva i diritti dei lavoratori!

Ma lo spasso vero arriva quando la natura della notizia manda in tilt la “scheda cerebrale integrata” di questi automi a servizio del Partito, come nel caso in cui un pestaggio di matrice omofoba viene perpetrato da stranieri a danno di ragazzi gay: state certi che, dopo un po’ di fumo e scintille dalle orecchie, scatteranno strampalate tesi terzomondiste che l’avranno senz’altro vinta sui diritti degli omosessuali a non essere picchiati!

Quando poi la notizia o il fatto divengono di dominio pubblico, magari perché supportati da foto o video (ecco perché è sempre importante girare muniti di videocamera), essi dispongono di giustificazioni talmente spudorate da risultare irresistibili: gli immigrati scendono dai barconi con l’I-pad? Infondo un i-pad, oggigiorno, non è più un bene di lusso che possa cozzare col concetto di affamatezza. Oppure: i profughi musulmani gettano in terra le lasagne che gli passano i centri d’accoglienza a nostre spese? Fanno bene: chi assicura loro che nel macinato non ci sia anche carne di maiale?!

3: “bannamento e segnalazioni”: demolizione fisica e delegittimazione di blog e profili facebook attraverso l’argomento del razzismo. Ad esempio, un islamico sgozza un italiano gridando “Allah è grande”; i volpini, a tale notizia, ne affiancano un’altra in cui un italiano accoltella qualcuno per una lite nel traffico, cercando così di dimostrare che più o meno, in un modo o nell’altro, delinquiamo tutti indistintamente; e se proprio non riescono a trovare notizie capaci di concorrere per barbarie e frequenza con quelle offerte dall’attualità, le trovano vecchie sperando che nessuno controlli la data.
In particolare le femministe, foraggiatrici da sempre dei governi di sinistra, si rifiutano a tal punto di accettare la realtà di stupri commessi da immigrati, da aver dovuto rinunciare del tutto al loro argomento più gettonato, la violenza sessuale, non trovandone più tracce di provenienza autoctona nella cronaca, dato che gli italiani sono diventati poco vogliosi con le proprie mogli, figurarsi fare fatica con quelle degli altri.
E guai a parlare loro di grandi femministe del passato come Oriana Fallaci e Ida Magli: chi tocca lo straniero muore, persino se femminista!

Il servilismo ideologico è una condotta degradante di suo; eppure c’è chi riesce a renderla ancora peggiore mettendola a servizio del malessere della propria gente.

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster189 Posts

Nasce e cresce alla corte della Pittrice Sandra, nota acquarellista romana, conduttrice radiofonica degli anni '90 e patronessa del circolo cultural-gastronomico denominato "Aristocrazia Dvracrvxiana" . Inizia la collaborazione con Qelsi proprio in nome del suo cognome che letteralmente significa "sfata-sinistra" !

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4 Comments

  • gbravin Reply

    19 agosto 2015 at 10:04 am

    Condivido in toti!
    1/ Frequento e posto su (notizie/Tiscali) e spesso mi imbatto in nicknames temporanei *a scadenza( oppure profili FGcebook spudoratamente falsi. Poi devo distinguere tra quelli pagati da Tiscali (Soru) e gli influencer pagati dal PF. In entrambi i casi, se messi di fronte a dati inoppugnabili e incontrobertibili, non rispondono oppure sviano il discorso. Come disoccupato, ho molto tempo da passare davanti alla tastiera e certe prove devo cercarmele nel deep web, in quanto non accessibili tramite Google o Yahoo.
    Tutti, anche inconsapevolmente, siamo stati vittime del “SEI POLITICO” voluto nel ’68: malasanita’, dipendenti PA, alcuni politici e sedicenti giornalisti TG. Ho sperimentato e sono stato obbligato ad alcuni scioperi per lo Statuto Lavoratori. Dal 2011 in poi NESSUN sindacato ha indetto scioperi contro la modifica dell’art. 18 dello SL. Poi Napolitano ordino’ una relazione a dei saggi sull’operato di Monti. Costoro, tra cui Quagliariello, scrissero che lo Statuto Lavoratori andava modificato negli art. 18 e seguenti, quelli che trattano l’attivita’ sindacale. La relazione fu pagata e fini’ in archivio….

  • Ben Reply

    19 agosto 2015 at 11:07 am

    purtroppo sono riusciti a creare la dittatura perfetta….con l’ aiuto dei sinistri (sinistri davvero in quanto lazzaroni della massoneria fetida sionista delle banche), del vaticano prima con woitila e ora Sbergoglio (il povero VERO PAPA BENEDETTO XVI è stato detronizzato, credo, sotto minaccia pesantissima, visto che lui NON CI STAVA a fare porcherie che il successore si diverte a fare e le banche europee e americane (BCE, FMI) tassativamente private….insomma i tre MALI del mondo, una volta nemici quando ognuno faceva la propria parte…ora alleati per imporci l’ ORDINE MONDIALE cioè una prigione bestiale che al confronto STALIN e Hitler sembreranno degli angioletti!!

    • marco Reply

      19 agosto 2015 at 4:27 pm

      Non dimentichiamoci dell’abbronzato che attualmente (ma ancora per poco) risiede alla casa bianca .

  • Carlo Lauletta Reply

    16 settembre 2015 at 12:16 am

    La settimana scorsa internet ha esibito una giornalista ungherese la quale, su un prato (dove, quindi, le conseguenze di una
    caduta erano inapprezzabili), faceva (io personalmente non ho visto bene, ma mettiamo che sia stato così) uno sgambetto a
    un immigrante irregolare che stava sfuggendo alla polizia. Io ho commentato il fatto elogiando la giornalista per il senso civico,
    e l’ho contrapposta alle donne che, in certi quartieri di Napoli, fanno lo sgambetto agli agenti dell’ordine che stanno
    arrestando i camorristi. La quasi totalità dei commentatori hanno invece ricoperto la giornalista con gli epiteti più pesanti,
    auspicando il suo licenziamento in tronco, la confisca dei beni, il diniego della pensione, se avessi letto tutti i commenti avrei
    trovato anche sanzioni corporali, la gogna, il carcere e quant’altro. Ho fatto presente ai lettori che, comunque, il caso aveva
    obiettivamente importanza minima. Ho detto che l’accanimento verso la giornalista si poteva spiegare solo con una sorta
    di razzismo antieuropeo e confrontavo l’impegno nel discettare su questo sgambetto con il disinteresse mostrato verso il
    caso del diciottenne (comincia bene!) africano della Costa d’Avorio che, secondo ogni indizio, presso Catania, ha reciso la
    gola a un pensionato e stuprato la consorte, buttandola poi dal balcone. Mi sono sentito rispondere: “SIA L’IVORIANO, se
    colpevole, SIA L’UNGHERESE VANNO PUNITI”.

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