Quei collegamenti tra il Forteto e il governo Renzi

copertina-la-setta-di-statoIl libro si legge tutto d’un fiato. Perché è di quelli che riescono a raccontare la storia così come è realmente accaduta. “Setta di Stato. Il caso Forteto”, di Duccio Tronci e Francesco Pini, è uno di quei libri da distribuire nelle scuole. E’ un lungo viaggio che attraversa anni di abusi e tormenti, di silenzio e compiacenza, di ingiustizie e bugie. Il Forteto è stato tutto questo. La cosa più grave è che ha avuto la complicità delle istituzioni. Da lì è passata la creme de la creme della classe politica di sinistra, lì sono arrivati finanziamenti pubblici e favoritismi che hanno permesso a Rodolfo Fiesoli, il padrone della comunità, di vivere indisturbato per un paio di decenni, commettendo orrori che le testimonianze raccolte all’interno del libro raccontano fin troppo bene. Noi abbiamo intervistato uno dei due autori, Duccio Tronci.

Come nasce l’esigenza di scrivere un libro sul Forteto?

Chiunque venga a conoscenza dei fatti che sono accaduti al Forteto non può rimanere indifferente. Da giornalisti quella vicenda ci ha suscitato la voglia di approfondire, scavare e trovare la verità. Un istinto di giustizia che è stato rafforzato dall’incontro con le vittime. La storia del Forteto spiega l’impotenza delle persone di fronte all’arroganza del potere e l’indifferenza di chi ha paura a denunciare.

Come racconteresti a uno che non lo conosce, cos’è stato il Forteto?

Il Forteto è molto di più di una comunità dove per 40 anni si sono perpetrati gravi abusi ai danni di minori che ci hanno vissuto in affidamento. Il Forteto è un luogo in cui le leggi sono rimaste sospese, dove le persone hanno perso la dignità e la capacità di vivere una vita normale, sia dal punto di vista economico che sociale: tutti i contatti verso l’esterno venivano annullati, lo stipendio rimaneva quasi tutto nelle casse della cooperativa, il lavaggio del cervello incanalava verso l’idealizzazione di un modello fuorviante e totalizzante. Stiamo parlando di una vera e propria setta, come l’hanno definita gli stessi giudici nelle motivazioni della sentenza di primo grado che ha condannato 16 persone, fra cui a 17 anni e mezzo di carcere il leader Rodolfo Fiesoli.

Avete avuto difficoltà nel reperire la documentazione della quale vi siete serviti per scrivere il libro?

Il nostro lavoro è frutto di oltre due anni di ricerche. I documenti più difficili da trovare sono stati quelli relativi ai legami della vicenda del Forteto con quella del “mostro di Firenze”: un mistero nel mistero, visto che alcuni di questi sono spariti. La cosa più interessante è stata quella di ricostruire, cronologicamente e contestualizzandoli, i vari passaggi della vicenda, arricchendola con decreti dei tribunali, documenti politici e sentenze.

Ci sono state reazioni politiche al vostro libro? Avete ricevuto qualche “avvertimento”?

Noi non crediamo, come qualcuno ci dice, di aver fatto un lavoro coraggioso: semplicemente di aver fatto il nostro lavoro. Le reazioni sono state positive, si tratta di una vicenda così allucinante che nessuno si è sognato di contestarci. Siamo stati anche favoriti dalla contemporanea pubblicazione della sentenza del processo. Casomai i mal di pancia sono stati latenti, nascosti nei silenzi o nella scarsa disponibilità a dare diffusione al libro.

Che collegamento c’è tra il Forteto e il governo Renzi?

Nel novembre 2011, poche settimane prima del suo arresto, Rodolfo Fiesoli parla a Firenze nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ad un convegno, in qualità di educatore. In platea c’è l’allora sindaco Matteo Renzi, al quale Fiesoli si rivolge a più riprese. Un ex presidente della comunità montana ha anche affermato che l’attuale premier sarebbe andato al Forteto, fatto su cui la Presidenza del Consiglio non ha né confermato né smentito. L’atteggiamento del governo è stato pessimo quando, nell’estate scorsa, si è discusso alla Camera del commissariamento della struttura, dove tutt’oggi vivono e lavorano quasi tutti i condannati per gli abusi e dove quattro membri su cinque del Cda hanno testimoniato al processo a favore di Fiesoli. Il sottosegretario Ferri ha negato questa necessità motivandola con la distinzione che c’è fra cooperativa e comunità del Forteto, tesi smentita dagli stessi giudici nelle motivazioni della sentenza. In tutto questo giova ricordare che Ministro del Lavoro è Giuliano Poletti, che prima di assumere l’incarico era stato per 12 anni alla presidenza di Legacoop, a cui è affiliato il Forteto.

“Setta di Stato. Il caso Forteto” – Duccio Tronci, Francesco Pini – AB Edizioni

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4 Comments

  • federico Reply

    23 dicembre 2015 at 11:52 am

    abito e vivo in Polonia. Sarebbe bello averne una copia. AUGURI di BUON NATALE. Federico

  • monica cappellini Reply

    23 dicembre 2015 at 2:41 pm

    una vicenda orrenda……….come Renzi

  • alessandro Reply

    23 dicembre 2015 at 5:49 pm

    Tutti questi cattosinistri sono certi che Dio non esiste.

  • giuseppe Reply

    24 dicembre 2015 at 4:42 am

    Coop Il Forteto: Anni e decenni che Fiesoli (nel 1985 la Corte d’Appello di Firenze aveva già condannato i due fondatori, Fiesoli e Goffredi) per maltrattamenti e atti di libidine) commette abusi su minori e la Giustizia tollera, la Regione Toscana tollera, le altre coop tollerano, tutti i cattocmunisti tollerano…..Renzi tollera, come prima di lui D’Alema, Bindi, ecc…
    Ora sembra che qualcosa si muove: Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e il presidendete della commissione d’inchiesta Stefano Mugnai (Forza Italia), hanno proposto un ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea: Se non vorranno perdere «qualsiasi rapporto politico ed economico» con la regione, le società affiliate a Legacoop e Confcooperative dovranno «relazionare sul loro atteggiamento passato e presente sulla comunità degli abusi, sgomberando il campo dai pesanti equivoci che permangono».
    Ma é possibile che Rodolfo Fiesoli e altre 15 persone già condannate lavorino ancora alla coop Il Forteto? Legacoop (cui è affiliato il Forteto) e Confcooperative non vogliono il commissariamento. I giudici hanno stabilitito che Il Forteto é una setta (malefica) ed é ancora in attività! Ma il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (ex presidente Legacoop) perché protegge la setta????

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