Quel contratto nepotista per l’assistente di Marino

Ignazio Marino ciclista

Tutta una carriera in salita, quella di Claudia Cirillo, storica collaboratrice di Ignazio Marino sin da quando il chirurgo genovese ancora operava. Una carriera faticosa: cena con Ignazio con vista su contratto triennale per il Campidoglio. C’era infatti lei a tavola con il sindaco la sera del 27 luglio 2013 alla Taverna degli Amici di Roma. Una cena spacciata per cena istituzionale con un rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secca, la smentita, anche del ristoratore, con Marino preso in castagna: “Il ristoratore s’è sbagliato: non ero con mia moglie ma con una mia assistente che la ricorda fisicamente”. “C’ero io a cena con Marino, non sua moglie. Era lavoro”, s’è difesa Claudia Cirillo.


Conto e pagamento cena 27 luglio Bugie e ritrattazioni per coprire un episodio di nepotismo. Una cena da 138 euro, scontata di 18, con i soldi dei romani. Una cena dai buoni frutti: è il 27 dicembre 2013 e la giunta capitolina approva – con un contratto da 22.930,60 euro più 622,80, quindi 12.911,42 e 28.363,19, ogni anno per tre anni – l’ingresso di Claudia Cirillo nello staff del vicesindaco Luigi Nieri di Sel, giunto al Campidoglio con l’obolo di cinquemila euro di Salvatore Buzzi, il boss capitolino delle cooperative rosse.

Giustificativo cena 27 luglio

Claudia Cirillo nello staff del vicesindaco, non, per carità, perché fosse un’assistente di Marino o perché con lui dal 2004 al 2009 avesse firmato a quattro mani una rubrica, edizione di Palermo, del quotidiano La Repubblica, o perché, il 25 gennaio 2005, nello studio del notaio Antonio Nioli, a Roma, con Marino e altri avesse costituito la società Imagine – di cui fa parte anche l’assessore Alessandra Cattoi. Non, per carità, perché si fosse occupata di I-think, il pensatoio di Ignazio, o perché l’avesse seguito a Palermo e oltreoceano, o perché con lui avesse pontificato su Italianieuropei, la rivista della fondazione di Massimo D’Alema. No, nessun nepotismo, perché con Marino al Campidoglio, come ha sentenziato un consigliere di Sel di un municipio romano, “Roma è stata liberata”.

Nomina Cirillo Campidoglio

Fino a quando Luigi Nieri, travolto dallo scandalo di Mafia Capitale, non si dimette, con Claudia Cirillo, il cui contratto era legato al destino del vicesindaco, che deve dire addio al suo posto al sole. Ma non era finita, perché Marino le lancia una ciambella di salvataggio, costringendo le cronache romane a informare i cittadini di un nuovo contratto per la pupilla del sindaco, annoverata fra “i collaboratori dell’ex vicesindaco Nieri” che “non rimangono a spasso”. Un contratto da 70 mila euro l’anno per lavorare nello staff dell’assessore Luigi Pucci, assessore con delega ai “lavori pubblici, infrastrutture, manutenzione urbana e decoro, periferie, protezione civile e progetti speciali”. Un salto di coerenza per una che di sé ama ricordare la laurea in Lingue e Letterature Straniere, un master in Anglistica, quindi le attività nella Sanità.

Atto-Costitutivo Imagine

Gridava, Marino, alla Festa dell’Unità a Parco delle Valli, a Roma: “A destra si ergono a paladini della moralità. Non si vergognano? Tornino nelle fogne”. E ancora, dimenticando i 30.000 euro regalatigli da Buzzi: “Se il Pd mi vuole mandare a casa, senza alcun motivo, dovrà farlo con i voti della destra, con quelli di Mafia Capitale”.

Una dissociazione dalla realtà sconcertante. Marino non è mai stato quello della “Roma pulita siamo noi, noi con Marino, voi con i padrini” dei cartelloni di quei romani che ancora scendono in piazza per il loro san Sebastiano, di cui asciugano le gocce di sangue del finto martirio, sangue di colui che incarna i vizi peggiori che a parole voleva combattere.

@SECarnemolla

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