Questa Europa, padella del rigore senza sviluppo, brace del parassitismo alla Tsipras

unnamedPrima di rompere le trattative con l’Eurogruppo ed indire il referendum, Tsipras ha accusato l’Europa dei 18 che oltre a lui stanno nell’euro di voler affamare la Grecia, mantre Varoufakis, che già sapeva di dover lasciare per cui si poteva permettere di tutto, ha addirittura sparato un bel “terroristi” rivolto ai creditori che, secondo lui, si rifiutano di voler rinegoziare il credito concesso alla Grecia. Anzi, questa pretesa un po’ arrogante della “ristrutturazione del debito”, che significa rifinanziare i crediti sinora concessi sulla base di un piano di rientro “più sostenibile”, cioè a più lungo termine ed a interessi più bassi, è stata addirittura posta dal tandem ateniese come pregiudiziale della trattiva:niente ristrutturazione, nessun accordo. Ma veramente la Grecia è strangolata dagli strozzini come Tsipras ha lasciato intendere ai suoi connazionali ed agli sprovveduti di tutta Europa e di mezzo mondo, Obama incluso?

Noi alla Grecia vogliamo bene. I greci hanno inventato la libertà, la democrazia, la filosofia, la cultura, e la civiltà in un’epoca remotissima della storia dell’umanità, quando si era immersi nel buio di un mondo selvaggio, brutale e crudele, in cui valevano soltanto la prepotenza e l’arbitrio del più forte. E questi valori la Grecia non li ha solo inventati, ma li ha anche difesi a prezzo della vita di tanti suoi figli. In ben tre occasioni i greci hanno salvato quello che poi sarebbe diventato l’Occidente, quando alle Termopili, a Platea ed a Salamina, una città più piccola dell’attuale Ascoli Piceno s’è permessa di inchiodare e respingere un impero, quello persiano, di cento nazioni e 40 milioni di individui. Ma proprio perchè piccola ed indifesa, esposta ad ogni pericolo, la Grecia s’è sempre dovuta arrangiare, talvolta ricorrendo ad inganni e stratagemmi, dal Cavallo di Troia agli espedienti per entrare nell’Eurozona.

Per distruggere la sterminata flotta persiana di oltre 1300 grandi navi che minacciava la Grecia, Temistocle dovette corrompere la Pizia, l’Oracolo di Apollo Pizio, la sacerdotessa che a Delfi preconizzava il futuro dando indicazioni che nessuno si sarebbe sognato di disattendere. La Pizia predisse la distruzione di Atene col fuoco. Allora, per rincuorare i suoi disperati concittadini in preda al panico, Temistocle tornò da lei e le “suggerì” di fornire un nuovo oracolo, cioè quello per il quale gli ateniesi si sarebbero potuti salvare costruendo un enorme “muro di legno”. Cosa che Temistocle riferì in modo che facesse gioco al suo disegno da grande stratega militare, cioè il varo di una snella, ma agguerrita flotta navale, perchè sul mare vince il più abile, non il più numeroso. Anche perchè le navi greche imbarcavano soldati e guerrieri, mentre quelle persiane solo marinai, pescatori e stuoli di cortigiani in vacanza premio. Fu con questa bugia sul muro di legno, cui la Pizia non avrebbe mai pensato od ordinato di fare, che Temistocle salvò la civiltà ateniese, quella greca e, più tardi, quella del futuro Occidente. Ma Tsipras non è Temistocle, non ha la sua intelligenza, la sua statura di condottiero, il talento da grande statista, ma soprattutto dice delle bugie senza essere capace di farlo come invece dimostrarono prima di lui alcuni suoi grandi antenati, a cominciare dal mitico Odisseo.

Basandoci sui dati Bloomberg e quelli forniti dal Ministero delle Finanze di Atene emerge questa fotografia della situazione. La Grecia ha sinora contratto debiti per oltre 320 miliardi. Circa la distribuzione di questi prestiti, il 17 % sono a capo di privati detentori dei titoli di stato greci, il 62 % a Paesi dell’Eurozona, il 10 % all’FMI, l’8% alla Bce, ed il restante 3 % custodito nella Banca Centrale greca. Ma questo non è tutto, perchè i Paesi Eurozona, in occasione del primo salvataggio del 2010, avevano già elargito prestiti bilaterali alla Grecia, in parte restituiti con altri prestiti. Poi ci sono i fondi che la Grecia ha attinto per oltre 130 mdi dall’ESM o fondo salva-stati, cui l’Italia partecipa con una quota del 12,3%, e dall’FMI, quota italiana del 3,2%. Insomma, a parte privati e banche come la Bce e l’FMI, la Grecia (fonte Wall Street Journal) tra prestiti bilaterali e prelievi Esm, deve ora restituire 60 miliardi alla Germania, 46 alla Francia, 40 all’Italia, 26 alla Spagna e 12 all’Olanda, per restare sulle esposizioni più significative. Poi ci sarebbero i 27 miliardi di aiuti ricevuti dalla Bce, i 15 dell’FMI ed altrettanti ai detentori dei titoli di stato greci.

Come è previsto che retituisca questi prestiti? E’ chiaro che la negoziabilità con l’FMI sia ridotta perchè è una banca i cui soci sono i governi di 188 Paesi per cui è difficile che li si possa mettere tutti d’accordo per far praticare delle condizioni di particolare favore alla Grecia. Comunque, come mostra il grafico “Quanto la Grecia deve quando” dove il rosso è l’FMI, e detto che il tasso praticato dal fondo monetario è dell’1,05%, il periodo di restituzione risulta di 9 anni con termine nel 2024, chiuso con un ultimo versamento di 320milioni 478mila 785 $ Usa. Non ci sembrano delle condizioni da strozzini.

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La rata da 1miliardo 571milioni 601mila 950 $ Usa non pagata lo scorso 30 giugno all’FMI è solo la prima di una serie di impegni finanziari della Grecia a brevissimo termine. La prossima mazzata è quella del 10 luglio quando andranno a scadenza titoli per 2 miliardi $ che non si sa se ed in che misura potranno essere coperti con nuove emissioni; altri 500 milioni li deve all’FMI il 13 luglio, un altro miliardo all’FMI il 17 luglio, poi circa 2 miliardi di titoli in scadenza il 20 luglio che la Bce acquistò nel corso del salvataggio greco del 2012 e così via. A fare l’elenco dei debiti sembra di raccogliere l’acqua col rastrello. Tralasciando, allora, per carità di patria, i rimborsi dei titoli a scadenza che pure vanno fatti, la Grecia ha scadenze ravvicinate non perchè i creditori abbiano voluto approfittare della situazione e siano venali e cattivi, ma perchè se si contraggono separatamente, diciamo, 10 prestiti è ovvio che le scadenze relative a quelli successivi al primo vanno ad incastrarsi tra loro a denti di pettine.

Ma se guardiamo il grafico, le restituzioni alla Bce, in celeste, terminano nel 2048, mentre quelle dei Paesi dell’Eurozona, in giallo, nel 2045, anche se poi ci sono altre nuove scadenze sino al 2050. Per tutti questi debiti il tasso di interesse praticato è l’euribor, che Draghi ha inchiodato allo 0,05%, aumentato di uno spread pari a 50 punti base, cioè in totale ad un tasso dello 0,55%. E’ alto? Li dessero a noi in Italia i soldi allo 0,55%, visto che attualmente con lo spread a 160 punti base scontiamo un interesse del 2,33 % sulle emissioni annuali dei titoli di stato che, grazie anche ad un “attento” Renzi, sono arrivate al livello mostruoso di 100 miliardi l’anno, di euro, non di dollari, e sui quali con Monti eravamo arrivati a pagare anche oltre il 7 % di interessi. A Tsipras nell’Eurogruppo dovrebbero spiegare che per finanziare le pmi italiane, che notoriamente si finanziano con prestiti non disponendo di capitali propri, lo scorso settembre la Bce destinò 94 mdi di euro nell’ambito del TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation) con un tasso addirittura più conveniente di quello praticato alla Grecia, pari al riferimento più 10 punti, cioè lo 0,15 %. Bene, se non fosse per un piccolo dettaglio: quei soldi non sono mai arrivati alle pmi nostrane, tanto che il livello dei finanziamenti, anzichè aumentare in virtù di quei 94 miliardi, è diminuito di 13,4 mdi.

Ricapitolando. Soldi elargiti alla Grecia a gogò e senza garanzie, tassi di interesse ridicoli e periodi di restituzione biblici. Con i suoi piagnistei Tsipras potrà fare colpo sui TG, su certa stampa come il Manifesto, su Grillo e Vendola, ma è chiaro che quando si trova di fronte gli specialisti ragionier-rigoristi dell’Eurogruppo che sanno come effettivamente stanno le cose la musica cambia e non può certo accusare di vampirismo quelli che hanno favorito e privilegiato la Grecia in tutti i modi immaginabili. Per questo, non avendo argomenti, s’è alzato per tornare a casa a fare un po’ di populismo demagogico ed un bel referendum che in effetti era: “A noi servono soldi, ma secondo voi chi deve farsi carico della restituzione dei prestiti i greci (Oxi) o qualcun altro (Nai)? Esito del referendum : per il 61 % a favore dell’idea che i prestiti si continui ad erogarli, ma a fondo perduto perchè sarebbe un sacrificio troppo grande per i greci restituirli. Troppo facile così, anche se alcuni europertners, pur di chiudere la pratica (non la Merkel) hanno fatto intendere di essere disposti a cancellare molti di quei debiti a patto che la Grecia dimostri di “mettere la testa a posto”. Allora qual è il punto?

Il problema è Tsipras. Se avesse un pizzico di dignità politica si sarebbe presentato al tavolo di Bruxelles con credibili proposte di risanamento. Invece ci prende in giro tutti. In sei mesi del suo governo non solo non ha fatto mezzo passo sulla strada delle riforme, ma ha vanificato pure quello che era stato fatto dal suo predecessore a cui non sarebbe mancato moltissimo per completare il percorso. Tsipras è un uomo di sinistra atipico. Quelli della sua parrocchia di solito tagliano linearmente ed aumentano le tasse. Lui questo non lo ha fatto perchè non è capace di farlo. A chi le potrebbe far pagare le tasse? In Grecia non c’è un tessuto industriale sul quale far gravare l’Irap, nelle isole dell’Egeo nessuno paga l’Iva altrimenti l’unica industria greca, cioè il turismo, rischia di finire fuori mercato rispetto a quelle della Croazia, della costa romagnola, del Portogallo. I ricchi più ricchi sono gli armatori che le tasse non le pagano non perchè le evadano, ma proprio perchè non sono tenuti a pagarle. La scusa è che siccome le navi galleggiano e si spostano, se gli mettono le tasse è chiaro che salpino per altri lidi ben lontani dal Pireo.

Per risolvere questi problemi Tsipras non si è applicato, però ha trovato modo di far rientrare nella PA molte di quelle inutili risorse tenute a non far niente ed a non impedire che il 31 % dei nuovi pensionati avessero meno di 52 anni. Gli addetti nella PA greca sono in proporzione il doppio di quelli in Italia ed il triplo della media europea. Invece di sfoltire, Tsipras rimbosca le sue demagogiche clientele. Ma allora cosa vuole questo Tsipras? Lo ha detto lui chiaro e tondo intervenendo al Parlamento europeo, dove ha raccolto tanti fischi e qualche sporadico applauso. “I soldi prestati alla Grecia non sono finiti nelle nostre casse, ma in quelle delle banche dei nostri creditori. A noi non è rimasto nulla per lo sviluppo”. Beh, se uno chiede un prestito per pagare una cambiale non è che si possa lamentare che il titolo di credito sia stato soddisfatto direttamente con il creditore, a meno che quei soldi, una volta ricevuti con il falso pretesto di soddisfare un debito, si pensasse di dirottarli verso altri impieghi.

Ma poi di quale sviluppo parla? Se non fanno qualche riforma anti-spreco, almeno una qualche razionalizzazione, a cominciare da tasse e pensioni baby, in Grecia continueranno in eterno a pagare debiti con altri debiti e la crescita se la mangeranno gli interessi. Perchè Tsipras se non gli sta bene di risanare le finanze e fare qualche sacrificio non se ne esce dall’Europa? Del resto da Mosca gli è arrivata la brochure: “Non ti danno più credito? Sei protestato? Sei un cattivo pagatore? Rivolgiti con fiducia ai nostri sportelli, troverai ascolto e prestiti personalizzati secondo le tue esigenze”. Questo di Mosca è il suo asso nella manica. Però Tsipras vorrebbe che l’Europa assumesse verso una Grecia piena di parassiti mantenuti senza lavorare un atteggiamento assistenzialista. Un’Europa, cioè, che periodicamente provvedesse a ripianare i suoi debiti, cancellasse gli interessi e chiudesse un occhio sui privilegi di cui attualmente godono certi strati della popolazione greca. Del resto, tutti i debiti accumulati dalla Grecia in 5 anni sono inferiori alla perdita di capitalizzazione delle borse europee fatta registrare in un solo giorno quando perdono il 3%. Chi se ne accorgerebbe se questo si facesse?

Qui occorre fare una puntualizzazione : non è per niente vero che la Grecia sia quella derelitta che si vuol far credere in giro, e le cifre stanno lì a testimoniarlo. Nel ranking del Pil pro capite dei 19 Paesi dell’area euro la Grecia sino a pochi mesi fa occupava una posizione di centroclassifica, dodicesima su 19 e precedeva Malta, la Repubblica Slovacca, le tre repubbliche baltiche Estonia, Lettonia e Lituania, nonchè il Portogallo e la Slovenia. Poi è arrivato Tsipras e le cose sono precitate. Malta e Slovacchia hanno superato la Grecia che è ora incalzata da Portogallo, repubbliche baltiche e Slovenia. Se vuole, Tsipras provi a lamentarsi con i rappresentanti di questi Paesi, che pur più poveri della Grecia, senza fiatare hanno versato lacrime e sangue per risanare la propria finanza. Perchè adesso questi Paesi quasi approdati fuori dal tunnel dovrebbero accettare di esentare la Grecia dall’affrontare quelle stesse difficili situazioni che loro hanno affrontato e risolto con grande dignità ed a prezzo di grandi sacrifici?

Però nonostante tutto la Grecia rimane in Europa, ha fatto carte false nel senso letterale della parola per entrarci ed adesso farà di tutto per rimanerci. Perchè? Facile, perchè dove altro potrebbe trovare, se non nell’Eurozona, così tanto credito, ed a tassi irrosori, senza dovere offrire le dovute garanzie? E siccome sa che l’Europa in questo momento non può permettersi di perdere la Grecia, ci ricatta: tagliateci il debito, dateci altri 12 miliardi e noi promettiamo di fare qualche riformuccia. Poi una volta presi e sperperati i soldi ricevuti in “prestito” staremo nuovamente punto e daccapo a negoziare un quarto salvataggio della Grecia. Qui apriamo una parentesi. Perchè non possiamo permetterci di far uscire la Grecia? Semplice: l’Europa è ancorata al teorema dell’irreversibilità dell’euro. In effetti non si tratta di un vero teorema, perchè è una affermazione che non può essere dimostrata, ma piuttosto di una semplice congettura, cioè di una affermazione che è ritenuta vera da tutti perchè non si è mai dimostrata falsa.

Rosengarten

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Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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2 Comments

  • Sandro Cecconi Reply

    9 luglio 2015 at 6:52 pm

    Gentile Sig,ra Rosengarten,

    la ringrazio per aver pubblicato la fotografia reale di questa vicenda assurda e allucinante.

    Scadrà questa notte a mezzanotte il termine ultimo richiesto per l’ennesima volta dalla UE per ricevere finalmente un business plan dettagliato e puntuale di tutte le riforme che sono disposti a fare per proseguire un rapporto all’interno dell’unione. Personalmente sono sicuro che non faranno pervenire un fico secco, mi permetta questa licenza poetica, adducendo nuove scuse del tipo “la gatta di mia cugina è andata a trovare il cane di Varoufakis che era assente perché nel frattempo è andato a trovare il miciotto di Papandreu” o altre scuse alquanto idiote. Il tutto per arrivare a domenica al vertice dei 28 paesi per continuare a fare le solite sceneggiate da mentecatti credendo di poterci menare per il naso e continuare a fare altre richieste di danaro ancora più elevate dell’ultima, 12 MLD € che in soli due giorni è aumentata di oltre il 50%. La precedente risalente a lunedì della settimana corrente era stata di 7,8 MLD di €.

    Sui mercati finanziari si usa regolarmente attualizzare le perdite immediatamente e ricominciare da capo uscendo dalle posizioni definitivamente dalle posizioni che hanno prodotto dette perdite.

    Ad ogni modo l’ora X sta per scoccare, mancano solo poco più di tre ore.
    Poi per quanto riguarda il nostro paese non posso far altro che dover constatare che, come da me previsto lo scorso anno su questo blog, il punto infernale lo raggiungeremo proprio con quest’ultimo governicchio di incapaci come tutti i loro consulenti. Non li giudico in malafede, sono solo incapaci in tutto. Sono come “Cimabue, una ne fanno e ne sbagliano due” (vecchia reminescenza della pubblicità degli anni ’60 del 1900.

    Le auguro una buona serata.

  • marco Reply

    10 luglio 2015 at 3:52 pm

    Tutto vero. Il VERO problema però ce l’abbiamo noi che un’immensa “magna grecia” la manteniamo da sempre. Con i 53,5 miliardi di euro di residuo fiscale della Lombardia che, sommati a quello del Veneto e dell’Emilia Romagna porta a 100 miliardi di euro l’anno!!! E prima o poi i nodi vengono al pettine. Tutti.

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