Razzismo, la gaffe di Germano: falso il testo letto ai bimbi rom

imageElio Germano, attore figo, impegnato e perciò di sinistra, ha pensato bene di dare il suo contributo alla mobilitazione delle anime belle contro Salvini e il pericolo della destra intollerante e, soprattutto, ignorante.
Per questo ha realizzato un video contro il razzismo; ha preso un gruppo di bambini Rom sullo sfondo di una roulotte, si è seduto in mezzo a loro e ha iniziato a leggere un documento con tono recitato (come si addice ai grandi attori) e l’aria di chi sta svelando al mondo una verità nascosta ma scontata.
Il testo è una descrizione offensiva e razzista degli italiani emigrati in America agli inizi del ‘900, definiti ladri, puzzolenti, stupratori, abituati a vivere dentro baracche fatiscenti e organizzati secondo regole di clan. Elio Germano spiega che quel testo è un documento dell’allora Ispettorato per l’Immigrazione degli Stati Uniti.

L’obiettivo dell’attore è ovvio: dimostrare che certi italiani di oggi sono razzisti verso gli immigrati e i Rom, come lo erano gli americani verso gli italiani all’inizio del secolo.

UN FALSO?
Tutto molto bello e politically correct, se non fosse che, a quanto pare, quel documento è una patacca, un falso.

Il testo, che gira da molti anni su internet, fu già utilizzato nel 2013 da Roberto Saviano (uno che di patacche se ne intende) nel salottino televisivo di Fabio Fazio.
Paolo Attivissimo, il noto scopritore di bufale sul web, sconfessò il documento già nel 2009.

Più recentemente, Carlo Giovanardi, l’agguerrito deputato di centrodestra, ha pubblicato il vero documento originale della Commissione Dillingham sull’Immigrazione, che non contiene nulla di quanto letto dagli antirazzisti di mestiere, ma al contrario è un’attenta analisi dell’immigrazione italiana del periodo.

Che giudizi sprezzanti e spesso offensivi contrassegnassero l’opinione pubblica americana nei confronti degli italiani (soprattutto meridionali) è cosa appurata storicamente da diversi studi. Ma quel documento che i fulgidi artisti di sinistra si passano di mano in ogni occasione per dare del razzista a chiunque contesti l’immigrazione clandestina, è una patacca degna della loro inutile demogogia.

Giampaolo Rossi

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8 Comments

  • francesco Reply

    1 marzo 2015 at 3:42 pm

    Chist é proprio un imbecille zecca sinistrato farai molta carriera come attore si ma do cessò.

  • Anna Maria Reply

    1 marzo 2015 at 9:50 pm

    Quanta malignità, la sinistra non cambia mai..

  • attilio Reply

    2 marzo 2015 at 9:44 am

    la sinistra e’ fomentatrice d’odio ed inaffidabile.

    • carla Reply

      3 marzo 2015 at 11:07 am

      E figuriamoci la destra, per quanto oggi fa ridere il fatto di credere che ci sia una destra e una sinistra, in realtà insieme se ne lavano le mani come Ponzio Pilato dei nostri drammi, questa è la realtà.

      • Paolo Reply

        3 marzo 2015 at 6:13 pm

        La Demagogia pregna di servilismo, che è il vero oggetto dell’ articolo (nonchè il comportamento messo sotto accusa dall’ articolista) è tipica e caratterizzante di un determinato schieramento o – se preferisce – di una determinata linea di pensiero il cui nome, se il dualismo sinistra-destra non piace più, non suona più attuale, si può cambiare. Quello che non cambia, è la sostanza.

  • ambassa Reply

    3 marzo 2015 at 9:52 am

    Lasciando da parte momentaneamente la questione dell’autenticità della specifica citazione, la discriminazione nei confronti degli italiani e degli stranieri non nordeuropei negli Stati Uniti dell’epoca è comunque ampiamente documentata, come segnalano anche i commenti all’articolo di Sarubbi[6].

    Il libro Storia dell’emigrazione italiana riporta citazioni non certo entusiasmanti. Anche il testo Some Aspects of Italian Immigration to the United States, di Antonio Stella (1924), segnala la pessima reputazione degli immigrati italiani, notando che le statistiche dimostrano che è immeritata. Un altro titolo che viene fuori cercando parole chiave inglesi attinenti alla citazione è Italian-Americans and their communities of Cleveland, di Gene P. Veronesi (1977), che cita i casi del tenente Petrosino e di Sacco e Vanzetti e alcuni stralci dei nastri dello scandalo Watergate nei quali il presidente Nixon rivela un fortissimo sentimento anti-italiano[7].

    Il libro L’orda di Gian Antonio Stella (Rizzoli) raccoglie un vasto campionario di citazioni da varie pubblicazioni americane di quegli anni, che tracciano un atteggiamento duramente razzista, anche delle autorità, nei confronti degli stranieri e sottolineano la discriminazione che si faceva all’epoca fra italiani del nord e italiani del sud. Tanto radicata che persino le tabelle statistiche dei monumentali rapporti della Immigration Commission riportano due dati distinti per i due gruppi d’italiani.

    Vera o fasulla che sia, insomma, la citazione rispecchia comunque fedelmente il sentimento dell’epoca. Se è inventata, è perlomeno verosimile.

    • carla Reply

      3 marzo 2015 at 11:11 am

      Ambassa mi trovo assolutamente d’accordo

    • Paolo Reply

      3 marzo 2015 at 6:19 pm

      Tali opere, riportano in dati anche l’ incidenza sullo sviluppo della criminalità (soprattutto organizzata) che l’ immigrazione (di origine italiana) ha avuto negli Stati Uniti? Le dice niente il nome di un tal Alphonse Capone, di non compianta memoria?

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