Regionali: mi gioco un terno secco per rilanciare il centrodestra

berlusconi-salvini-meloni-ape10Riceviamo e pubblichiamo…

Assisto con crescente depressione a quanto sta combinando il cosiddetto “centrodestra” nella partita delle prossime regionali.
Attenuante generica: non è facile per nessuno tenere insieme chi si pone rispetto a Renzi in posizione fortemente contraria (Lega e Fratelli d’Italia), totalmente subalterna (Ncd) oppure a volte contraria e a volte subalterna (Forza Italia).
La sensazione è che l’attenuante venga però spazzata via dalla assoluta mancanza di lucidità che alberga tra i contendenti.
Prendiamo Matteo Salvini: ha portato i sondaggi della Lega al 15%, te lo trovi in tv a colazione pranzo e cena, forte dell’onda che cresce sbertuccia Berlusconi considerato ormai “il vecchio”.. Poi finisce a litigare con Tosi per beghe di cortile (qualche consigliere regionale in più o in meno… anche se il sospetto che ci sia dietro altro prende corpo) e così si riconsegna mani e piedi al “vecchio” il quale, in cambio dell’ormai indispensabile sostegno a Zaia, impone nientepopodimenoche Toti (!!!) come candidato governatore della Liguria. A proposito, cosa impedisce al Cav di vedere che il ragazzo proprio non ha il quid?
Viene così sacrificato il bravo Edoardo Rixi, vice di Salvini e candidato in pista da settimane, e soltanto il tempo dirà se Salvini sarà riuscito a placare le ire della base ligure della Lega.
Non solo, Salvini in ossequio all’accordo del Cav con Ncd rimanda ancora l’ormai mitologico “sbarco al sud” rinunciando a presentare proprie liste in Puglia e Campania (lo aveva già fatto in Calabria a novembre). Forse in fondo gli fa pure comodo per evitare di imbarcarsi altri vecchi arnesi chiacchierati o professionisti del Salta-fosso (ogni riferimento è puramente voluto).
In compenso in Toscana, per preservare la purezza identitaria intaccata dal sostegno ligure a Toti, la Lega correrà da sola.. Anzi tutti correranno da soli.
La Lega con il milanese Claudio Borghi (alla faccia del partito del territorio), bravo economista anti-Euro dalle lontanissime (forse troppo lontane) discendenze senesi, a suo agio con numeri e lavagne ma forse un po’ meno con i guai di una regione da sempre monocolore rosso.
Forza Italia non si sa ancora bene con chi, ma in fondo non importa, ciò che conta è non disturbare il manovratore Renzi tantomeno a casa sua (e di Verdini).
D’altronde fu così anche lo scorso anno in Piemonte quando il gigante di Marene (al secolo l’ineffabile Guido Crosetto di FdI) si vide preferito un candidato qualsiasi di Forza Italia pur di non infastidire il renziano Chiamparino; figuriamoci se poteva essere diverso in Toscana.
Restando in casa dei Fratelli d’Italia, da mesi si aggira per la Toscana un rompiscatole di nome Giovanni Donzelli. Parlantina e gusto per la battuta tipici dei fiorentini, il ragazzo (quand’è che in Italia si potrà smettere di essere considerati degli sbarbati a quasi 40 anni?) è il capogruppo uscente della Meloni in regione, uno dei pochi che l’opposizione a Rossi e a Renzi l’ha sempre fatta e conosce ogni malefatta della ditta. È stato il primo a dire “io ci sono” ma i veti dei Verdini e dei Matteoli (ancora loro?!) lo hanno impallinato.
E così si attraversa l’Appennino e si giunge nelle Marche, dove si consuma il capolavoro. Qui l’ideona è candidare per il centrodestra il governatore uscente del centrosinistra. Si si, proprio così. Tale Gianmario Spacca, che ha rotto con il Pd per nobili motivi: dopo dieci anni da governatore gli hanno negato il terzo mandato e lui si è fatto una sua lista per candidarsi contro il Pd, senza nemmeno avere il buongusto di fare finta di litigare un paio di mesi fa, magari di dimettersi.. Ma no, perché mai?!
Lega e FdI non ci stanno e così anche lì, a meno di clamorosi ravvedimenti dell’ultimo minuto, si andrà spacca-ti e il Pd rivincerà a mani basse.
Tralasciamo per carità di patria l’Umbria dove i “vertici” ci hanno messo due mesi per farsi andare bene l’unico candidato spendibile che c’era, la Puglia dove più o meno era accaduta la stessa cosa salvo che ora ci si è messa la grana Fitto a complicare le cose.. E lasciamo perdere pure la Campania dove in teoria tutti stanno con Caldoro ma Caldoro non sta con tutti.
Nel delirio sopra descritto l’unica certezza rimane Ncd la cui stella polare non cambia da regione a regione: stanno dove possono acchiappare.
Orbene, la fotografia impietosa l’abbiamo fatta.. Ma ho pure una proposta!
Cari Silvio, Matteo e Giorgia… facciamo che abbiamo scherzato, resettiamo tutto e proviamo a ricostruire?!
Invece di catapultare milanesi in Toscana, apolidi in Liguria, sinistri nelle Marche e chi più ne ha più ne metta… Invece di dividersi su candidati scarsi e regalare al già svogliato elettore di centrodestra la scusa buona per preferire il mare ai seggi (si vota il 31 maggio, attenzione!) e alla sinistra la vittoria facile… Perché non proviamo a ripartire da candidati freschi, credibili e radicati sul territorio?
Io un’idea ce l’avrei: Edoardo Rixi in Liguria, Giovanni Donzelli in Toscana e Guido Castelli (confermatissimo sindaco di Ascoli, uno dei pochi che quando va in tv a nome di Forza Italia non ti fa vergognare) nelle Marche.
Cencelli onorato, territorio rispettato e merito valorizzato… Mica poco di questi tempi!
Insomma mi gioco il terno secco sulle tre ruote di Genova, Firenze e Ancona.. A naso scommetto che Giorgia ci starebbe… E voi due, Silvio e Matteo, volete rinsavire?

Franco Tiratore

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2 Comments

  • giuseppe Reply

    8 aprile 2015 at 1:39 pm

    complimenti a Franco Tiratore, quoto tutto anche i candidati alle Regioni Liguria, Toscana,Marche, si potrebbe sperare in almeno due delle tre Regioni. Bisognerebbe farlo capire ai 3 Leader!

  • attilio Reply

    9 aprile 2015 at 8:14 am

    Lo trovo un ragionamento da seguire,per avere speranze.

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