Renzi e il vizio di prendersi meriti non suoi

MATTEO-RENZI_12_resizeQuello di Matteo Renzi di appropriarsi di meriti altrui è proprio un vizio: l’altro giorno ha presenziato all’inaugurazione di un valico autostradale come se l’opera l’avesse voluta lui quando in realtà è stata voluta e decisa da Prodi e Berlusconi. Alessandro Sallusti nel suo editoriale su Il Giornale ha bacchettato il premier.

di Alessandro Sallusti

Matteo Renzi ieri ha tagliato il nastro della variante di valico, la nuova autostrada veloce che collega Bologna a Firenze. Si è preso tutti i meriti, alla faccia di «quelli che non ci credevano». La verità è che se c’è un’opera con cui Renzi non centra un tubo questa è proprio la variante, immaginata da Prodi e avviata e costruita per la maggior parte sotto i governi Berlusconi. È come con l’Expo di Milano, voluto da Letizia Moratti e dal governo Berlusconi, osteggiato per tutta l’incubazione dalla sinistra ma ora, per magia, fiore all’occhiello e vanto dell’Italia e della Milano renziana. Renzi si fa bello con le visioni e il coraggio altrui, ruba inaugurazioni ma si dimentica di pagare chi le autostrade e le grandi opere le costruisce. È di ieri infatti il nuovo grido di allarme dei costruttori sugli insostenibili ritardi con cui le amministrazioni pubbliche saldano i loro debiti. Le banche pressano, sviluppo e occupazione sono a rischio ma dallo Stato, così fiscale e tempestivo a volte oltre la voracità quando si tratta di chiedere il dovuto non arrivano risposte. Un anno e mezzo fa Renzi aveva giurato in diretta tv che i debiti li avrebbe pagati nel giro di tre mesi e qualcuno ci aveva pure creduto. Manco a dirlo, alla prova dei fatti l’annuncio si è dimostrato l’ennesima bugia.È incredibile: ogni volta in cui si arriva al «vedo» si scopre che la verità non coincide mai con la narrazione del premier. È accaduto, sempre ieri, anche sul recente pasticcio del salvataggio delle quattro banche in fallimento. Dal carteggio, messo a disposizione, tra governo italiano e Commissione europea, si evince sì che l’Europa abbia messo vincoli alle modalità del salvataggio, ma anche che abbia lasciato pilatescamente a Renzi la possibilità di decidere in autonomia. Insomma, è chiaro che se avesse avuto più lucidità e coraggio, se il suo peso in Europa fosse quello che il premier vuole far credere, il governo avrebbe potuto rischiare di adottare soluzioni meno traumatiche per i risparmiatori.Favola per favola, meglio l’originale, quella di Babbo Natale che stanotte riempirà le case di doni. Teniamocela stretta, questa, fino a che ce lo permetteranno. E difendiamola dallo scellerato attacco lanciato in nome di un falso multiculturalismo. Penso che tutti noi ci meritiamo uno stacco dalle vicissitudini quotidiane.

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