Rete Liberale commemora Ronald Reagan con un convegno alla Camera dei Deputati

ancora Gorbaciov e ReaganIl movimento Rete Liberale, in occasione del decennale della morte di Ronald Reagan, ha organizzato un evento su ” Ronald Reagan e la rinascita conservatrice” – 7 Maggio, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati. Ne parliamo con il Presidente di Rete Liberale Riccardo Lucarelli.
Presidente, perché un convegno su Reagan?
Rendiamo omaggio attraverso un convegno di approfondimento allo statista che più di tutti, insieme a Margaret Thatcher e Giovanni Paolo II si batté per il crollo del regime sovietico. Da attore hollywoodiano a rappresentante politico di un’America che pareva lasciata senza voce, Reagan non è stato solamente “il grande comunicatore” ma ha saputo incarnare la migliore tradizione del conservatorismo americano, quella schierata a difesa della libertà individuale e della proprietà privata.

Qual è il nesso con la situazione odierna?
Lo stato in cui oggi versa l’economia italiana è simile a quello che Reagan ereditò appena insediatosi alla Casa Bianca: un’economia ai minimi storici ed uno statalismo in espansione. Egli invertì la pericolosa piega che stava prendendo il sistema statunitense e la sua frase: ”Lo Stato è il problema non la soluzione” è esemplificativa. Attuò una politica economica conosciuta ai più come Reaganomics il cui scopo era quello di limitare i poteri statali liberando le forze produttive dai vincoli che fino a quel momento erano stati imposti -Reagan sapeva benissimo che un governo non può controllare l’economia se non controllando le persone- in modo da stimolare la crescita.
Le mosse che l’Americano per eccellenza fece per risollevare la crescita economica e da cui dovremmo prendere esempio:
1) riduzione dell’aumento del debito pubblico;
2) riduzione delle tasse sia sul lavoro che sui redditi da capitale;
3) riduzione della regolamentazione dell’attività economica;
4) controllo dell’offerta monetaria e riduzione dell’inflazione.
Quella che attuò Reagan fu proprio una rivoluzione liberale che segnò un contraccolpo per l’utopia egualitaria di marca statalista, che si proponeva di realizzare l’uguaglianza con lo strumento della leva fiscale o se vogliamo con la mano livellatrice dello Stato.

L’evento previsto per il 7 maggio alle ore 17,30 vedrà come moderatore Arturo Diaconale, direttore del quotidiano “L’Opinione” e gli interventi di Marco Respinti saggista e studioso del pensiero conservatore, di Mario Segni, già Deputato e docente di Diritto Civile presso l’Università di Cagliari, e di Antonio Martino già Ministro degli Esteri e della Difesa.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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1 Comment

  • giuseppe Reply

    17 aprile 2015 at 9:59 pm

    Mi ricordo quando si presento’ alle elezioni, ero uno dei pochi che tifavano per Lui. Grande Uomo, Grande politico, Grande Statista. A dispetto di quanti, anche nel PLI, non avrebbero scommesso una Lira per le Sue vittorie.

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