Sarà la storia a giudicare Napolitano un pessimo presidente

Napolitano“I giudizi di Berlusconi su di me sono ignobili e dovrebbero indurmi a querelarlo  se non volessi evitare di affidare alla magistratura giudizi storico-politici; se non mi trattenesse dal farlo un sentimento di pietà verso una persona vittima ormai della proprie, patologiche, ossessioni”. Nonostante siano passate un paio settimane dalla lettera che Giorgio Napolitano scrisse rabbiosamente a Paolo Romani per contestare alcune dichiarazioni di Berlusconi sulla caduta del suo governo nel 2011, le parole dell’ex presidente della Repubblica suonano ancora oggi come una beffa.

Ieri la Consulta ha bocciato ancora una volta il governo Monti, figlio del pensiero politico di Napolitano. A pochi mesi dalla sentenza sul blocco della rivalutazione delle pensioni, la Corte Costituzionale ha stabilito che la decisione di anticipare la prescrizione della lira è illegittima. Una misura contenuta nel decreto legge 201 del 2011, il cosiddetto Salva Italia (anche se ha salvato poco), emanato dal governo Monti, per estinguere titoli del debito pubblico. Secondo la sentenza della Consulta la scelta di Monti viola principi di tutela dell’affidamento e di ragionevolezza di cui all’art. 3 della Costituzione.

L’ennesimo danno per il Paese e per i cittadini italiani. E non è certo il primo. E’ difficile dimenticarsi gli esodati, la reintroduzione della tassa sulla prima casa, la subalternità politica alla Merkel in Europa, l’arroganza dei tecnici, la distruzione di migliaia di imprese, eccellenze del made in Italy. La colpa è naturalmente di Mario Monti, ma sopratutto di Giorgio Napolitano. E’ lui che ha fatto e disfatto la tela della politica italiana a seconda dei propri gusti, è lui che ha tirato giù l’ultimo governo votato in un’elezione democratica, è lui che ci ha regalato il trio delle meraviglie Monti-Letta-Renzi. Sono cose gravi alle quali penserà la storia. Sarà essa a giudicare Napolitano un pessimo presidente della Repubblica. Il peggiore, probabilmente.

@eugcipolla

 

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8 Comments

  • gbravin Reply

    6 novembre 2015 at 6:55 pm

    Lungi da me assurgere a difensore di Giorgio Napolitano e del suo operato, da studente universitario a senatore! Pero’ devo fare due precisazioni> il nome di Monti e Renzi furono imposti dai finanziatori esteri, che volevano i loro prestiti restituiti alle scadenze prefissate. Sarkozy e Merkel ridacchiavano per Berlusconi, perche’ ne conoscevano gia’ la prossima fine. Il nome Renzi, figura a pag. 10 e 11 di un documento UBS, stilato il 7/1/2014, quando avevamo ancora Letta!
    Eurozone economy 2014 Outlook

    • Sonia Toni Reply

      11 novembre 2015 at 3:15 pm

      se è per questo, gli investitori stranieri hanno provato a vessare anche altri stati ma mica tutti i presidenti hanno stracciato la loro Costituzione per accontentarli. napolitano ha una storia politica che fa rabbrividire per tutte le porcherie che ha commesso da quando, dalla gioventù fascista è poi passato al Pci massacrando Berlinguer quando ha cominciato a porre il problema della questione morale all’interno dei partiti. una pezza da piedi.

      • gbravin Reply

        11 novembre 2015 at 5:49 pm

        Per Sonia. Ci aggiunga pure che Giorgio Napolitano ebbe due figli. Uno, Giulio Napolitano ebbe una relazione con Marianna Madia, ora Ministro per la semplificazione etc.

  • Alberto Reply

    8 novembre 2015 at 12:36 pm

    Di solito, nel bene e nel male, sono solo i Grandi ad essere giudicati dalla Storia e non certo quelli che abbassano nottetempo il ponte levatoio del castello per far entrare gli assedianti senza combattere. Veda lui in quale categoria si riconosce.

  • Frank Reply

    8 novembre 2015 at 1:14 pm

    Quello che Napolitano fece fu un vero e proprio colpo di stato. Con un presidente del consiglio in carica, lui complottò con la Merkel, De Benedetti e il presidente dell’Unicredit, per soppiantarlo con Monti. A seguito di questo patto scellerato, la Germania gettò sul mercato una montagna di nostri titoli del tesoro facendo salire vertiginosamente lo spread, cosa che convinse l’ignaro Berlusconi a rimettere il mandato nelle sue mani. Questa azione fu un infamia che la storia non potrà sottacere. E dire che Napolitano può definirsi un “collega” di Luigi Einaudi…

  • francesco Reply

    9 novembre 2015 at 5:30 pm

    il premier perche non lo eleggie….il popolo…domanda..vorrei una risposta..se non e possibile…non importa ciao

  • santino Reply

    11 novembre 2015 at 1:32 am

    Una delle lote piú lote che la storia possa ricordare

  • Giancarlo Reply

    14 novembre 2015 at 1:24 pm

    Se la giocava alla pari con scalfaro, in quanto ad infamia irraggiungibile, ma purtroppo è riuscito abbondantemente a superarlo. Se esiste un’inferno lui avrà un posto in prima fila, ma gli auguro una lunga vita e con ogni tipo di sofferenza prima della sua graditissima dipartita. Amen

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