Sardegna: l’Assessore della giunta Pd chiede 485.000€ di contributi regionali per la sua azienda

Elisabetta-Falchi-.

L’agricoltura è una delle poche attività per la quale gli stati membri dell’Unione Europea possono erogare fondi alle aziende senza che essi siano considerati aiuti di stato e quindi illegittimi in base ai trattati. Addirittura è la stessa UE che stanzia una quota rilevante del proprio bilancio (per il 2014-2020 il 38%, pari a 362,79 mld di euro) da destinarsi alla “politica agricola comune” (PAC) attraverso le misure di finanziamento previste dai piani di sviluppo rurale che ogni regione è tenuta ad approvare di concerto con la Commissione.

Gli Assessorati regionali dell’Agricoltura sono chiamati a gestire i fondi europei (ai quali si sommano quelli statali e regionali) destinati all’agricoltura. Chiaro che, in un quadro come questo, la nomina ad Assessore di un imprenditore agricolo può far storcere il naso a qualcuno per l’evidente conflitto d’interesse che si viene a creare. Questo non è avvenuto in Sardegna dove il centro sinistra, dimenticandosi del polverone alzato per 20 anni contro Berlusconi, ha nominato Assessore dell’Agricoltura una imprenditrice agricola titolare di due aziende, una di famiglia e l’altra intesta a se stessa.

Secondo quanto riportato dalla stampa isolana, l’Assessore Elisabetta Falchi (una delle più importanti imprenditrici risicole dell’Isola già segretaria regionale di Confagricoltura) avrebbe richiesto di accedere ai finanziamenti della Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”. Un contributo di 185.000€ per l’azienda di famiglia, “Azienda agricola Falchi società semplice”, e 300.000€ (il massimo erogabile) per l’altra azienda intestata esclusivamente a lei. Delle circa 4000 richieste inizialmente pervenute oltre 1500 non sono state ammesse al contributo perché mancava la copertura finanziaria. Tra le domande escluse anche quelle presentate dalle aziende della Falchi.

Però non tutto è perduto! Con un decreto firmato dall’Assessore stesso a novembre 2014 (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20141124132348.pdf) viene disposto lo scorrimento della graduatoria che ha causato un ripescaggio, guarda caso, delle due aziende che fanno capo alla Falchi. Sia chiaro, in questa pratica non c’è niente di irregolare. Far scorrere le graduatorie è un sistema che si usa spesso al termine dei 7 anni di vigenza del PSR per evitare il disimpegno automatico dei fondi comunitari. Però, come diceva qualcuno più scafato di me, “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”.

@AntonioIatalese

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