Sardegna: lo strano caso della Giunta dei Prof

FRANCESCA BARRACCIULo potremmo definire lo strano caso della Giunta dei Prof. Prima delle elezioni regionali di gennaio 2014 infatti il centro sinistra pensò bene di rimpiazzare la vincitrice delle primarie Francesca Barracciu (ora sottosegretario alla Cultura), che aveva appena ricevuto un avviso di garanzia per peculato nell’ambito dell’inchiesta per l’utilizzo dei fondi dei Gruppi consigliari, con Francesco Pigliaru professore di economia politica dell’Università di Cagliari nonché già Assessore della Giunta Soru. Con la vittoria delle elezioni il Prof. ha nominato 12 assessori di cui ben 6 sono suoi colleghi. Pertanto la Giunta regionale della Sardegna è formata per sette dodicesimi da professori universitari tanto che è stata rinominata il “Senato Accademico di viale Trento” dall’opposizione in Consiglio regionale. Inutile dire che all’indomani dell’insediamento le aspettative da parte degli studenti sardi erano notevoli. Aspettative ampiamente disattese in un solo anno di governo. Anzi pare quasi che la Giunta dei Prof. si stia accanendo contro gli studenti!

Il primo segnale ostile venne dato a novembre col l’approvazione della legge di assestamento del bilancio grazie alla quale la Giunta ridusse del 25% (un milione e mezzo di euro) il fondo unico per l’università diffusa mettendo così a rischio l’esistenza dei corsi universitari attivati nelle sedi distaccate di Oristano, Nuoro e Iglesias. Altre due bastonate sul capo degli studenti universitari arrivarono con due delibere approvate a dicembre 2014. La prima con la quale Pigliaru ha aumentato la tassa per il diritto allo studio universitario del 125% (è passata da 62€ a 140€ per ogni studente) e la seconda con la quale sono stati introdotti nuovi (e discriminanti) criteri per l’attribuzione degli assegni di merito. I nuovi criteri prevedono che solamente gli studenti sardi iscritti in facoltà dell’area scientifica possano presentare la domanda per ricevere gli assegni di merito (fino a 6.000€ annui a studente) escludendo di fatto dal novero dei concorrenti il 75% degli studenti sardi. Decisione che ha suscitato le proteste di tutti gli studenti e addirittura un ricorso al TAR promosso dall’associazione studentesca “Ajò!”

Nella finanziaria approvata a fine gennaio la solerte Giunta dei Prof. ha proseguito la sua opera di distruzione andando a tagliare 3 milioni e 200 mila euro per il finanziamento dei programmi di mobilità studentesca internazionale attivatati sulla base dei programmi comunitari (ossia il programma ERASMUS) e azzerando totalmente i fondi per il corso di architettura attivato ad Alghero. Norma, quest’ultima, che è stata cambiata grazie all’approvazione, con voto segreto, di un emendamento presentato dalla minoranza per destinare 300 mila euro al dipartimento di Architettura. Emendamento sul quale il Presidente Pigliaru aveva espresso parere negativo prima del voto in Aula. La situazione poco rosea degli studenti universitari è aggravata dalla necessità di “posti letto”. Le “case dello studente” attualmente sono obsolete, mal collegate rispetto ai poli dell’ateneo, insufficienti qualitativamente e quantitativamente. A fronte dei circa 15.000 studenti fuori sede, la città offre a disposizione meno di 900 posti letto. In pratica un posto letto ogni 17 studenti fuori sede! Nonostante questa esigenza l’ERSU (ente regionale per il diritto allo studio universitario) continua a tenere chiusa la casa dello studente di via Roma per lavori di rifacimento degli impianti idrico sanitari che (secondo l’appalto) dovevano essere conclusi il 21/12/2014: BEN TRE MESI FA!

Oltre ai disastri in ambito universitario la Giunta sta per mettere mano anche alle scuole elementari attraverso il contestatissimo “Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2015/2016” che prevede la soppressione di 29 “pluri classi” in altrettanti Comuni della Sardegna. Stiamo parlando di comuni delle zone interne, difficilmente raggiungibili nei quali togliendo le “pluri classi” non si fa altro che attenuare la, già flebile, presenza dello Stato nel territorio.

Visto l’accanimento della Giunta dei Prof. contro gli studenti la domanda sorge spontanea: ma questi benedetti ragazzi cosa combinavano ai Prof. quando erano in classe?

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