Scandalo corvi in Vaticano: è la renziana Chaouqui una delle gole profonde

 

o-FRANCESCA-IMMACOLATA-CHAOUQUI-facebookFrancesca Immacolata Chaouqui, la donna arrestata dalla gendarmeria vaticana con monsignor Angel Vallejo Balda, segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, è, secondo l’accusa, con il primo, la passacarte di documenti riservati sulle finanze vaticane, tutta farina finita nel sacco dei due giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, in uscita con due libri a tema.

Francesca Immacolata, rilasciata dalla gendarmeria vaticana e ancora sotto interrogatorio – si dice stia collaborando –, piaceva alla gente che piace. Renziana di ferro, frequentatrice della Leopolda, il 24 ottobre 2014 annunciò, urbi et orbi via Twitter: “Io domani vado alla #Leopolda5 a cercare di costruire qualcosa, non al corteo ad urlare”. Twittarola, non c’era tweet di Renzi che non rilanciasse. Tweet di Renzi, di Luca Lotti, di Davide Serra, di Marianna Madia, di Beatrice Lorenzin…

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Combattuta fra il rosario e le pose da femme fatale, nemica giurata di Ignazio Marino, collaboratrice del quotidiano La Croce di Mario Adinolfi, chiamava “capo” Papa Francesco, come nel suo tweet del 14 luglio 2014: “Buon viaggio a te che sei la persona più grande che conosca. Ti voglio bene, capo”.

Era stato proprio Papa Francesco a nominarla, nel luglio 2013, su raccomandazione di monsignor Angel Vallejo Balda, che ne era segretario, membro laico della Cosea, la commissione referente per lo studio dei problemi economici e amministrativi della Santa Sede.

Dopo la nomina, fu tutto un salire sul carro di questa calabrese di San Sosti, nel cosentino, di madre italiana e padre francese di origini egiziane. Sul suo carro salì subito Gianni Riotta, ex direttore de IlSole24Ore, che il 21 luglio via Twitter augurò buon lavoro alla “donna che Papa Francesco” aveva scelto per “riformare il Vaticano e i suoi bilanci”.

Lei, che il 19 luglio via Twitter offriva tutto il suo cuore, la sua fede, il suo impegno, la sua professionalità al servizio della Chiesa e del Santo Padre, si sarebbe vantata, da lì a poco, della sua amicizia con Nuzzi, nonché di aver accesso a documenti riservati. Chiacchierata in Vaticano durante il primo Vatileaks, ora la renziana d’Oltretevere è stata individuata, con il monsignore che le aveva aperto la scalata, come il corvo responsabile della seconda fase dello scandalo.

E chissà che dietro il nuovo Vatileaks non vi sia la vendetta del monsignore, lui che, sciolta la Cosea, ambiva al vertice della nuova Segreteria per l’Economia, istituita da Papa Francesco. Un incarico sfumato.

@SECarnemolla

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3 Comments

  • Paolo Reply

    2 novembre 2015 at 9:00 pm

    Ennesima raccomandata, e montata di m… 🙁 🙁 🙁

    • Stefania Elena Carnemolla Reply

      2 novembre 2015 at 9:53 pm

      Una donna tutta casa e chiesa, persasi nel tragitto

      • Paolo Reply

        2 novembre 2015 at 10:25 pm

        Sì, ha ragione 😉

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