Se Mafia capitale è di “destra”, perché Buzzi votava Pd?

buzzi-marino-nieri-1Mala tempora currunt se uno come Matteo Orfini, ex dalemiano ubriacato dal renzismo imperante e simbolo del fallimento del Campidoglio a trazione Nazareno, dopo la manifestazione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Bologna e quella della neonata Sinistra Italiana a Roma, sprezzante, ha fatto capire che la salvezza dell’Italia è il Pd.

E allora, un po’ di amarcord. È il 29 maggio 2014 e Salvatore Buzzi, boss capitolino delle cooperative rosse, corruttore di amministratori piddini, fra cui ex veltroniani, parla all’assemblea di bilancio del gruppo 29 Giugno, convocata, per l’occasione, in Via del Frantoio, “sede stabile” dirà Buzzi “di centri accoglienza rivolti ad immigrati, rifugiati, richiedenti asilo”. Personaggio assai in voga, Buzzi, tanto che anche Simona Bonafè, oggi parlamentare europea renziana, andò a visitare i suoi cantieri.

Il 29 maggio in platea c’era anche Mattia Stella, pupillo del sindaco Ignazio Marino, finito nella polvere per i suoi abboccamenti con Buzzi. Un’assemblea cui era stato invitato anche Mirko Coratti, presidente Pd dell’Assemblea capitolina, oggi agli arresti, come il suo compagno di partito, l’assessore Daniele Ozzimo, anche lui invitato. Ed erano stati invitati anche i consiglieri Anna Maria Cesaretti di Sel, Francesco D’Ausilio del Pd e Mino Di Noi di Movimento Cantiere Italia, tutti impegnati, con i primi, nel concomitante “Consiglio Comunale di Roma”.

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Gongolante per gli affari, Buzzi concluderà il suo intervento, ricordando la vittoria del Pd alle Europee: “A pochi giorni dalla straordinaria affermazione del Partito Democratico alle elezioni europee, premiato soprattutto per le istanze di rinnovamento promosse con coraggio e determinazione, anche noi vogliamo essere parte attiva del cambiamento in corso con l’esempio del nostro lavoro e del nostro agire”. Non ci sono dubbi per chi abbia votato Buzzi e con lui la sua galassia.

È in questa occasione che Buzzi rivolgerà gli ormai famosi auguri di buon lavoro al “ministro Giuliano Poletti, nostro ex Presidente nazionale che più volte ha partecipato alle nostre assemblee”, quindi al “Governo Renzi affinché possa realizzare tutte le riforme che si è posto come obiettivo, l’unico modo per salvare il nostro Paese dalla stagnazione e dall’antipolitica”.

@SECarnemolla

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