Sfumature tedesche di aiuto umanitario per i greci

imageCosa sono gli aiuti umanitari? Viene da pensare al cibo per gli affamati, l’acqua per gli assetati, coperte e ambienti riscaldati per gli assiderati. Destinati a masse di disgraziati cui cause di forza maggiore hanno tolto i mezzi per reagire. Nella memoria scorrono l’uragano Mitch nell’America centrale del 1998, lo tsunami nell’Oceano Indiano del 2004, le inondazioni in Pakistan e Sudan del 2010, il terremoto e tsunami del 2011 in Giappone. Però ci sono altri tipi di aiuti umanitari. Per così dire, non richiesti. Vedi quelli destinati all’Afghanistan dopo l’invasione che cacciò i Talebani nel 2001; o quelli del 2011 per la maggioranza dei libici che non aveva chiesto l’accoppiata prima-bombe, dopo-pacchi viveri. Neanche le masse di rifugiati siriani volevano assaporare aiuti umanitari e colpo di stato. L’Europa non riesce a distinguere tra i due casi di aiuto. Sarà perché non riesce a dire guerra ma solo “mantenimento della pace”.

L’aiuto umanitario del secondo tipo c’è sempre stato. E’ la prassi dell’incidente organizzato e della missione di ordine e concordia, che finisce nell’occupazione militare. Ultimi esempi, Georgia, Ucraina e Medio Oriente. La commissaria europea competente, la bulgara Georgieva, spende, in aiuti, un miliardo l’anno in 90 paesi. Come dire mezzo miliardo per i guai veri e mezzo per guerre. E la seconda cifra è largamente sottostimata. La confusione dei concetti ora induce a strane idee. Se potessero, molti a Bruxelles, porterebbero l’aiuto umanitario in Crimea, se non addirittura a Mosca, dove le locali organizzazioni gay avrebbero tutti i diritti (europei) di richiederlo. Altri lo farebbero in Iran. Molte donne occidentali costrette al velo lo vorrebbero per l’Arabia Saudita. Il degrado lo farebbe richiedere anche a molti italiani. Non è fattibile però; l’aiuto umanitario invadente prescinde o addirittura va contro il governo dei popoli da soccorrere, come in Ruanda, Somalia, Sudan e Bosnia serba i cui ex governanti sono stati poi processati come criminali contro l’umanità. L’accento posto in queste ore dai politici tedeschi sulla necessità di aiuti umanitari ai greci, dopo il voto contrario al rientro dei loro debiti, spaventa. Nei discorsi in corso in Germania, governo e popolo greci, sembrano dei pazzi, incapaci di intendere e di volere, da aiutare.

Non volessero neanche l’aiuto, sarebbero dei criminali truffatori da falso in bilancio. Lo scherno vedrebbe una bulgara, esponente di un popolo silenzioso, sofferente e molto più povero, impegnata a soccorrere i furbi greci. Gli ellenici, come molti della nostra Magna Grecia, intendono il capitalismo alla loro maniera, secondo le architravi della ricchezza privata e della povertà statale. Il che non li mette nelle condizioni del Ruanda. Lo scenario made in Germany, è stato introdotto a caldo dal presidente dell’europarlamento Schultz, quello che anni fa andava di matto per la fine della libertà di stampa in Italia e che Berlusconi insultò come kapò. Schutz in Tv con fare tra il buon samaritano ed il prete dell’estrema unzione, ha visto alzarsi il blocco totale di finanza, beni e servizi, attorno all’ostinato debitore; un muro finanziario da far impallidire quello fisico appena deciso dagli ungheresi per il loro confine. Schultz non ha neanche fatto cenno alla sua vision di negozi chiusi, merci introvabili, mercato nero, fondi esteri sospesi, valuta inservibile in patria cui andrebbero incontro i greci; ma è passato direttamente al secondo paragrafo dell’argomentazione: (…ridotta così alla fame la popolazione,) “Bisognerà provvedere di conseguenza all’aiuto umanitario con cibi, bevande e servizi”, per poi omettere anche la chiosa finale (,tra cui un minimo di caschi blu per garantire l’ordine).

Ha confermato la fama da ingenui dei socialdemocratici tedeschi consolidata dai tempi di Brandt. La kanzellerin Merkel, già ex accademica Ddr, potrà spiegare al povero caporale di aver vissuto per ca. 50 anni e senza aiuti umanitari, con il padre Franke il rosso ed altri milioni di europei orientali, con merci introvabili, mercato nero, fondi e valuta inservibili. Gli ellenici, spiegheranno le virtù dei fratelli giorgiani, unici potevano vantare, da sovietici, lo stesso status sociale dei nuovi russi. Gli americani poi spiegheranno che non ci si può giocare la Grecia, con la Turchia già mezza fuori della Nato e chi sogna blocchi finanziari e nobili aiuti, rischia di vedere i russi in mezzo al Mediterraneo, dove non sono mai arrivati. La tempesta oltralpe dell’humanitarian aid passerà. Resta lo sconforto per visioni che non sono di uno juncker, né di una cinica postcomunista quale la Merkel, ma di un leader socialdemocratico. Sogni da sadomaso per casalinghe, sfumature di rossogiallonero inutilmente crudeli da liceali e fessacchiotti. Nemmeno all’altezza dei kapò che furono.

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