Si comincia a vedere l’effetto Renzi: disoccupazione, debito, e rom alle stelle, italiani nelle stalle

unnamedL’illuminata e determinata azione politica del Mago della Leopolda comincia, finalmente, a dare i suoi frutti. Ci voleva uno bravo, mica uno qualsiasi, a raggiungere certi prestigiosi traguardi. Un uomo serio, responsabile, che non cerca consensi populisti e disdegna le adulazioni di colleghi di governo e giornalisti, che non passa la giornata andando a rompere le scatole a tutti, che non si fa lusingare da microfoni e telecamere, ma che sta inchiodato a lavorare alla sua scrivania senza che nessuno ce lo debba legare come succedeva a Vittorio Alfieri. Uno che non cede ai convenevoli, ma che tira dritto lungo la via che, volenti o nolenti, trascinerà gli italiani a “risorgere per tornare più forti di prima”.

Eccoli i risultati. Il debito pubblico s’è arrampicato a quota 2218,2 miliardi di euro come riporta il bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” edito periodicamente da Bankitalia. In particolare, l’istituto di via XX Settembre rileva come il debito nel corso del 2015, anno primo del Regno di Renzi, sia aumentato di ben 83,3 miliardi. Il ministero guidato da Pier Carlo Padoan attribuisce questa esondazione del debito al fatto di aver anticipato la raccolta delle risorse per trarre profitto da tassi di interesse particolarmente bassi. Le solite scuse pure raccontate male, perchè da maggio i tassi si sono ulteriormente ridotti per cui sarebbe stato assai più conveniente sincronizzare la raccolta delle risorse, cioè l’emissione dei titoli di Stato, con i fabbisogni cui fare fronte. Resta in ogni caso che stiamo appena a luglio, per cui quel limite è destinato ad alzarsi, e di molto, da qui a fine anno.

Noi ritenevamo intangibile, destinato a rimanere imbattuto nei secoli il record stabilito dal killer della Merkel, il prof Mario Monti, che nel 2012 riuscì a far aumentare di 88 miliardi il debito pubblico, mandando il Paese in uno stato di coma profondo dal quale l’ha tolto il boom dell’export, nonostante i tranelli e gli inciampi tesi dalla Germania per boicottare i nostri imprenditori. Ma come dicevamo, Renzi è bravo e vedrete che questo record non sarà battuto, ma addirittura stracciato, e la demolizione di quota 100 miliardi, per altri impensabile, è a portata di mano. Ah, stavamo per dimenticare di segnalare un’altra piccola chiosa che la dice lunga sulle qualità del premier. Spulciando tra le voci che compongono il debito si può notare come quello delle amministrazioni centrali sia aumentato di 22,9 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 500 milioni, e che c’è solo una voce rimasta inalterata: il debito degli enti di previdenza. Ma tutti sanno perchè: lo Stato, per decisione di Renzi, non restituirà 3,3 dei 5,5 miliardi solati ai pensionati per la mancata perequazione delle pensioni, ma si limiterà a concedere l’elemosina dei 2,2 miliardi che aveva come surplus di cassa. Se fa così con tutti Renzi il debito di 2218,3 miliardi lo azzera in una settimana. Ma non farà così con tutti il premier codardo, perchè molti dei tutti sono forti ed hanno tanto potere, per cui se li deve tenere buoni perchè gli servono per governare, mentre i pensionati sono deboli ed indefesi: “che ce ne frega di loro?”

Se Bankitalia non ride, l’Istat piange a dirotto. Il tasso di disoccupazione, alla faccia del trionfalismo spudoratamente e provocatoriamente esibito dal premier e dai suoi fedeli leccapiedi, dalla Boschi alla Serracchiani, è ancora salito sino al 12,7%, incamminandosi su petrosi sentieri calcidici, cioè su pericolosi percorsi greci. In particolare si segnala quel mostruoso 44,2 % della disoccupazione giovanile di soggetti tra 15 e 24 anni, 22mila posti persi e + 2,5 % in un mese, un dato che sembrava talmente negativo da non poter ulteriormente peggiorare. In natura ed in tanti settori della società esistono meccanismi di autoregolazione che però per l’occupazione sembrano non funzionare. Se il prezzo di qualcosa diminuisce in continuazione, ad esempio quello dei titoli in borsa, alla fine raggiunge un valore così basso da divenire conveniente, per cui all’improvviso tutti comprano, il prezzo rimbalza e la tendenza s’inverte. Con Renzi niente rimbalzi, e se va avanti così riuscirà a fare stare a casa tutti i giovani d’Italia, 100 % di disoccupati, record uguagliabile, ma non battibile. E’ avviato bene, col 44 e passa percento sta quasi a metà strada.

Fabrizio Sala è il sindaco leghista di Telgate, provincia di Bergamo. Non potendone più di assistere impotente alla processione dei suoi concittadini in difficoltà che chiedevano una mano per tirare avanti, ha avuto una brillante idea che lo ha reso protagonista di una lodevole iniziativa. Ha scritto una lettera ai suoi amministrati nella quale ha allegato il modulo “per la richiesta dei 37 euro giornalieri” che vengono corrisposti agli immigrati. “Ci sono tante famiglie in difficoltà – ha raccontato in una intervista al quotidiano romano “Il Tempo” il sindaco – ed è giusto che anche a loro vada quello che stanziamo per i profughi in questi momenti di crisi e di difficoltà per tanti nostri connazionali”. Pare che siano già decine i Comuni in rivolta, con i rispettivi primi cittadini pronti a seguire le orme di Fabrizio Sala. A Roma no, è diverso. Il sindaco è Marino, quell’immigrato a Roma che continua a lasciare la sua panda rossa in divieto di sosta (e poi non paga le multe) ed avalla che i pochi vigili rimasti in circolazione se ne vadano in giro in scooter senza casco, cosa assolutamente vietata ai comuni mortali, ma non alle truppe del sindaco.

Per i 90mila rifugiati in Italia il governo Renzi è arrivato a stanziare ben oltre un miliardo di euro per dare appunto quei famosi 37 euro/giorno/persona. Ma nella Roma di Marino i conti non tornano. Dati ufficiali indicano in quasi 10mila i rifugiati nell’area metropolitana di Roma, a fronte di meno di 2mila domande di asilo registrate da gennaio ad oggi. A chi vanno le diarie di 35 euro a persona adulta e 45 euro per i minori da destinare ad 8mila persone che non esistono? Una risposta può essere trovata dalle risultanze dell’inchiesta di Mafia Capitale. L’ex capo della polizia provinciale e membro del Coordinamento nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, tale Luca Odevaine, attualmente agli arresti insieme a Buzzi e Carminati, è stato beccato ad ammettere in una conversazione intercettata :”I posti Sprar (cioè quelli riservati ai richiedenti asilo, ndr) fanno riferimento a una tabella: tanti abitanti, tanti posti. A Roma ne toccherebbero 250, che è assurdo, pochissimo per Roma, no? Allora con un mio intervento al ministero ho fatto in modo che lo Sprar a Roma fosse portato a 2.500″.

Ecco, ognuno tragga le proprie conclusioni. In molti centri di accoglienza qua e là hanno smesso di denunciare l’uscita di centinaia di profughi ed immigrati per continuare a ricevere, ed ad intascare, le diarie per il loro mantenimento. In questa situazione chi potrebbe condannare iniziative come quella presa da un sindaco della bergamasca, o meravigliarsi se si allargherà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale? Ritornando a Renzi, se vede che va tutto a rotoli e quello che fa non serve a risolvere niente, ed anzi la condizione del Paese continua a peggiorare, come fa a non venirgli in mente che forse lui c’entra qualcosa e che forse sarebbe ora di cambiare o meglio ancora che se n’andassero lui e quella accolita di politici corrotti e depravati che si è rivelato il PD in molti dei suoi componenti? Ma poi perchè si deve impegnare a sostenere un residuo della politica dello sfascio come Marino, che è alla terza, dicesi terza, giunta in un anno e mezzo?

Caro premier, se uno non va non va, neanche se quello fa una giunta al giorno, come dimostra il fatto che anche con questa nuova giunta dopo tre giorni è già in rotta di collisione col suo vice che è anche assessore al Bilancio, con l’assessore ai trasporti, che deve licenziare 21 suoi dirigenti per contiguità mafio-criminali, che lascia i passeggeri in balia della Adr che gestisce (?) Fiumicino, che sta facendo scappare i vettori da quell’aeroporto (Easyjet prima, Alitalia adesso) ed altri presto pronti a seguirli, che i trasporti pubblici romani non esistono più e ormai vanno tutti in auto propria? E vogliamo parlare dello psicolabile Crocetta in Sicilia, che vede attentati e complotti dappertutto, ma che non si accorge che da solo ha il deficit di tutto il resto del Meridione?

D’altra parte Renzi sta lì senza essere stato designato con un passaggio elettorale, legifera a scatola chiusa a colpi di decreti-legge, va in minoranza al Senato e non si dimette, l’economia sta allo sfascio e non si dimette, orde di barbari passeggiano sulle rovine del Paese e non si dimette, la società civile non esiste più e lui la risolleva con le unioni gay, la priorità del momento. In effetti, se lui si concede di fare così e porta a fondo l’Italia, perchè Marino nel suo piccolo non dovrebbe divertirsi a demolire Roma e Crocetta dovrebbe astenersi dal combattere la mafia per sostituirsi ad essa?

Rosengarten

Rosengarten663 Posts

Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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1 Comment

  • gbravin Reply

    31 luglio 2015 at 3:55 pm

    Mattarella avrebbe piu’ di un motivo per sciogliere il Senato e Camera, ma [ stato “imposto” da Renzi….

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