Silvia Sardone: milanese di nascita, mamma, lavoratrice e studiosa al servizio della sua città

11039539_10205746249562719_607856297_nSilvia Sardone, giovane esponente di Forza Italia, presto candidata alle comunali di Milano ci parla della sua azione politica nella città che ama e che ha dato i natali a lei e ai suoi bambini. Una giovane donna dall’apparenza cordiale che cela dentro di se una forza caratteriale indomita di cui deve godere chi sa essere mamma, lavoratrice e studiosa al tempo stesso.

Dottoressa Sardone, è una mamma lavoratrice che non ha mai smesso di studiare, Milano con lei sarebbe in buone mani, ma cosa rappresenta per lei questa città?
Milano è la città in cui vivo e la amo immensamente. È la città in cui farò crescere i miei figli e proprio per questo, purtroppo, odio vederla abbandonata al degrado e all’insicurezza come sta facendo questa amministrazione. Milano è sempre stata una città che ha anticipato i tempi, speriamo che nel 2016 ci sia una scossa per liberarla dalla sinistra e lanciare un segnale per le prossime politiche.

Oggi, assistiamo a un degradarsi della condizione sociale, culturale, economica e di sicurezza pubblica del Paese, Milano sembra esserne l’esempio palese. Cosa può dirci in merito? Come – secondo lei – si potrebbe risolvere il problema delle occupazioni illegali di appartamenti privati e pubblici da parte degli immigrati? Non sarebbero auspicabili e necessarie politiche comunali e regionali più adeguate al caso?
La situazione continua a essere esplosiva. Interi edifici in balia di sbandati e delinquenti. Da tempo denuncio l’incapacità del Comune nel frenare episodi di questo tipo. Un’incapacità non solo operativa ma ideologica: per la sinistra il buonismo e il lassismo sui temi della sicurezza e dell’immigrazione sono una costante. D’altra parte il messaggio era stato lanciato immediatamente, togliendo i soldati dalle strade. A questo aggiungiamo un’attenzione inesistente da parte dello Stato verso le forze dell’ordine e una concezione dei vigili esclusivamente come multatori e non come presidio sul territorio. La sicurezza non è una priorità per la sinistra.

Pensa che schierare l’esercito nelle periferie più soggette alla criminalità possa essere una soluzione tanto drastica da permettere di debellare il fenomeno?
Vivo in una periferia dove i cittadini lamentano l’assenza delle istituzioni. In vie particolarmente degradate come Via Padova l’esercito era un baluardo dello Stato che garantiva più sicurezza e meno preoccupazione per i residenti. Ora, purtroppo, si sentono abbandonati.
L’esercito non è soluzione da solo, non risolve i problemi. Ci vogliono più controlli, più sicurezza, pene più certe. Di sicuro era un deterrente e toglierlo solo per ideologia è una follia.

In considerazione del suo ruolo politico, della sua appartenenza alla segreteria regionale di Forza Italia, è inevitabile che si trovi a confrontarsi con gli esponenti politici più influenti del panorama lombardo, alcuni di questi fanno sicuramente parte della Lega Nord. A proposito, ha dichiarato di aver sempre collaborato con la Lega, dunque, per lei, un’alleanza a livello azionale tra Lega e Forza Italia sarebbe auspicabile?
L’alleanza con la Lega c’è già nella realtà, sul territorio. Io lavoro e combatto la sinistra sempre al fianco della Lega. Governiamo regioni insieme. Sarebbe assurdo non continuare questa esperienza.
Con la Lega possiamo costruire una reale alternativa al renzismo. Ma sono necessari meno egoismi e più collaborazione per far rinascere un centrodestra unito.

In merito alla Lega, oggi si parla molto di Salvini come possibile nuovo leader della destra, lei, che continua a difendere la leadership di Berlusconi, sarebbe disposta ad accettare l’eventualità che non sia più Berlusconi ma Salvini l’esponente più accreditato sul panorama Nazionale? D’altronde, è inutile nascondere che Salvini oggi cattura le anime della destra molto più di chiunque altro.
Salvini è un protagonista della politica e lo stimo per la sua capacità di aver fatto crescere così tanto i consensi della Lega. È una risorsa del centrodestra e sarà sicuramente uno dei protagonisti della coalizione se lo vorrà. In questo momento è nettamente il più capace nel parlare alla pancia degli italiani. È Forza Italia che invece deve parlare ai moderati. Ma è necessario cambiare totalmente, rinnovare la classe dirigente, concentrarsi realmente sulle esigenze dei cittadini e tornare sul territorio.

Tornando per un attimo al suo ruolo di madre e donna, alle sue aspirazioni, alle sue capacità, può dirci cosa vede nel suo futuro?
Politicamente mi candiderò alle comunali a Milano, sperando che Forza Italia sappia risollevarsi dalle sue difficoltà attuali. Il mio futuro sarà direttamente legato al mio presente: una continua corsa tra le gioie della famiglia, lavoro e attività politica.

La sua cordialità rispecchia un sano esempio di italianità, ma cosa significa per lei essere mamma, lavoratrice e studiosa in un Paese dalle mille difficoltà e dai mille volti come questo?
Sono una donna come tante, una mamma milanese che cerca di districarsi tra famiglia e lavoro.
Vedo lo studio come qualcosa di utile per migliorarsi sempre ma anche per essere all’altezza in una politica in cui i requisiti troppo spesso sembrano essere altri.
Le difficoltà non mi abbattono e il futuro dei miei figli è la stella polare di tutte le mie attività quotidiane. Spero di riuscire a offrire prospettive migliori ai miei piccoli ma sono consapevole che il nostro Paese, per tanti aspetti, sta peggiorando. Nel mio piccolo mi impegno quotidianamente per rispondere alle richieste dei cittadini della mia città e per lanciare un messaggio nuovo a livello
nazionale per il futuro centrodestra.

È una profonda studiosa del comparto lavoro. Oggi che le politiche renziane sembrano far tutto meno che agevolare imprenditori e operai, oggi che viene imposta l’IMU sui terreni agricoli ulteriormente tartassando gli agricoltori quale politica del lavoro pensa sia debba perseguire per far ripartire il Paese? Che ruolo pensa possano avere i sindacati in tale riforma?
Le politiche renziane non sono poi così diverse da quelle della sinistra che l’ha preceduto: tasse e solo tasse. Il Jobs Act è deludente e timido. Rischia di creare confusione, discriminazioni tra lavoratori e un aumento di cause giudiziarie per asserito licenziamento discriminatorio dei neoassunti. È patetico che Renzi dica che ora cambierà tutto, i posti di lavoro non si creano per decreto. Il vero problema è che le aziende in Italia chiudono per tasse, burocrazia e tempi lunghi nella giustizia civile. Quindi Renzi doveva concentrarsi su questi temi se voleva creare posti di lavoro. L’imprenditore che non assume è perché si trasferisce all’estero o ha difficoltà con Equitalia non per il tipo di contratto di assunzione, quello è un problema di secondo piano.
Ricordiamoci, inoltre, che da quando è arrivato la disoccupazione è peggiorata, così come tutti i dati
economici.

Ringraziandola per la pazienza con cui ha risposto alle domande, le chiedo un’ultima cosa: accetterebbe un’eventuale alleanza tra Forza Italia e il Nuovo Centro Destra o pensa che Alfano e chi con lui, abbiano fatto troppi errori per rientrare nella coalizione di destra?
Credo che a livello locale, come in Regione Lombardia, una coalizione larga sia la necessità. Ma personalmente trovo difficile ipotizzare di fare un’alleanza nazionale con un partito che ha come unico valore la poltrona. Ormai sono gli “schiavetti” del Pd e hanno un consenso in caduta libera. Non vale più la pena aspettarli né concordo sulla loro azione politica. Dovevano essere sentinelle di destra al governo e sono diventati servitori di Renzi, pronti al sacrificio dei loro componenti quando serve.

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1 Comment

  • marco Reply

    24 marzo 2015 at 4:10 pm

    “… sano esempio di italianità”? Io direi di Milanesità. Non confondiamo le idee ….

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