Siria, Padre Murad: “L’Isis mi chiamava infedele e mi voleva sgozzare”

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Il sacerdote siriano Jacques Murad, membro della comunità monastica di Mar Musa fondata dal gesuita romano Padre Paolo Dall’Oglio – che rimane nelle mani dell’Isis –, è stato liberato dopo cinque mesi di prigionia – era stato rapito il 21 maggio –. Era priore dell’antico monastero cattolico di Mar Elian nella cittadina di Qaryatayn, a sud-ovest di Homs, ma questo il 21 agosto è stato distrutto dal Califfato, che in quell’occasione si è portato via oltre 250 cristiani.

In un’intervista a Tg2000, il telegiornale di Tv2000, riportata dal quotidiano cattolico “Avvenire”, il religioso – uno dei primi della sua comunità a non voler abbandonare la sua gente nonostante il pericolo dei Daesh – ha raccontato: “Quasi tutti i giorni c’era qualcuno che entrava nella mia prigione e mi domandava chi sei? Io rispondevo: sono nazareno, cioè cristiano. Allora sei un infedele, gridavano. E visto che sei un infedele se non ti converti ti sgozzeremo con un coltello. Ma io – ha dichiarato – non ho mai firmato l’atto di abiura del cristianesimo”.

Il sacerdote ha anche riferito: “Mi sono camuffato per lasciare Al Qariatayn e sono fuggito su una moto con l’aiuto di un amico musulmano. Ma adesso sto lavorando con un prete ortodosso e altri amici beduini e musulmani per far uscire gli altri 200 cristiani ancora prigionieri. Proprio oggi, ad esempio sono potuti scappare altri 40 cristiani”. Per ora sulla liberazione di Padre Murad non ci sono altri dettagli. Quando sarà – se arriverà – il turno di Padre Dall’Oglio, rapito il 29 luglio 2013?

Alessandra Boga

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Nata a Magenta (MI) il 26/08/’80, vive a Meda (MB). Liceo classico, Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Milano, tesi dal titolo “Donna e islam: la questione del velo”. Ha scritto due libri “Donne la notte” (2009), “Soltanto una donna” (2011). Collabora con “Il Jester”; “Il Legno Storto”, “L’Occidentale”, “Islamofobia”, “Al-Maghrebiya” e la rivista “Genio Donna”

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