Sos partita Iva ha due domande per il presidente dell’Inps Tito Boeri

11116030_10200650075411107_1483611391_nFrancesca Romana Nardini; classe 87; laureata in economia a Roma La Sapienza; specializzazione in mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare presso l’Università Roma Tre, fa parte dell’agguerritissimo team del Centro Studi di SOS partita Iva.
I Bernaudo’s boys questa volta prendono di mira e sottopongono al setaccio le mirabolanti dichiarazioni del Presidente dell’INPS, Tito Boeri, riceviamo e volentieri ospitiamo.
INPS: SOS partita IVA ha 2 domande per il presidente Tito Boeri
Abbiamo sentito in queste settimane che il neopresidente dell’INPS, Tito Boeri, ha tranquillizzato tutti i contribuenti italiani asserendo che l’INPS avrebbe cambiato registro all’insegna della trasparenza e che avremo tutti potuto connetterci con il portale dell’Istituto di previdenza di Stato ed avere finalmente, online, in base ai contributi versati, proiezioni immediate relative alla nostra futura pensione.

Su iniziativa del nostro presidente Andrea Bernaudo abbiamo voluto verificare questa “operazione trasparenza”, siamo andati con il nostro pin INPS e con quello di alcuni sostenitori di SOS partita IVA, lavoratori indipendenti e ci abbiamo provato, lo abbiamo fatto in tanti. Volete sapere il risultato?
Stranamente, per problemi tecnici, inizialmente non siamo riusciti a visualizzare un bel nulla. Poi dopo innumerevoli tentativi siamo riusciti a far funzionare l’obsoleto software fornitoci dall’INPS e abbiamo scoperto che il massimo della pensione a cui puó aspirare un lavoratore autonomo è una pensione da fame, poco più di una pensione minima e parliamo di professionisti da 50.000 euro di reddito netto, che si troverebbero a dover campare con circa 10.000 euro annui.
SOS partita IVA chiede ufficialmente spiegazioni al presidente dell’INPS Tito Boeri:
a) perchè i contributi di un lavoratore autonomo e di un dipendente, che di propria tasca versa solo circa il 9% del reddito, differiscono tanto a svantaggio del primo, pur avendo le partite iva nessun diritto al tfr, alla malattia, alla gravidanza e avendo previsioni sulla pensione nettamente più basse in percentuale al reddito?
b) noi partite IVA dell’INPS non ci fidiamo. Non le sembra giusto anche a Lei, presidente Boeri, che abbiamo il diritto di esser liberi di scegliere per la nostra vecchiaia tra la previdenza pubblica ed un’assicurazione privata?
Con SOS partita IVA abbiamo deciso di iniziare una battaglia di libertà e di giustizia sociale e non abbiamo più nessuna intenzione di versare tra il 22 ed il 30% del nostro reddito per finanziare tutto, dalle casse integrazioni all’integrazione degli immigrati, tranne la nostra pensione.

Vogliamo continuare a versare un contributo di solidarietà anche del 2% cioè più del doppio previsto, ma il resto, il 20-28% del nostro reddito, vogliamo versarlo dove più ci conviene e dove abbiamo certezza del diritto e prospettive certe su una pensione dignitosa. Prerogative che oggi l’INPS, nonostante le rassicurazioni del presidente Boeri, non è in grado di garantire ai lavoratori indipendenti.

Francesca Nardini
(Vice Presidente SOS partita IVA con delega alla previdenza sociale)

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3 Comments

  • giuseppe Reply

    15 aprile 2015 at 9:56 pm

    complimenti, finalmente qualcosa si muove, gli autonomi sono i piu’ vessati da sempre, e la pensione é sempre misera. E’ una battaglia giusta.

    • Paolo Reply

      16 aprile 2015 at 8:58 am

      Gli Autonomi, sono ormai da tempo i veri e propri schiavi di questo sistema, vessati in ogni modo e senza la minima garanzia. Finalmente, qualcuno si muove dalla loro parte!!!

    • marco Reply

      16 aprile 2015 at 1:27 pm

      Approvo!

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