SOS Partite Iva: intervista a Fabio Tidei

11026440_10200489955168201_397751202_nRomano, classe ’87, Fabio Tidei si forma presso la facoltà di economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente intraprende un percorso imprenditoriale. A contatto con le difficoltà quotidiane che caratterizzano il mondo dei lavoratori autonomi decide di impegnarsi attivamente a sostegno delle partite iva. Nel 2014 fonda insieme ad Andrea Bernaudo, Angelo Canini, Jan Sawicki e Francesco Moretti l’associazione SOS partita Iva.

Come nasce SOSpartitaIva?
La nostra associazione nasce da un’intuizione di Andrea Bernaudo, che ne è presidente e portavoce. Noi abbiamo raccolto il suo invito e siamo con lui in trincea per combattere, con le armi del diritto e delle proposte concrete, la battaglia per l’abolizione del “solve et repete” dall’ordinamento tributario e per aprire un dibattito più ampio su una riforma quadro dei lavoratori indipendenti, che in Italia sono ridotti allo stremo.
Noi partiamo da lontano, sono molti anni che in varie forme associative lavoriamo insieme. SOS partita IVA è l’ultima di una lunga serie di iniziative che abbiamo portato avanti con Bernaudo.
E’ un’articolazione del nostro gruppo, oltre al sostegno di giovani, imprenditori e lavoratori indipendenti, si avvale del contributo scientifico di professori universitari che ci aiutano a tradurre le nostre idee in concrete proposte di legge.
Abbiamo un centro studi molto strutturato, guidato dal prof. Jan Sawicki e dall’avv. Francesco Moretti.
SOS partita IVA ha nel suo statuto scritto chiaro l’obiettivo: la riforma del processo tributario a partire dall’abolizione del “solve et repete”, il riequilibrio dei rapporti tra stato italiano e contribuenti e la costruzione di un vero proprio statuto delle partite IVA, vogliamo dare risposte a milioni di persone spremute e vessate dallo stato.
In Italia il contribuente in generale e con partita iva in particolare è tecnicamente prostrato di fronte allo stato che utilzzando un potere abnorme lo strozza di tasse e lo tratta come un delinquente. Questa prostrazione a cui siamo sottoposti deve finire. Una delle leve che ha in mano il fisco per poter fare la faccia feroce con il contribuente produttivo è un istituto già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 1961: il “solve et repete”. Un meccanismo folle, che di fatto mette in una condizione di prostrazione soprattutto i lavoratori indipendenti. Lede il diritto di difesa e numerosi articoli della Costituzione. In sintesi se il fisco ti scrive una lettera e ti chiede dei soldi, per una presunta evasione fiscale, devi solo chinare la testa e pagare. Puoi ricorrere al giudice, vincerai nel 55% dei casi (dati MEF), ma intanto lo stato ha violato la tua proprietà privata, ha distrutto la tua azienda e ti ha prostrato per anni. Questa bestialità non può continuare. la nostra è una battaglia di civiltà giuridica.

Quali le prospettive dell’iniziativa?
Noi lavoriamo per l’abolizione del “solve et repete” dall’ordinamento tributario, abbiamo pubblicato sul web, nella nostra pagina facebook, la proposta di legge a beneficio di chiunque. E’ tutto online. La nostra proposta sta galoppando nell’opinione pubblica, anche grazie al preziosissimo sostegno di Tea Party Italia, che ci ha dato una formidabile spinta e agli amici di Rete Liberale che da sempre si battono per i diritti dei contribuenti, ma abbiamo molti ostacoli da superare, perché di fatto il nostro obiettivo è mettere la museruola allo stato.
Siamo certi, tuttavia, che troveremo deputati e senatori disposti a farla propria, abbiamo già importanti segnali in questa direzione, Andrea Bernaudo sta facendo molta pressione per incardinare l’iniziativa a livello parlamentare. Purtroppo siamo fuori dal palazzo, ma abbiamo segnali di apprezzamento molto incoraggianti provenienti da Forza Italia, grazie all’attenzione del dott.Marcello Fiori e dell’organizzazione movimentista dei club da lui coordinati.

Quale auspicio ti auguri per il successo dell’iniziativa?
Noi siamo convinti che il successo dell’iniziativa sia direttamente proporzionale alla visibilità che avremo. Andrea Bernaudo deve andare in TV per spiegare anche a coloro che non si informano tramite internet la bontà dell’iniziativa.
Devono consentirci di spiegare bene agli italiani quello che stiamo facendo e quali sono gli obiettivi della nostra proposta di legge. I contribuenti devono capire bene il meccanismo folle che può colpirli in ogni momento se raggiunti da un avviso di accertamento che, anziché essere una garanzia è per ognuno di noi è una preventiva sentenza di condanna. Purtroppo centinaia di migliaia di partite IVA lo sanno già, molte si sono suicidate per questo, altre hanno chiuso, moltissimi sono andati a lavorare fuori dall’Italia.
Noi, invece, abbiamo deciso di metterci a fianco di Andrea e di combattere, abbiamo dalla nostra la ragione e non è poco e soprattutto abbiamo una proposta sul tavolo.

Quale è il provvedimento che chiederesti per primo al tuo Presidente del Consiglio ideale?
Noi lavoriamo direttamente per riformare questo paese, non abbiamo nessuna intenzione di delegare. Non ci fidiamo più di nessuno.  A governare dovrebbero andare persone come Andrea Bernaudo, disposte a mettere la faccia per battaglie come questa e ben radicate nella realtà. Persone coraggiose, capaci di scardinare il sistema economico e cambiarlo liberando la straordinaria creatività imprenditoriale degli italiani, anzichè mortificarla e strozzare chi rischia e produce.

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1 Comment

  • Paolo Reply

    5 marzo 2015 at 3:29 pm

    Parole sante, dalla prima all’ ultima.

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