Spagna: Popolari primo partito ma senza maggioranza

Elezioni-Spagna-2015-810x487Alla fine il PP del premier uscente Mariano Rajoy è il primo partito di Spagna ma, come previsto da tutti gli analisti, tramonta il bipartitismo spagnolo. Occorrerà formare un governo di coalizione e sia il Psoe sia Podemos hanno già fatto sapere di non essere disponibili. Questa è l’analisi del Corriere della Sera:

Tutti contro Rajoy. Il giorno dopo il voto in Spagna che ha sancito la fine del bipartitismo politico, il Psoe di Pedro Sanchez, arrivato secondo alle politiche spagnole aggiudicandosi il 22,2% dei voti e 90 seggi in parlamento , ha annunciato che non appoggerà l’investitura a capo del governo del premier uscente Mariano Rajoy. L’annuncio è stato dato dal segretario all’organizzazione Cesar Luena. Sanchez, ha aggiunto, sarà candidato alla rielezione al prossimo congresso Psoe previsto per la primavera 2016. Le parole del segretario socialista sembrano dunque togliere ogni dubbio su una possibile «grande coalizione» alla tedesca fra i nemici storici Psoe e Pp. Il dirigente, interrogato dai cronisti, non ha voluto considerare possibile scenari alternativi se il premier uscente non riuscirà a formare un governo, affermando che «è troppo presto».

«Non voglio lasciare dubbi… Podemos non permetterà attivamente o passivamente al partito popolare di formare un governo». Anche le parole del leader di Podemos (terza forza politica spagnola con 69 seggi e il 20.65% dei voti), Pablo Iglesias lasciano capire che nessun accordo a sostegno dei popolari è possibile. Durante una conferenza stampa Iglesias ha invece anche annunciato un giro di colloqui con Ciudadanos e con i socialisti per discutere di un possibile accordo. Ma in mattinata o dirigenti esponenti delle federazioni socialiste di Andalusia ed Estremadura, le due regioni in cui il Psoe è riuscito a resistere, si sono pronunciati contro un possibile tentativo di patto di governo con Podemos.

Certo è che partiti di sinistra, il Psoe e Podemos, hanno sbarrato il passo al Partito popolare di Mariano Rajoy, prima forza politica con il 28%. Il premier conservatore uscente, Rajoy, ha confermato che vuole cercare di formare un governo, ma il Pp può contare su solo 123 deputati, ben lontano dalla maggioranza assoluta (176). Il possibile alleato del PP, i liberali di Ciudadanos, hanno ottenuto il quarto posto ma con solo 40 deputati, il che fa escludere l’ipotesi di un governo di coalizione di centrodestra. «Sarà necessario parlare molto, dialogare di più, arrivare a intese e accordi», ha preconizzato Rajoy.

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2 Comments

  • giuseppe Reply

    21 dicembre 2015 at 11:27 pm

    Tifavo Ciudadanos!
    Podemos era il partito da evitare.estrema sinistar, filo Chavez e filo Castro, il leadere Iglesias é stato accusato accusato di ottenere finanziamenti dalla teocrazia iraniana, sembrerebbe un controsenso ma non lo é, gli islamici tendono a finanziare movimenti o partiti che possono destabilizzare le Nazioni non islamiche. Quindi o i partiti formano una grande coalizione o sarà il caos. Caos che piace enormemente ai poteri tecnocratici europei in modo da ottenere sempre maggiore potere. Ci saranno nuove elezioni in Primavera?

  • Stefano Carboni - Forlì Reply

    23 dicembre 2015 at 10:48 am

    Podemos e Ciudadanos, per quanto diversi tra loro, hanno un minimo comun denominatore: l’insofferenza verso una Europa matrigna e non madre. Questo sentimento comune raccoglie almeno 1/3 dell’elettorato spagnolo; in Portogallo ha già raccolto circa il 50% dei voti (ed infatti il tentativo di varare un governo in continuità con la passata politica di adesione alle linea di austerity della UE è fallita),
    Anche da noi siamo intorno, se non oltre, il 50%, tanto che anche Renzi ora cerca di imboccare questa strada.
    A quando una convention internazionale che superi i vecchi steccati (destra e sinistra) e cerchi invece di fare fronte comune per riformare veramente l’UE in senso democratico e popolare ?

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