Sud chiama Nord

nord-sud1L’arrivo in massa di immigrati dall’est, etnici ed intellettuali fu per decenni motivo d’orgoglio per l’Europa occidentale. Negli anni ’70 era l’unica nota positiva per l’Occidente in evidente arretramento rispetto all’espansione geostrategica russo-sovietica mai più eguagliata. La soddisfazione ed il compiacimento occidentali erano condivisi da nazionalisti e progressisti moderati, centristi laici e religiosi, accomunati nei diversi motivi dell’antiorientalismo, anticomunismo ed antirussismo.

Gli arrivi che all’epoca crearono una colonia straniera di passaggio a Santa Marinella erano la dimostrazione della superiorità del sistema sociale occidentale. Ed a tutti coloro che arrivavano, volenti e nolenti, veniva pesantemente e continuamente ricordato. Su quella difesa della libera circolazione degli individui, che suonava come accusa alle frontiere blindate dell’Est, poggia tutt’oggi la relativa colonna portante europea, della libera mobilità umana. Oggi quella possibilità la colgono i popoli africani e mediorientali, anch’essi desiderosi a frotte di raggiungere un qualche lembo di terra occidentale. Per motivi non dissimili dagli europei orientali di trent’anni fa. Malgrado l’etichetta di aspiranti della libertà, dall’Est si veniva per vivere meglio, evitare angherie e soprusi, in qualche caso la fame. Lo stesso si può dire per gli immigrati odierni.

Il grosso arriva per vivere meglio e più spesso evitare la fame. L’Europa però non trova nessun motivo d’orgoglio, nessuna soddisfazione. Non ha ramanzine da fare ai nuovi arrivati sulle cattive ideologie dei loro regimi. Si guarda bene dal fare critiche, osservazini o commenti sui governi del Sud, come faceva su quelli dell’Est. Eppure gli immigrati dei decenni precedenti arrivavano in conduzioni migliori di quelli di oggi. Erano più istruiti, più sani, più educati. Non è difficile trarne la conseguenza che i governi dell’Est da cui fuggivano i vecchi immigrati erano migliori di quelli odierni del Sud. L’Europa non vuole dirlo, addirittura non vuole pensarlo. Le piace immaginare che immigrare con tutte le difficoltà e rischi sia una sorta di globetrotting estremo, una variante da viaggo vacanza per migranti senza fine che non partono da nessun posto e non arrivano in nessun luogo. Invece no. Gli immigrati scappano su itinerari precisi che finiscono sempre nell’agognato Occidente. Se prima la fuga di massa era motivo sufficiente per condannare l regimi dell’Est, oggi lo è per condannare quelli dell’Africa e del medio oriente. Se ogni europeo orientale che arrivava era un antisovietico in pectore, ugualmente ogni immigrato oggi è automaticamente un antiterzomondista.

L’ideologia antirazzista vorrebbe che il tracollo dei governi africani e arabi passi sotto silenzio; che l’evidente legame tra l’incapacità strutturale del Sud del mondo e l’emigrazione non venga notata. Non si può però negare la realtà.

L’Europa dovrebbe tornare orgogliosa dell’immigrazione. Come fu orgogliosa della sua superiorità sociale sui regimi comunisti, oggi può esserlo dell’evidente primato sui governi terzomondisti. Cominciare a dirlo ad alta voce, senza falsi pudori, l’indurrà a rispondere all’emigrazione che altro non è se non una richiesta di massa d’aiuto, un grido di dolore cui non si può restare sordi a lungo.Come l’Ovest si è spostato all’Est, il Sud chiede l’arrivo (o il ritorno) del Nord.

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5 Comments

  • Ben Reply

    22 luglio 2015 at 5:29 pm

    Ognuno la pensa come vuole, per me TUTTI questi esseri (o quasi) vengono da noi perchè SANNO di poter vivere a sbaffo, usufruire di DIRITTI che gli italiani NON HANNO, protetti dai sinistri (che sognano di dare a tutti la cittadinanza e quindi averi il LORO VOTO) la chiesa (ma quale chiesa? se questa è una chiesa…spero che Dio faccia una capatina qui per sistemare le cose) che tramite la caritas sta facendo soldi a palate…e altre cosette…inoltre se sono ISLAMICI, vengono con un UNICO, DECISO SCOPO: FARCI FUORI IN NOME DEL LORO dio…se non capiamo questo e continuiamo a far entrare esseri di cultura, religione, istruzione ed EDUCAZIONE totalmente opposta alla nostra faremo la fine del TOPO…non manca molto!!!

  • Carlo Lauletta Reply

    22 luglio 2015 at 8:51 pm

    Personalmente credo che le persone che emigrano irregolarmente rappresentino, nella maggioranza dei casi, la parte peggiore
    delle rispettive società. Vediamo. EMIGRAZIONE DALL’EST EUROPA NEL DOPOGUERRA I comunisti che governavano quei
    paesi erano, diversamente dai nostrani passati e presenti, persone responsabili, piaccia o non piaccia. Perciò, da un lato fornivano
    a ogni cittadino i beni essenziali (sanità, istruzione, alloggio, salario o pensione, ordine pubblico); dall’altro, esigevano disciplina.
    I giovani più dotati intellettualmente andavano all’università, gratis. Dopodiché erano chiamati a svolgere un lavoro più gratificante di di quello dell’ operaio, ma non meglio retribuito. Alcuni non si rassegnavano a quest’ultima condizione, e volevano espatriare. Era coerente col
    sistema che il passaporto fosse loro negato. A quel punto, i più spavaldi cercavano di passare “sans papiers”: c’era chi ci riusciva
    (personalemente, ai miei occhî non faceva bella figura), altri finivano fucilati sul posto (nei regimi serî le leggi sono fatte rispettare
    a ogni costo).

  • Carlo Lauletta Reply

    22 luglio 2015 at 9:10 pm

    PER ERRORE è partita da sola la prima parte del commento. Continuo. IMMIGRAZIONE ODIERNA Ho cercato di spiegare quali
    erano, a mio parere, le circostanze personali che determinavano l’emigrazione dall’Europa Orientale nel dopoguerra. Oggi, per
    quanto riguarda questi similpirati che le nostre navi militari vanno non a salvare nel procelloso mare ma a prendere a poche bracciate
    dalle coste africane (si ha l’impressione che tutto sia predisposto), io credo proprio che si tratti della feccia delle loro nazioni. Secondo
    me, essi fuggono i parenti della ragazza che hanno messo incinta, la moglie che hanno lasciato con sei figlî, i genitori anziani, l’autorità militare (penso ai giovani siriani disertori del campo di battaglia contro l’ISIS), la polizia e la magistratura. In ogni caso
    fuggono la necessità del lavoro, e soprattutto una situazione nella quale per guadagnare bisogna lavorare. La mia persuasione
    che non si tratti di semplici profittatori ma spesso di scampaforche è provato, io credo, sia dal fatto che costoro non vogliono
    farsi identificare (cosicché si rendono irreperibili) sia dal comportamento che tengono qui nei confronti di coloro verso i quali
    dovrebbero mostrare umiltà e riconoscenza.

  • marco Reply

    23 luglio 2015 at 6:29 am

    Infatti. Era un’altra civiltà, un’altra cultura, un’altra storia. Simili alle nostre. Non contrapposte. L’immigrazione di allora era un “ricongiungimento”, quella di oggi un’invasione.

  • Monica Cappellini Reply

    23 luglio 2015 at 6:35 am

    Personalmente io CHIAMEREI ALFANO E GLI DIREI DI ANDARE VIA PER SEMPRE ; anche un gatto puo’ aver piu’ capacita’ nel gestire un problema che con buon senso e anche DA SOLI SENZA vicinato europeo indolente, possiamo affrontare, gatto incluso.

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