Sulla nascita di una nuova formazione politica di centro-destra liberista e conservatrice

bandiere-forza-italia-lega-599x275Vi è la necessità di una nuova formazione politica a sfondo elettorale che, in un centro-destra alle prese con il suo rilancio, rappresenti al suo interno una linea identitaria chiaramente liberista e conservatrice?
Per rispondere alla domanda occorre prima porsene un’altra.
A quali segmenti della società civile di questo paese potrebbe interessare la cosa?
Sicuramente a tutto quel personale civico che ritrovandosi all’interno di quell’area identitaria data, tuttavia, si distingue da tutta la restante parte delle sue componenti per il fatto di ritenere ancora lo strumento di esercizio del voto funzionale ad un possibile cambiamento.

C’è anche da aggiungere, in effetti, che la scarsa presa sulla realtà dei corpi intermedi di area che si basano su approcci di tipo fusionista è legata proprio a questa frattura, al momento non sanata, in seno al mondo libertario e conservatore di questo paese: come si passa dalla singola tematica al modo nel quale essa può essere portata concretamente avanti c’è chi si rifiuta a priori di considerare utile qualsiasi passaggio politico-elettorale per realizzarla e chi, invece, nonostante la reale crisi dell’istituto della rappresentanza parlamentare, imperterrito o scettico che sia, non vede comunque altro modo per dare sbocco alla sua iniziativa.

A questo secondo soggetto, il quale, anche se fa meno rumore del primo, rappresenta ancora la netta maggioranza del personale politico di area, l’idea di una nuova FORMAZIONE POLITICA DI CENTRO-DESTRA LIBERTARIA E CONSERVATRICE non dovrebbe dispiacere affatto, anzi.
Sciolta la riserva su quello che possa essere il target di riferimento di una tale compagine politica, vi è da valutare attentamente quale siano le condizioni imprescindibili per via delle quali essa, oltre a poter avere un certo appeal nei confronti di un preciso personale civile, possa anche avere una qualche utilità all’interno della più grande coalizione di centro-destra entro la quale dovrebbe, necessariamente, interagire ed andare a ritagliarsi il proprio spazio di agibilità politica.

Ammesso, dunque, che tal nuova formazione abbia in potenza una domanda politica abbastanza precisa di riferimento, può essa, superare, allo stesso modo, uno stress-test logico sulla sua effettiva utilità in questa delicata fase politica del centro-destra e a che condizioni? Di quali trend e tematiche politiche dovrebbe farsi carico per essere un reale elemento di facilitazione nei confronti del generale processo di rinnovamento del centro-destra?
Cerchiamo sommariamente, per quello che in un articolo si può fare, di mettere in evidenza qualche punto qualificante dell’operazione politica ipotizzata, non tenendo conto del quale, si vanificherebbe all’istante anche tutto il resto della sua eventuale praticabilità ed utilità.

1) Qualunque fuga in avanti che la ponga fuori dalla più grande coalizione di centro-destra che dovrà contendere il governo del paese alla sinistra, sarebbe automaticamente la sua fine, ancor prima di cominciare, perché porrebbe su un arco temporale troppo lungo la sua possibilità di incidere sulla realtà dei problemi del paese. O si compete per vincere ed andare da subito a risolvere le gravi questioni che assillano i segmenti di società maggiormente colpiti dalla crisi o hanno ragione coloro che ritengono esaurita, con queste regole, la possibilità di poter aspirare ad un radicale cambiamento delle stato di cose esistenti.

2) È un’operazione politica che nasce per sporcarsi le mani con la vecchia politica, non deve aver paura di dirlo e rivendicarlo, perché, se così non fosse necessario, già avremmo visto forze politiche autonome e discontinue dai contenitori mainstream imporsi, invece che miseramente fallire negli ultimi quattro anni. La politica presente in Parlamento, tutta, ha un gap di credibilità che non va nascosto, ma è anzi l’unico vero motivo che giustificherebbe la nascita di un nuovo contenitore che lo possa colmare, facendo tornare alle urne chi si astiene e fungendo da volano a tutto il processo di rinnovamento della coalizione di centro-destra.

3) Questa formazione politica deve essere costituita da un personale politico intonso e nuovo, ma senza inutili estremismi, credibile identitariamente, portatore di battaglie politiche e civili di area già in essere o comunque presenti nel suo passato background politico-culturale e percorsa, nel suo processo di formazione ed organizzazione, dalla valorizzazione del principio di responsabilità individuale in tutti gli ambiti di relazione interni ed esterni alla stessa. Niente burocrazia e tanta accountability, sostanziale non su carta.

Un movimento politico di questo genere potrebbe costituire una leva formidabile anche per tutte le personalità politiche attualmente impegnate nel tentativo estremo di riformare dall’interno i contenitori mainstream del centro-destra.
Saprebbero dove andare qualora dovessero fallire in questo loro proposito e/o ritenere insufficienti i segnali che gli provengono dall’interno dei rispettivi partiti di riferimento.
È tempo di cambiare veramente e non c’è miglior modo per farlo capire anche a coloro dei quali ancora non possiamo fare a meno che quello di andarglielo a dire, più organizzati di come può farlo, per quanto agguerrito, un corpo intermedio della società civile.

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4 Comments

  • francesco Reply

    26 aprile 2015 at 5:24 pm

    Non serve questa nascita, serve solo fare pulizia dei rami secchi perchè non fruttano piú , una bella potatura e via, solo cosí ci si può riprendere, iniziare come la meloni e salvini e i sinistri vanno in panico.

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      26 aprile 2015 at 6:27 pm

      Me lo auguro anche io che sia talmente forte di suo l’impeto di rinnovamento interno al centro-destra da evitare la necessità di porre all’ordine del giorno la nascita di un volano in tale senso, come la formazione politica descritta nell’articolo. Significherebbe che i corpi intermedi della società civile ritengono congruenti i segnali di rinnovamento all’interno dei partiti già esistenti nel centro-destra. Starà proprio all’acume dei politici interessati ad evitare che ciò accada. 🙂

  • Lisa Reply

    27 aprile 2015 at 2:30 am

    A definire Salvini liberale ci vuole proprio coraggio. Comunque in un paese come il nostro, che vive di antipolitica e si fa sedurre da personalità forti, penso sia difficile ritrovare una forma di partito/movimento che possa essere vincente a breve. La personalità forte da leader è mancante e tutti i partitini sono litigiosi, tanto da pensare solo alle poltrone più che a un progetto politico comune. Purtroppo siamo destinati a essere governati (male, anzi malissimo) dalla sinistra per il prossimo ventennio. Avevo sperato e pregato (con tutto che sono atea) su Marina Berlusconi ma, aimé, è andata male. Peccato, lei avrebbe avuto quell’appeal per essere vincente.

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      27 aprile 2015 at 12:59 pm

      Scusa Lisa, ma chi ha definito Salvini liberale? Forse hai letto male, io al massimo ho sostenuto che senza la nuova Lega non si possono vincere le elezioni e che se non ci diamo una mossa anche il tesoretto elettorale di berlusconi prenderà in gran parte la via di Salvini, non certo quella di Fitto.

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