Tagliano tutti ma non i magistrati: spese del Csm in aumento

csmMentre tutti tagliano, c’è chi a tagliare non ci pensa minimamente. E’ il Csm. Nel 2016 il Consiglio superiore della magistratura, almeno stando al bilancio di previsione all’esame per l’approvazione del plenum, ci costerà all’incirca 69,4 milioni di euro. Una cifra decisamente inferiore ai “costi della politica”, diranno alcuni, ma in sensibile crescita rispetto alle spese del 2015, dove il Csm è costato ai contribuenti solo 39,5 milioni di euro. Circa il 40% in meno.

La differenza è dovuta ai nuovi criteri di bilancio che saranno adottati nel prossimo esercizio. Spiccano, tra le voci del bilancio, quelle sulle ‘partite di giro’  (circa 12 milioni di euro contabilizzati) e l’aumento di 118 mila euro nel 2016 delle spese per i componenti del Csm. Il punto di maggior rilievo è quello che riguarda le spese per beni e acquisti, circa 19,5 milioni, che verranno impiegati per lo spostamento della sede o, in alternativa, la ristrutturazione di quella attuale.

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3 Comments

  • Corrado Massa Reply

    17 dicembre 2015 at 1:48 pm

    E almeno facessero bene il loro mestiere…invece sbattono la gente in galera senza prove, a volte senza nemmeno indizi. Amanda Knox, Raffaele Sollecito, Alberto Stasi, Veronica Panarello, Michele Bossetti, Cosima e Sabrina Misseri…sono solo le vittime più note e recenti (ma quante altre che non conosciamo!) di una magistratura che se ne infischia del sacro principio della presunzione di innocenza (sancito tra l’altro anche dalla Costituzikne), usa il carcere preventivo come forma di tortura, condanna sulla base di impianti accusatori deliranti e risibili. Il tutto con l’appoggio dei media forcaioli e di un’opinione pubblica pilatesca.

    • monica cappellini Reply

      17 dicembre 2015 at 4:31 pm

      i peggio pero’ sono i GUP; un PM ravvisa un reato II Cod Penale; ma i GUP te li raccomando

  • Carlo Lauletta Reply

    17 dicembre 2015 at 4:14 pm

    “Tagliano t u t t i ma non i magistrati”. Mi permetto di fare una correzione. Trascuro i magistrati, sui quali almeno
    in questa sede non mi pronuncio. Preferisco considerare un’altra categoria di persone, per la quale davvero
    i taglî non esistono. Penso ai calciatori. Altro che stipendî dei politici e cosiddette pensioni d’oro! In Francia (ma in Italia
    sarà lo stesso) c’è appunto un calciatore (che non nomino per non dargli importanza) che guadagna 50 (=cinquanta)
    volte quanto il presidente della repubblica. Secondo altro conteggio, questo giovanotto costa quanto l’intero senato
    italiano! Mi si obietta che lui non è a carico dei cittadini. Replico: a parte il fatto che i giocatori, essendo appunto giocatori
    anziché lavoratori, non dovrebbero ricevere niente (com’era, dobbiamo onestamente riconoscerlo, nei regimi comunisti),
    se sui loro emolumenti fosse messa l’IRPEF al 95%, ecco che potremmo beneficiarne tutti, o i più bisognosi tra noi.
    Invece, ho letto proprio ieri, restando scandalizzato, che sugli affari aventi per oggetto calciatori il nostro governo ha
    istituito, a favore delle società, vantaggî fiscali!

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