Tasse: “Pagare tutti per pagare meno”? Ecco perché è solo una leggenda

evasione-fiscale1La lotta all’evasione è il primo punto: se paghiamo tutti, paghiamo meno”. Matteo Renzi, che di propaganda se ne intende, alla fine s’è giocato il jolly, e ha messo sul piatto l’immancabile crociata contro l’evasione fiscale, accompagnata dal solito refrain: se tutti pagassero fino all’ultimo centesimo di tasse, la pressione fiscale diminuirebbe. Una favola che è stata puntualmente raccontata da ogni governo che si è succeduto negli ultimi anni, dapprima impegnato ad annunciare una serie di misure volte ad abbassare le tasse e finanziate dal recupero dell’evasione, e poi altrettanto puntuale nel disattenderle. Anzi, con una beffa ben nota: la pressione fiscale non è affatto scesa: è aumentata. Questa mancata diminuzione è dovuta al fatto che la lotta all’evasione non sta dando i frutti sperati? Ebbene, no. La lotta all’evasione e il recupero delle somme derivanti dai controlli conosce, ormai da tempo, un consolidato trend positivo. Una bugia? No, affatto. Una realtà dimostrata da numeri ufficiali.

11993202_864925546890012_1623238992_o

Prendendo in esame il Rapporto sulla realizzazione delle strategie di contrasto all’evasione fiscale, si possono notare numeri molto interessanti. Gli incassi da attività di accertamento e di controllo dal 2006 – anno in cui ha preso il via il sistema di misurazione basato sugli incassi – al 2013 mostra un progressivo aumento: dai 4,3 miliardi di euro riscossi nel 2006, si è arrivati a più di tre volte tanto, 13,1 miliardi di euro, nel 2013. Per ciò che concerne il dato del 2014 – ancora non presente nella tabella – esso segna un ulteriore balzo in avanti. Come dichiarato dalla direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, lo scorso anno è stato segnato un nuovo record, che ha ritoccato al rialzo il già sorprendente dato del 2013: sono stati riscossi, infatti, ben 14,1 miliardi di euro, molto al di sopra della cifra prudenziale di 3,8 miliardi di euro indicata dal governo nella Legge di Stabilità. Inoltre, i mancati introiti sono diminuiti dell’8% negli ultimi dodici anni. Dunque, la domanda sorge spontanea: dove sono finiti questi soldi?

MIA15 - Nomination

Di tanto in tanto mi capita di discutere con persone ossessionate dall’evasione fiscale. Le lascio sfogare per alcuni minuti, lascio che espongano il loro punto di vista, poi molto tranquillamente inizio a snocciolare i dati che ho appena esposto. Dati che non mi invento io, per fare demagogia, ma che, come potete vedere, sono verificabili e forniti direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Poi chiedo all’interlocutore: dove sono finiti tutti questi soldi che sono stati recuperati, e il cui ammontare aumenta di anno in anno? Sono serviti a diminuire la pressione fiscale su famiglie e imprese? Sono serviti per finanziare una spending review? Sono serviti per sostenere le fasce più disagiate? Sono serviti per una qualsiasi riforma strutturale della quale si sono visti risultati tangibili? A questo punto l’interlocutore inizia ad arrampicarsi sugli specchi. E così concludo rivolgendogli una domanda un po’ cattivella: non è che questa storia del “pagare tutti per pagare meno” è solo una favola per mantenere buono il popolino? Benvenuti nel mondo reale.

Il segreto di Pulcinella è che questi soldi recuperati finiscono dritti nella pancia del Leviatano o tutt’al più, magari servano a finanziare qualche marchetta elettorale del valore di 80 euro l’una. La verità è che non c’è altra soluzione se non quella di tagliare la spesa pubblica: per ogni euro di spesa pubblica in meno, un euro in meno di tasse. Ma un euro “vero”, non uno “sgravo fiscale”: perché in Italia abbiamo il problema di non riuscire proprio a chiamare le cose con il loro nome.
Uno “sgravo fiscale” non è un taglio della tasse. Stiamo ancora aspettando il “il più grande taglio delle tasse mai operato da un governo”, che era stato annunciato lo scorso autunno, ma ora il volantino del RenziWorld propone una nuova offerta per Natale: l’eliminazione della tasse sulla casa. Che, c’è da scommetterci, verrà fatto a deficit, e non tagliando la spesa pubblica. Tanto paga Pantalone, e mal che vada si può sempre andare a caccia di commercianti che non fanno lo scontrino.

MIA15 - Nomination

Commenta con il tuo account social

5 Comments

  • gbravin Reply

    3 settembre 2015 at 6:59 pm

    Se lavorassi in Germania, potrei dedurre dalla mia dichiarazione dei redditi anche la tintoria, se attinente al mio lavoro (es. cameriere = camicia bianca si, camicie a pois = no)
    In Italia devo pagare IVA al 22% per prestazioni mediche, ed averne rimborsate FORSE il 18/19% l’anno prossimo, detratto la franchigia che non sappiamo ancora gli importi di franchigia….
    Perché???

  • Monica Cappellini Reply

    3 settembre 2015 at 7:27 pm

    ssscusate ma………ce devo pensa’

  • maboba Reply

    5 settembre 2015 at 9:15 am

    Il tasso maggiore di recupero è avvenuto dal 2008 al 2011, da 6,9 a 12,7 mld. 5,8 mld (1,45 per anno), mentre dal 2012 al 2014 si è passati da 12,5 a 14,1, solo 1,6 mld (0,53 per anno). Per l’appunto con il governo Berlusconi. Per i sinistri: ironia della sorte!

  • Tasse: pagare tutti per pagare meno? Una leggenda Reply

    20 ottobre 2015 at 6:23 pm

    […] Pubblicato anche su QELSI. […]

  • marco caldesi Reply

    9 gennaio 2016 at 11:43 am

    Interessante, anche se si tratta di numeri “piccoli” rispetto agli incassi Irpef.
    Sono anche in parte scettico in merito al contenimento della spesa pubblica. In particolare in periodi di recessione si tratta di uno degli strumenti a disposizione dei governi, ovviamente da utilizzare con sapienza. Diverso (inverso) il discorso in fase di espansione economica.
    Ciò che invece vale sempre come obiettivo è l’aumento di efficacia ed economia della macchina statale. Sia in termini di costi che di tempi e burocrazia per il cittadino.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it