Torino: tre universitari gravemente feriti dai “pacifisti” di sinistra

torinoÈ ormai una costante. E come tutte le costanti punta a non indignar più, ed io invece m’indigno. M’indigno a pensar che siano sempre loro i violenti, i “tappabocche” i “taglialingua”: ci provano prima chiamandoti razzista, omofobo, islamofobo e xenofobo, solo perché magari la pensi in maniera differente, e poi quando le ingiurie non bastano non si fanno certo scrupoli ad usare la violenza per affermare le loro utopie con la forza.

Chi sono? Sempre gli stessi, da settant’anni a questa parte ormai. Sono coloro che si definiscono paladini della democrazia ma poi non accettano chi la pensa in maniera differente, sono coloro i quali credono d’incarnare lo spirito non-violento del Mahatma Gandhi e poi sono sempre in strada con mazze e bastoni a spaccare tutto, sono coloro i quali si definiscono antifascisti in quanto difensori di quella libertà d’espressione che con il fascismo gli era preclusa ma poi uccidono chi un ragazzino che manifesta liberamente ideali differenti, sono coloro i quali non si sentono “Italiani” ma “cittadini del mondo” (guai a nominare la parola “Patria”: le reazioni vanno dalla derisione alle mazzate …), sono coloro i quali ripudiano le religioni in quanto, in un’ottica d’ignorante neo-illuminismo progressista, credono che la religione “trattenga” il genio dell’uomo ma poi difendono l’Islam (“mussulmano” vuol dire “sottomesso”: no, per loro questa sarà una traduzione di parte …), sono coloro che seppur ripudiano l’attuale modello sociale ed anzi sono tra i primi a sostenere che l’individualità, e non la famiglia, sia la condizione necessaria per la socialità, si battono poi per chiedere i matrimoni gay, sono coloro i quali si definiscono “proletari”, ma il conto in banca del papy non fa rendere loro conto circa il sudore che serva per ripagare quella macchina che hanno appena bruciato o quella vetrina che hanno appena distrutto a commercianti già ridotti alla fame per colpa delle tasse.

Comunisti? Forse. “Figli di papà”, sicuro. Al Campus Einaudi di Torino, questi “figli di papà” hanno ferito tre giovani universitari e due sono ancora in ospedale. Sembrerebbe che a provocare l’ira dei pacifinti sia stato il fatto che alcuni giovani di chiare simpatie di destra siano andati a ripulire l’aula Borsellino a loro assegnata. Ecco che i delinquenti di sinistra sono partiti alla carica al grido di: “Questa è città della Resistenza, non possiamo tollerare volantinaggi all’università di un gruppo razzista e xenofobo”.

La foto, scattata in esclusiva per Qelsi dall’interno dell’aula in questione, mostra chiaramente le forze dell’ordine in tenuta antisommossa che cercano di tenere a bada i “figli di papà” del collettivo universitario autonomo, che insultano gli agenti ben consci della protezione politica e mediatica a loro riservata. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone che ha assistito all’aggressione ed è stato anche lui colpito dichiara “E’ assurdo che un gruppo cinquanta persone armato di caschi e bastoni assalti un’aula con degli studenti all’interno“.

Non è la prima volta che succede questo al Campus Einaudi, ed infatti una decina di giorni fa un episodio analogo ma nell’occasione verso i Giovani Padani di Torino.

Alessandra Cudini, Lega Nord, commenta così:

“Torino non è una città libera: la vera libertà è il diritto di poter manifestare liberamente ed in modo pacifico il proprio pensiero. Sono stati aggrediti dei ragazzi, colpevoli solo di aver fatto un pacifico volantinaggio per contestare la disparità di trattamento nel pagamento delle tasse universitarie tra studenti italiani e studenti profughi. Questa è la prova del razzismo dello Stato italiano che, lungi dall’essere islamofobo o xenofobo, è italianofobo: è questo il vero problema. Questi ragazzi stavano facendo solo del volantinaggio: prendere il volantino e fermarsi a discutere sarebbe stata una scelta democraticamente costruttiva, seppur si fossero contestate dette argomentazioni. Questi sono dei violenti, armati di ignoranza, e si sentono talmente tutelati da varie “conoscenze” e certi che tutto li sia dovuto che si sentono liberi di spaccare tutto, non pensando ai sacrifici di ragazzi che fanno i salti mortali e lavorano anche di notte per potersi pagare la stessa Università che il loro paparino invece regala loro, e non capiscono che quel volantinaggio è stato fatto per l’esasperazione di studenti che, ancor prima di entrare nel mondo del lavoro, si trovano pieni di tasse, a differenza dei loro coetanei migranti.

È il momento di riportare l’ordine a Torino e, per fare ciò, bisogna necessariamente cambiare Amministrazione: abbiamo un Sindaco che invece di preoccuparsi delle famiglie in difficoltà o delle periferie in degrado o dei palazzi storici del centro, come lo Juvarra, che sono diventati delle vere e proprie moschee, si preoccupa solo di mettere il tappetino nel Comune o all’Aeroporto di Caselle per permettere ai mussulmani d’integrarsi; figuriamoci se si preoccupi di contrastare i delinquenti dei centri sociali. Verranno denunciati? Verranno condannati? Verranno messi ai servizi sociali obbligatori? Io ne dubito fortemente.”

Come dare torto alla leghista Cudini: se dovessero condannare qualcuno, probabilmente poi diventerà Primario al Niguarda anche questo …

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1 Comment

  • Paolo Reply

    28 novembre 2015 at 12:33 am

    Concordo con ogni riga del presente articolo.

    Paladini della democrazia TOTALITARIA, forse questa definizione rende abbastanza l’ idea?

    L’ attuale amministrazione della città di Torino, è semplicemente pietosa (per non dire di peggio)!!!

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